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“Una vita tranquilla” di Claudio Cupellini

5 novembre 2010 Recensioni 5 Commenti
Pietro Salvatori, 4 Novembre 2010: Solido
01 Distribution, 5 Novembre 2010

Rosario Russo ha poco più di cinquanta anni, da 12 vive in Germania dove gestisce un albergo-ristorante. La sua vita scorre serena, ma un giorno entrano nel suo ristorante due ragazzi italiani. E la vita tranquilla di Rosario Russo prende una piega imprevedibile…


Gli echi e le suggestioni de Le conseguenze dell’amore, film che più d’ogni altro è servito da volano per la maturità artistica di Paolo Sorrentino, permeano lungamente e profondamente Una vita tranquilla, esordio drammatico di Cupellini, che già aveva fornito discreta prova di sé con Lezioni di cioccolata, commedia e sua opera prima. Un uomo che conduce “una vita tranquilla”, come da titolo, ma che ha un passato oscuro, fatto di una famiglia abbandonata, di errori non rimediabili, di legami con la malavita. Ma soprattutto, a richiamare l’analogia con il film del 2001, è la presenza dello stesso protagonista, quel Toni Servillo che rese grande e fu reso grande da una pellicola che incantò mezza Italia. E se è pur vero che il personaggio pensato da Cupellini è più verace, più carnale di Titta di Girolamo, c’è anche da dire che tanto quella quanto questa sceneggiatura sono state confezionate prendendo le misure di Servillo al millimetro.

Lo troviamo nei panni di un ristoratore. Un italiano, come tanti emigrato in un paesino tra Wiesbaden e Francoforte. Una moglie, un bimbo, una station wagon e un pick-up. Ma soprattutto un ristorante, “da Rosario”, dove si propina ai poco raffinati avventori tedeschi piatti al gusto di cinghiale e gamberoni, dentro il quale ci si nasconde da un passato in agguato dietro l’angolo, che insidia «quindici anni perfetti». Ma questa è un’altra storia, la storia del film, e a raccontarla si rischierebbe di farvi perdere tutto il gusto.
Bisogna semplicemente tenere presente che Cupellini costruisce un film che, pur privo di acuti, si modella solidamente intorno a una sceneggiatura concepita con cura e a un primattore che da solo è capace di sostenere il peso di un plot. Una regia poco brillante, statica, viene compensata da un’attenta cura dei particolari, dalle inquadrature alla cesellatura dei dialoghi, lasciandoci un film che si gusta con calma e con pazienza fino all’ultima scena.


Titolo: Una vita tranquilla
Regia: Claudio Cupellini
Sceneggiatura: Filippo Gravino, Guido Iuculano, Claudio Cupellini
Fotografia: Gergely Poharnok
Interpreti: Toni Servillo, Marco D’Amore, Francesco Di Leva, Juliane Kohler, Leonardo Sprengler, Alice Dwyer, Maurizio Donadoni, Giovanni Ludeno
Nazionalità: Italia, 2010
Durata: 1h. 45′


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Attualmente ci sono 5 commenti a questo articolo:

  1. WarezSan scrive:

    Un capolavoro.
    Un vero pugno nello stomaco.

    Merito di Servillo, e’ proprio vero. Tutto quello che tocca diventa oro. Questo film mi ha perseguitato e continua a farlo con i suoi incubi.
    E’ una repentina discesa nell’inferno. Molto piu’ di quanto possa esserlo stato Gomorra.
    Poco importa se Servillo sia o meno premio oscar. Ha donato un solidissimo contribiuto a quella magia che e’ il Cinema!

  2. max scrive:

    Concordo pienamente con la sceneggiatura anche se con riserva in quanto credo che il film strizzi troppo l’occhiolino al capolavoro “Le conseguenze dell’amore” rendendolo al pari elementare e prevedibile.Credo che il problema del cinema italiano oggi sia aggrapparsi esclusivamente alla bravura di alcuni attori .Dove sono GARRONE ,SORRENTINO????

  3. Alberto Cassani scrive:

    Io ancora non l’ho visto causa salute precaria, ma a leggere solo ed esclusivamente la trama mi ricorda anche “A History of Violence”.

  4. Lore scrive:

    Confermo, a vederlo ricorda un po’ “A History of Violence” e un po’ “Le conseguenze dell’amore” ma di sicuro e’ un gran bel film

  5. Nardo scrive:

    anche per me un bel film, massiccio, con dei personaggi ben delineati, ed un protagonista straordinariamente vero.

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