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"Volver" di Pedro Almodóvar

20 maggio 2006 Recensioni 0 Commenti
Tiziana Cappellini, 20 Maggio 2006: Originale
Warner, 19 Maggio 2006

Raimunda e Sole sono due giovani sorelle che hanno perso i genitori. La prima intraprende una fiera lotta contro le traversie della sua vita, l’altra è alle prese con il surreale ritorno della madre dal passato. Questo è però un ritorno meno misterioso di quanto sembri, nonostante porti in sé la rivelazione di dolorosi segreti…


Il titolo del film di Pedro Almodovar – Volver, ossia “tornare” – è da subito indicativo di quello che è il tema portante della vicenda narrata: tornare al passato, ma anche tornare dal passato, visto che passato e presente sono indissolubilmente legati nelle vite delle protagoniste. Invece, è più difficile dare una definizione al genere cui il film appartiene: non è propriamente drammatico, in quanto ci sono intelligenti tocchi di umorismo, ma non è nemmeno una commedia, date le vicissitudini tragiche che interessano le protagoniste. In realtà, la presenza di entrambi questi elementi è la vera forza del film, che non produce un risultato grottesco nel fonderli, bensì interessante.

In un film in cui non c’è spazio per le figure maschili – l’unica viene rapidamente eliminata – è la Raimunda di Penelope Cruz a emergere tra quelle femminili. La dichiarata intenzione di Almodovar di rendere omaggio alle nostre dive del dopoguerra è evidente sia dalla sua fisicità – più simile a quella di Claudia Cardinale che di Anna Magnani – e dal forte senso di maternità che non solo la accosta ma, grazie alla bravura dell’attrice, la sovrappone quasi a Sophia Loren. Troppo forte, d’altro canto, è la somiglianza con la trama de La ciociara nel rapporto esclusivo madre-figlia e nelle loro traversie quotidiane, seppure in contesti decisamente diversi. Questi problemi di sopravvivenza quotidiana sono qui estremizzati, ma vengono al contempo alleggeriti dal personaggio di Raimunda, che riesce a mantenere saldo il suo vivace spirito anche nei momenti più difficoltosi. È infatti questo forte personaggio a dare un profondo contributo al film, la cui trama è sì interessante e originale, ma tutto sommato anche un po’ noiosa.

L’originalità consiste soprattutto nel ritorno (vero o presunto) dal passato della madre delle due sorelle – nella vicenda, due donne così diverse, ma per l’economia del film due ruoli ben calibrati per supportarsi brillantemente a vicenda – col conseguente scompiglio che getta nella vita di entrambe. Se per Sole, però, questo scompiglio è sostanzialmente di carattere pratico, per Raimunda ha invece dei coinvolgimenti psicologici. La scena nella quale Raimunda e la madre si chiariscono è visivamente pittoresca, oltre che un passaggio essenziale affinché anche i tasselli più surreali assumano un senso e i vincoli di sangue alla fine si svelino pienamente.

La Spagna è un’altra protagonista femminile di Volver, con i suoi rituali, le sue canzoni, i suoi spaccati di vita quotidiana, la presenza corale delle donne del paese come sfondo più o meno attivo; è protagonista persino con il suo vento reale ma favolistico, che soffia in un paese in cui “c’è il più alto tasso di pazzia tra gli abitanti”. Alla fine, si può avere anche un po’ più chiaro qual è il genere di questo film, se è vero che ciò che inizia tragicamente e finisce – più o meno – lietamente, può chiamarsi commedia. Non una commedia leggera, e forse nemmeno un film memorabile, dove però l’idea di base è sviluppata con intelligenza e interpretata nel modo migliore.


Titolo: Volver – Tornare (Volver)
Regia: Pedro Almodóvar
Sceneggiatura: Pedro Almodóvar
Fotografia: Pedro Almodóvar
Interpreti: Penélope Cruz, Carmen Maura, Lola Dueñas, Blanca Portillo, Yohana Cobo, Chus Lampreave, Leandro Rivera, Agustín Almodóvar, Pepa Aniorte, Carlos Blanco, Fany de Castro, Pilar Castro, Antonio de la Torre, María Isabel Díaz
Nazionalità: Spagna, 2006
Durata: 2h. 01′


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