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"Verso l'Eden" di Costa-Gavras

26 febbraio 2009 Recensioni 0 Commenti
Verso l'Eden

Medusa, 6 Marzo 2009 – Importante

Proveniente da un paese imprecisato, Elias è un immigrato clandestino che viene abbandonato insieme a molti altri vicino alle coste di una località di villeggiatura. Da qui parte la sua avventura, il suo viaggio che ha per meta Parigi. Per arrivarci incontrerà di tutto…


Riccardo Scamarcio e Anny Duperey in Verso l'EdenParlare di immigrazione non è mai facile, lo è ancora meno in questi tempi di radicalizzazione delle opposte posizioni. Tuttavia farlo proprio adesso è fondamentale per cercare di riportare la discussione all’interno di toni civili e non di scontro di civiltà. Un contributo fondamentale a questo dibattito è rappresentato dal nuovo film di Costa-Gravas, un regista che nella sua carriera registica non ha mai avuto paura di esprimere le proprie idee e che in questo caso racconta una favola moderna proprio sul tema dell’immigrazione. Fondamentale per affrontare la visione di Verso l’Eden è proprio questo, quello di considerarlo una favola, il racconto di un Omero in viaggio verso quello che lui, come tanti altri uomini, considera un Eden e che in realtà si rivela essere terra di sfruttamento e di emarginazione, ma anche di solidarietà.

Riccardo Scamarcio e Ulrich Tukur in Verso l'EdenIl protagonista di Verso l’Eden, interpretato da Riccardo Scamarcio, è Elias, un uomo proveniente da un paese imprecisato, un immigrato clandestino che viene abbandonato insieme a molti altri vicino alle coste di una località di villeggiatura come può essere la nostra Lampedusa. Da qui parte la sua avventura, il suo viaggio che ha per meta Parigi. Per arrivarci incontrerà di tutto, seguirà un percorso fatto di sfruttamento ma anche di comprensione. Elias viene trattato da parte delle persone che lo circondano in modo diverso a seconda del vestito che indossa: bene quando è vestito in modo decoroso, male quando deve indossare vestiti di fortuna. Il giudizio basato sull’apparenza è radicato nella cultura occidentale e andare oltre, cercare di capire chi davvero si ha davanti è uno sforzo che in pochi sono disposti a compiere. Si è troppo presi dall’essere protagonisti di una società basata sull’immagine, ed è per questo che, girando per le strade d’Europa, Elias ha come sfondo schiere di giornalisti che intervistano distinti signor nessuno, proprio a simboleggiare la vacuità dei valori occidentali. E’ facile intuire quanto il film sia carico di metafore, ogni inquadratura non è casuale e, pur attraversando registri diversi tra loro, da quello drammatico a quello più leggero, non rinuncia mai a voler dare significato profondo a ciò che rappresenta.

Riccardo Scamarcio in una scena di Verso l'EdenQualche perplessità può sorgere nel vedere Scamarcio nel ruolo di un immigrato, oggettivamente un ruolo che non sembra stargli addosso. Tuttavia, tenendo presente che la pellicola non vuole essere un racconto realistico ma una favola che rappresenta la realtà per metafore, ecco che la presenza di Scamarcio non solo acquista senso, ma diventa ancora più indovinata. La bellezza esteriore si contrappone nettamente alla disperazione del viaggio intrapreso, un viaggio nel quale è proprio grazie alla sua bellezza che Elias riesce a cavarsela, e non grazie ad un profondo e convinto senso di ospitalità e volontà di accoglienza. Questi sono i valori ai quali il film invita ad aderire e dei quali denuncia l’assenza.


La locandina di Verso l'EdenTitolo: Verso l’Eden (Eden à l’Ouest)
Regia: Constantin Costa-Gravas
Sceneggiatura: Constantin Costa-Gravas, Jean-Claude Grumberg
Fotografia: Patrick Blossier
Interpreti: Riccardo Scamarcio, Eric Caravaca, Ulrich Tukur, Anny Duperey, Antoine Monot Jr, Florian Martens, Léa Wiazemsky, Michel Robin, Konstantinos Markoulakis, Bruno Lochet, David Kruger, Djiby Badiane, Jean-Pierre Gos
Nazionalità: Francia, 2009
Durata: 1h. 50′


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