Stai leggendo:

"Viaggio in Paradiso" di Adrian Grunberg

17 settembre 2013 Recensioni 1 Commento
Viaggio in Paradiso

Eagle Pictures, 1 Giugno 2012 – Splatter

Un ladro professionista fugge in Messico con il bottino ma viene immediatamente fermato dalle autorità e imprigionato. Sembra destinato a rimanere a vita nella prigione di Tijuana, ma con l’aiuto di un bambino di 10 anni riuscirà a cambiare il suo destino, quello del bambino e della madre…


Kevin Hernandez e Mel GibsonNella prima sequenza del film un fiotto di sangue, fuoriuscito dalla bocca di uno dei personaggi, vola a rallentatore verso lo spettatore mentre la voce fuori campo di Mel Gibson riassume brevemente e con una buona dose di ironia la situazione. Il sangue (in larga parte gratuito), il ralenti (in larga parte inutile) e l’ironia segnano alcune delle sequenze più importanti di questo onesto film di cui è Mel Gibson assoluto mattatore.

Mel Gibson in una scenaViaggio in Paradiso si pone come un action senza troppe pretese, un pop-corn movie che non ha altro scopo se non intrattenere lo spettatore. Non c’è nulla di veramente nuovo in quello che si vede sullo schermo: la trama è risaputa e ben prima del finale qualunque spettatore capirà quale sarà il destino dei protagonisti. Certo, c’è una patina di impegno sociale su quanto vediamo: il bambino tenuto prigioniero per donare il fegato al boss locale, la descrizione della prigione messicana (indirettamente confrontata con quelle degli Stati Uniti), i ricchi cattivi e i poveri buoni. Ma nulla è davvero nuovo o approfondito: una scusa per intrattenere, non per commuovere o far riflettere.

Daniel Giménez Cacho in una scenaInoltre, non si può dire che la sceneggiatura sia perfetta: un ladro praticamente sconosciuto alle autorità che riesce a “fregare” la polizia messicana, quella statunitense, i boss della prigione e diversi uomini d’affari è quantomeno poco credibile, e la seconda parte è inutilmente troppo complessa, ma tutto sommato non ci si può lamentare. Per fortuna l’ironia di cui è intriso, una regia attenta al ritmo, attori in parte (Gibson se la cava egregiamente) rendono il film facilmente digeribile. Per molti anni assistente alla regia per progetti di un certo rilievo, tra cui Apocalypto dello stesso Gibson, Adrian Grunberg dirige in modo deciso e riesce a gestire bene tutte le scene, sia quelle di dialogo che quelle di azione.

Un film innocuo, senza pretese, ma di qualità. Un film che scivola addosso, ma che intrattiene senza far rimpiangere il prezzo del biglietto.


Titolo: Viaggio in Paradiso (Get the Gringo)
Regia: Adrian Grunberg
Sceneggiatura: Adrian Grunberg, Mel Gibson
Fotografia: Benoît Debie
Interpreti: Mel Gibson, Kevin Hernandez, Daniel Giménez Cacho, Peter Stormare, Dean Norris, Bob Gunton, Scott Cohen, Patrick Bauchau, Stephanie Lemelin, Jace Jeanes, Jesús Ochoa, Tom Schanley,Peter Gerety, Tenoch Huerta
Nazionalità: USA, 2012
Durata: 1h. 35′


Percorsi Tematici

  • Non ci sono percorsi tematici collegati a questo articolo.
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Concordo. Ho avuto le stesse impressioni ed il giudizio del recensore è assolutamente condivisibile.

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.