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"Z la formica" di Eric Darnell & Tim Johnson

3 febbraio 1999 Recensioni 5 Commenti
Alberto Cassani, 3 Febbraio 1999: Sottovalutato
Uip, 15 Gennaio 1999

Dopo anni di sedute dallo psicanalista, Zeta la formica ha finalmente capito di essere insignificante. Ma quando si innamora della principessa del formicaio decide di scambiare il suo posto di minatore con quello di soldato dell’amico Weaver, proprio il giorno in cui l’esercito viene mandato in guerra…


Non servono necessariamente nomi noti, per doppiare un film: servono le voci giuste. Solo Woody Allen avrebbe potuto prestare la voce alla coraggiosa formichina individualista e nevrotica protagonista di questo film, e bene ha fatto la distribuzione italiana ad utilizzare il suo doppiatore abituale, Oreste Lionello, perché il personaggio assomiglia così tanto a quello classico di Woody Allen che serviva una voce che riconducesse immediatamente a lui. Allo stesso modo, per interpretare il ruolo del miglior amico di Zeta, il soldato Weaver, la voce di Ferruccio Amendola con inflessione alla Stallone, che interpreta il ruolo in inglese, è assolutamente perfetta. Magari la principessa Bala, cui nell’edizione originale da voce Sharon Stone, avrebbe guadagnato da una voce più suadente di quella di Cristiana Lionello, ma sono piccolezze.

Primo lungometraggio non Disney realizzato interamente al computer, Zeta la formica ha portato la casa di Topolino ad intentare causa alla Dreamworks, perché Jeffery Katzenberg avvrebbe rubato il progetto di quello che sarebbe poi diventato A Bug’s Life quando ha lasciato il suo posto di Presidente della Disney. In realtà, a parte le questioni meramente legali, tra Disney e Dreamworks non ci sono più attriti di quanti ce ne possano essere tra due case di produzione concorrenti, ma è indubbio che le somiglianze tra i due film ci siano. Non è certo un caso che fosse proprio Katzenberg ad approvare le scelte per la prima parte della pre-produzione di A Bug’s Life, ed è quindi effettivamente possibile che abbia “suggerito” il soggetto di questo film ai suoi animatori. Ma questo, in fondo, agli spettattori importa ben poco.

Z la formica fa sfoggio di tutte le possibilità creative offerte dalle nuove tecnologie informatiche, e così come il precedente Principe d’Egitto si rivolge in particolar modo ad un pubblico adulto. Ed è proprio questa la direzione che il cinema d’animazione occidentale sembra voler prendere, quando in Giappone è la regola da sempre. Scelta curiosamente coincisa con l’avvento della computer graphic come tecnica principale per la realizzazione delle pellicole. A partire dal Toy Story targato Pixar, i film d’animazione hanno iniziato a pensare scene e intere storie che possono piacere e interessare maggiormente gli adulti rispetto ai bambini. Nel caso di Zeta, per quanto i bambini possano comunque divertirsi, di certo la presa in giro della psicanalisi non è diretta a loro, così come non lo è ad esempio la scena in cui Zeta balla come John Travolta in Pulp Fiction.

Per quanto a vedersi sia un bel film, Z la formica è soprattutto un film divertente ed emozionante. Le scene migliori non sono quelle in cui la computer graphic è più maestosa, bensì quelle in cui l’azione è più avvincente.  Sceneggiatori e registi tirano sapientemente le fila della trama come si trattasse di un “normale” film ‘avventura, e in un paio di occasioni riescono a far trattanere il fiato agli spettatori, e spesso riescono a farli ridere. A questo contribuiscono anche le belle musiche di Harry Gregor-Williams e John Powell, che fanno da perfetto commento sonoro alle disavventure del minuscolo protagonista. Citando proprio Jeffrey Katzenberg, si può benissimo definire Zeta la formica come «una commedia underground. In tutti i sensi».


La locandinaTitolo: Z la formica (Antz)
Regia: Eric Darnell, Tim Johnson
Sceneggiatura: Todd Alcott, Chris Weitz, Paul Weitz
Fotografia:
Doppiatori: Oreste Lionello, Cristiana Lionello, Ferruccio Amendola, Ilaria Stagni, Maurizio Mattioli, Enrico Pallini, Oliviero Dinelli, Massimo Lodolo, Sergio Fiorentini, Lorenza Biella, Edoardo Siravo, Sonia Scotti, Ennio Coltorti
Nazionalità: USA, 1998
Durata: 1h. 27′


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Attualmente ci sono 5 commenti a questo articolo:

  1. antonella33 scrive:

    questa favola e molto bella

  2. Plissken scrive:

    Concordo con la recensione, un film da vedere senz’altro.

  3. Marco scrive:

    Albe che ne pensi de “Il Principe d’Egitto”?

  4. Alberto Cassani scrive:

    Mi era piaciuto molto.

  5. Marco scrive:

    Concordo sia col tuo preceente commento che con la recensione in questione.

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