Stai leggendo:

"Viaggio segreto" di Roberto Andò

19 ottobre 2006 Recensioni 0 Commenti
Gabriele Marcello, 19 Ottobre 2006: Incompiuto
Medusa, 3 Novembre 2006

Uno psicanalista sui 40 anni, impegnato ad occuparsi nel suo quotidiano della sofferenza altrui, in seguito al fallimento del suo matrimonio è costretto a rivolgere il proprio sguardo su sé stesso nel faticoso tentativo di ricostruirsi una vita…


A volte si pensa che un film possa andare oltre i limiti di un facile regionalismo, di una facile patina da cartolina, e che riesca inoltre a unire la spietatezza dello studio emotivo e fisico, con una giusta presa narrativa fondamentale. Alternando turpiloqui stilistici con momenti effettivamente zen (per la totale e invadente forma di minimalismo corrente) Roberto Andò tenta la carta del film intimo, ma allo stesso tempo di ampio respiro.

Un psicanalista sui 40 anni, che nel suo quotidiano è solito impegnarsi della sofferenza altrui, in seguito al fallimento del suo matrimonio è costretto a rivolgere il proprio sguardo su se stesso nel faticoso tentativo di ricostruire la sua vita. Nel frattempo sua sorella entra in crisi pochi giorni prima del matrimonio, una crisi dai contorni inquietanti che rimanda a una tragedia remota, condivisa da entrambi i fratelli. L’uomo decide allora di tornare in Sicilia per riacquistare la casa dove lui e la sorella hanno passato l’infanzia, dove il dramma ha avuto inizio.

Tratto dallo splendido romanzo Ricostruzioni dell’irlandese Josephine Hart, l’autrice del violento e dolente Il danno, Viaggio segreto è un’opera molto ambiziosa e ammaliante, ma non del tutto riuscita. Sarà forse perché la Sicilia di Andò non ha la stessa forza evocatrice dell’Irlanda della Hart, sarà forse perché una materia così particolare spaventa il regista tanto da fargli perdere sicurezza e farlo sterzare verso i più consoni lidi della fiction di lusso di matrice americana, ma la pellicola, dopo un promettente inizio, si sfrangia pericolosamente e diviene un’accozzaglia di quadri eleganti. Non si riesce mai a capire la vera natura dei protagonisti, il perché delle loro azioni, e quello che è peggio, manca una certa plausibilità. Lo stile da elegante diviene artefatto e l’uso di un montaggio troppo frammentario smarrisce anche lo spettatore più attento.

Rimangono le attrici, muse particolari e brave cui Andò si affida, come Claudia Gerini e Donatella Finocchiaro, e poi la vera sorpresa (o conferma): Valeria Solarino. L’incarnato di Claudia Cardinale dei bei tempi di Visconti è il paragone più appropriato per la talentosa attrice, che non ha paura dei ruoli e di mostrarsi nella sua vera essenza. Il suo ruolo non è ben scritto, eppure la sua espressività riesce ad andare oltre le défaillance della pagina scritta, regalandoci uno sguardo profondo e ipnotico sulla vita che vede. Meno sentiti gli attori: se Kusturica aveva dimostrato con Patrice Leconte di essere bravo, qui è solo impacciato e lo stesso vale per Alessio Boni, troppo legnoso e legato in una recitazione superficiale per smascherare i moti dell’animo del suo personaggio.


Titolo: Viaggio segreto
Regia: Roberto Andò
Sceneggiatura: Salvatore Marcarelli, Roberto Andò
Fotografia: Maurizio Calvesi
Interpreti: Alessio Boni, Donatella Finocchiaro, Valeria Solarino, Claudia Gerini, Marco Baliani, Emir Kusturica, Roberto Herlitzka, Fausto Russo Alesi

Nazionalità: Italia, 2006
Durata: 1h. 47′


Percorsi Tematici

  • Non ci sono percorsi tematici collegati a questo articolo.
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.