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"XXY" di Lucia Puenzo

4 giugno 2007 Recensioni 0 Commenti
Emanuele Rauco, 4 Giugno 2007: Insinuante
Teodora, 22 Giugno 2007

Nella vita della 15enne Alex si nasconde un grande segreto. Appena nata, la sua famiglia ha lasciato Buenos Aires per andare a vivere nelle isolate terre della costa uruguayana. Un giorno una coppia di amici di Buenos Aires, con il loro figlio di 16 anni, decide di andare a trovare la famiglia di Alex…


Nuove cinematografie all’orizzonte: è questo uno dei più grandi piaceri che si hanno nel guardare film, nell’andare ai Festival, nel coltivare una passione come quella del cinema. Scoprire registi, film e paesi, ed avere un’idea del cinema un po’ più ampia delle soliti semplificazioni anglo-centriche. Così dopo l’Asia, il gelido Nord Europa e il Medio Oriente, è il momento del Sud America, specialmente dell’Argentina. Ed è proprio dall’Argentina che arriva una delle rivelazioni di questo momento: fresca di molti premi alla Settimana della Critica di Cannes, Lucía Puenzo presenta il suo primo lungometraggio e subito si candida come una promessa di un certo interesse.

Il racconto è quello, difficile, di Alex, una ragazza problematica e scostante, la cui famiglia nasconde un segreto riguardo le sue condizioni fisiche. L’arrivo di un chirurgo e della sua famiglia comincerà a causare problemi e riflessioni all’interno delle vite di Alex e di Alvaro, il figlio del chirurgo.

Scritto dalla stessa Puenzo prendendo spunto da un racconto di Sergio Bizzio, XXY è un piccolo e delicato dramma formativo e sessuale che racconta, come molti film d’autore degli ultimi anni, la ricerca di un’identità – emotiva e spirituale, ma anche fisica – e soprattutto prova a descrivere, riuscendoci piuttosto bene, uno dei molti percorsi che portano al riconoscimento di sé, vale a dire la sessualità.

Ambientato sulle ostili ed affascinanti coste uruguaiane, il film sposa il punto di vista ambiguo, timoroso ed irrisolto di Alex, per raccontarne lo spaesamento e la difficoltà nel capire chi si è in un mondo (quello aspro della provincia marittima) in cui il riconoscimento del già noto è essenziale all’equilibrio delle cose. Pur senza sensazionalismi e scivoloni tragici (a parte un accenno di violenza), Puenzo è molto brava nel farci capire una volta di più come spesso l’identità si confonda con la percezione e l’accettazione, l’essere con l’essere riconosciuti e, perciò, apprezzati.
Per fare questo il film sceglie un tono crudo, sincero ma allo stesso tempo delicato, a metà strada tra una storia d’amore ed un dramma esistenziale che riesce ad aprirsi, a guardare al di fuori di sé, e a diventare una riflessione sull’impossibilità di essere se stessi, sul dovere di scegliere da che parte stare per non essere scambiati per nessuno, sul bisogno di avere sempre le spalle coperte, possibilmente da un uomo. Come la protagonista il film sembra ombroso, scostante, riottoso, difficile da afferrare, ma proprio alla sua stregua sa insinuarsi, sa farsi apprezzare, sa farsi – con moderazione – amare. Merito di una sceneggiatura molto intrigante, che gioca col mistero ed i personaggi con abilità da narratrice di razza (infatti, Puenzo è romanziera e sceneggiatrice), che sa svelare e pulsare i sentimenti con talento e che un po’, forse, si arena sul mezzo filmico, dimostrando di avere ancora qualche lacuna nella gestione dei tempi e delle alchimie del mezzo visivo (anche se la scena clou a metà film è risolta in modo esemplare).

Come si diceva, un nuovo gioiellino del cinema argentino, che oltre a fucina di talenti autoriale mette in campo anche una notevole squadra di valenti attori, qui rappresentati da Ricardo Darín, Valeria Bertuccelli, Germán Palacios e Carolina Peleritti, ma soprattutto dai due giovani, il dimesso e svagato Martín Piroyanski e la straordinaria, tesa, fisicissima Inés Efron. Una boccata d’aria, che è anche un passo al di là della nulla normalità.


La locandinaTitolo: XXY (Id.)
Regia: Lucía Puenzo
Sceneggiatura: Lucía Puenzo
Fotografia: Natasha Braier
Interpreti: Inés Efron, Ricardo Darín, Martín Piroyanski, Valeria Bertuccelli, Germán Palacios, Carolina Peleritti, Guillermo Angelelli, César Troncoso, Jean Pierre Reguerraz, Ailín Salas, Luciano Nobile, Lucas Escariz
Nazionalità: Argentina – Spagna, 2007
Durata: 1h. 31′


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