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"Valérie - Diario di una ninfomane" di Christian Molina

24 aprile 2009 Recensioni 5 Commenti
Emanuele Rauco, 24 Aprile 2009: Maldestro
Mediafilm, 30 Aprile 2009

La storia di Valérie, amante del sesso e del contatto tra i corpi, della sua odissea nel cercare di capire le proprie motivazioni e contraddizioni, della ricerca di qualcosa – l’amore, l’appagamento, la soddisfazione economica e personale, la gelosia… – che alla fine si accorge di avere già…


Questo è uno di quei film che non farà mai parlare di sé per la qualità, l’importanza, l’attualità dei suoi temi, ma per un fatto contingente, irritante quanto si vuole ma anche sapientemente gestito da ufficio stampa e distributori: il manifesto è stato censurato e boicottato dalla stampa e dai media per l’immagine di una mano in una mutandine e probabilmente per la parola “ninfomane”. Scandalo, indignazione ripetuta costantemente anche in conferenza stampa e squallore per la mancata ospitata a Quelli che…. E così la mediocrità, l’ingenuità, la banalità, il moralismo di ritorno del film di Christian Molina restano in secondo piano, anche perché si dimenticano fin troppo presto.

La trama, tratta dal romanzo omonimo e autobiografico di Valérie Tasso, racconta di questa donna amante del sesso e del contatto tra i corpi, della sua odissea nel cercare di capirne motivazioni e contraddizioni, della ricerca di qualcosa – l’amore, l’appagamento, la soddisfazione economica e personale, la gelosia – che alla fine si accorge di avere già. In pratica, 93 minuti per tornare al punto di partenza, ma non in senso circolare o con una nuova consapevolezza, ma come a far intendere che nella sceneggiatura di Cuca Canals, che spazia dall’erotico al melodrammatico per voler fare l’esistenziale, si racconta di tutto, ma non si dice nulla.

L’idea di fondo è coraggiosamente femminista, nel raccontare e descrivere il bisogno e la voglia di sesso non come un disagio o una malattia – come anni di cultura maschilista e repressiva hanno voluto far credere – ma semplicemente un modo gioioso, libero e sincero di comunicare, da rivendicare senza dover incorrere nel giudizio moralista o bigotto, e di conseguenza spesso maschile. Se il contenuto ideologico è apprezzabile e difendibile, il modo in cui Molina lo mette in scena è quantome sbagliato: ipocrisie che si inseguono lungo tutto il film, un’immagine involontaria del sesso costellata di violenze, soprusi e infelicità, banalità spicciole sulla psicologia del sesso e delle sue deviazioni e quando nel finale, dovrebbero esplodere la carnalità e la giocosità dei corpi finora esibite generosamente, ci si rifugia nei giri di parole aulici, in un ipocrita pudore visivo.

La sceneggiatura abbonda di risvolti prevedibili e sciocchi, oltre che di dialoghi davvero poco ascoltabili (“Profumi di Mediterraneo…” detto a un calabrese), luoghi comuni sul sesso e soprattutto sulla psicologia, che fanno da tappeto a una regia che sembra a proprio agio solo nel mostrare il sesso e l’erotismo (per fortuna), ma che poi vanifica la gioia visiva con il tono enfatico con cui la mette in scena (e corrispondenti scivoloni narrativi). E con una protagonista, Belén Fabra, che per quanto carina e volenterosa non è propriamente una cascata di sensualità né di talento, rendendo così poco credibili anche tutte le sue peregrinazioni emotive.

Film fastidioso, oltre che mediocremente messo in scena, per il quale – pur arrabbiati con la censura – non ce ne faremo un cruccio se nessuno lo guarderà.


Titolo: Valérie – Diario di una ninfomane (Diario de una ninfómana)
Regia: Christian Molina
Sceneggiatura: Cuca Canals
Fotografia: Javier G. Salmones
Interpreti: Belén Fabra, Leonardo Sbaraglia, Llum Barrera, Geraldine Chaplin, Ángela Molina, Pedro Gutiérrez, José Chaves, Jorge Yaman, Antonio Garrido, Jaume García Arija
Nazionalità: Spagna, 2008
Durata: 1h. 33′


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Attualmente ci sono 5 commenti a questo articolo:

  1. […] Valerie – Diario di una ninfomane di Cristian Molina […]

  2. luana scrive:

    Forse hai visto un altro film!!!lasciatelo dire da una donna: il film è perfetto!!!

  3. Alberto Cassani scrive:

    Mi sfugge il nesso tra l’essere una donna e saper valutare la perfezione di un film, ma comunque…

  4. Manulele scrive:

    Al di là delle considerazioni da Feminist Film Theory, il film sarà anche perfetto nella ricostruzione psico-erotica, ma cinematograficamente è fiacco e ridicolo…

  5. Fabrizio scrive:

    Eh, ma tu non sei una donna, altrimenti avresti capito che è perfetto.

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