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"Zucker! ...come diventare ebreo in 7 gioni" di Dani Levy

24 novembre 2005 Recensioni 0 Commenti
Luciana Morelli, 24 Novembre 2005: Tagliente
LadyFilm, 25 Novembre 2005

La madre di Zucker è morta, e tutta la famiglia sta per tornare a Berlino da Francoforte per seppellire la salma. Il problema è che per mettere le mani sull’eredità tutti dovranno seguire alla lettera le ultime volontù della donna. Zucker ha così solo una settimana per diventare un perfetto ebreo ortodosso


Jackie Zucker è un ex cronista sportivo della Germania Est, ora contabile di un night club sul lastrico e incallito giocatore di biliardo. Il suo matrimonio sta andando a rotoli e il fisco gli sta alle calcagna. Il suo vero nome, però, è Jakob Zuckermann, un cognome ebreo che gli ricorda troppo un passato che vorrebbe dimenticare e che ripudia del tutto. Dopo la costruzione del muro di Berlino, Jackie fu infatti lasciato al suo destino dalla madre, costretta a fuggire a Francoforte insieme all’altro figlio Samuel. Da allora il contatto tra le due parti della famiglia si è interrotto, ma un telegramma sta per cambiare tutto: suo fratello – ebreo ortodosso e meticoloso osservante delle pratiche ebraiche – sta per arrivare in città insieme alla salma della loro mamma defunta e a tutta la famiglia. E’ lì che la donna voleva essere sepolta, ed è lì che i due fratelli dovranno ad ogni costo cercare di riappacificarsi per poter beneficiare dell’eredità. Il rabbino si preoccuperà in prima persona di far rispettare le regole e le ultime volontà della sua amica scomparsa…

Una commedia irriverente, cinica e pungente sulla cultura ebraica e le sue stravaganze, forse il primo film tedesco che ‘azzarda’ una passeggiata sul campo minato dell’ironia sugli ebrei. Ma non è questo a colpire di più di Zucker! …come diventare ebreo in sette giorni: quello che più ha divertito di questo spaccato di vita tedesca pre e post muro di Berlino, è stata la costante sensazione di insofferenza dei protagonisti nei confronti del proprio passato, che sfocia spesso nello scontento e nella delusione nei confronti di una vita vissuta a filosofeggiare e a sparare a zero ora sul comunismo ora sul capitalismo, senza riuscire per orgoglio a tendere la mano ai propri congiunti. L’aspetto più geniale di questo film sta proprio nella sua capacità di delineare e dissacrare le diversità culturali, sociali e psicologiche che oggi, nel 2005 ed in una Berlino moderna, sono ancora pesantemente riscontrabili tra gli ex tedeschi dell’est e dell’ovest, a prescindere da tutto il resto. Anche dalla religione, che spesso non fa che inasprire rapporti già complicati di per sé.

Girato in maniera piuttosto semplice ma ordinata, il film ha una confezione visivamente trasandata, ma è una mancanza veniale, questa, che va di pari passo con la genialità del regista e sceneggiatore Dani Levy (tedesco di adozione, non ebreo e nato in Svizzera da genitori di origini polacche), insita nel non dare tempo e modo allo spettatore di preoccuparsi delle qualità visive, talmente sono brillanti le vicende familiari degli Zuckermann durante la settimana di lutto ebraico che saranno costretti a passare tutti sotto lo stesso tetto.

Interpretato in maniera impeccabile da tutti gli attori e vincitore di sei Premi Lola all’ultima edizione dei German Film Awards (l’equivalente dei nostri David di Donatello), Zucker è un film imperdibile per tutte le sue innumerevoli battute, per i dialoghi graffianti e per la narrazione bizzarra di una storia tra il comico ed il sentimentale che stenterete a dimenticare. Da segnalare, infine, la straordinaria barzelletta che Samuel – il fratello ortodosso – racconta nel momento della tumulazione della madre defunta.


La locandinaTitolo: Zucker! …come diventare ebreo in 7 gioni (Alles auf Zucker!)
Regia: Dani Levy
Sceneggiatura: Holger Franke, Dani Levy
Fotografia: Carl-Friedrich Koschnick
Interpreti: Henry Hübchen, Hannelore Elsner, Udo Samel, Golda Tencer, Steffen Groth, Anja Franke, Sebastian Blomberg, Elena Uhlig, Rolf Hoppe, Inga Busch, Antonia Adamik, Axel Werner
Nazionalità: Germania, 2004
Durata: 1h. 30′


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