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"11 minut" di Jerzy Skolimowski

10 settembre 2015 Recensioni 0 Commenti
11 minut

Inedito in Italia – Manipolatorio

Una giornata qualsiasi a Varsavia: nel brevissimo ma decisivo arco di tempo compreso tra le 17.00 e le 17.11, le vite di una serie di persone si incrociano fatalmente, in modi che nessuno avrebbe potuto prevedere. L’unico legame è un piccolo punto oscuro che tutti sembrano intravedere…


Una scena di 11 minutLe storie dei numerosi protagonisti destinati a vivere gli undici minuti del titolo prendono il via con una serie di riprese amatoriali, ottenute da uno smartphone, da un tablet, da una webcam o una telecamera di sorveglianza. Sono immagini grezze ma realistiche, che vogliono trasmettere punti di partenza, confessioni o sentimenti già maturati, e rappresentano l’ultima boccata d’aria possibile. Dallo scoccare delle cinque in punto del pomeriggio, il controllo della macchina da presa passa in mani diverse, e si comincia a correre sui sentieri del caos. Definito il minimo comune denominatore di quel preciso lasso di tempo, Skolimowski ci lancia in una incessante staffetta tra le vite di persone che apparentemente non hanno quasi niente in comune, per poi lasciare che sia un destino inaspettato e privo di qualsiasi pietà a tirare le fila.

Un momento di 11 minutL’incertezza della vita stessa è alla base del martellante discorso del regista polacco, che sfida la pazienza e il senso del ridicolo uscendone vincitore per manifesta superiorità. Non c’è la minima perdita di tempo a disegnare un qualsiasi aspetto della vita dei personaggi che non sia utile alla costruzione del puzzle: non si può approfondire la conoscenza di un essere umano in soli undici minuti, e Skolimowski giustamente non se ne preoccupa. Come si possono dimenticare centinaia di persone incontrate nel corso della propria vita, così si dimenticheranno molto velocemente i protagonisti di questo film, e non è un male, ma anzi è proprio nell’anonimato delle sue figure che il film acquista un senso. Chiunque di noi potrebbe essere o conoscere uno di loro.

Un'inquadratura di 11 minutIl vero cuore del film sta nell’impetuoso sfoggio di tecnica registica che Skolimowski mette in campo a ogni angolo per far montare la tensione verso un traguardo che si può anche subodorare e temere, ma che indubbiamente assume un significato potente anche nella sua insensatezza, perfino quando va a prendersi Trappola di cristallo come modello da citare. Movimenti di macchina, colonna sonora, fotografia: tutto viene orchestrato con grande divertimento e consapevolezza, da quella che è senza dubbio la migliore cabina di regia del concorso di Venezia 2015.


La locandina di 11 minutTitolo: 11 minut
Regia: Jerzy Skolimowski
Sceneggiatura: Jerzy Skolimowski
Fotografia: Nicolai Lebkowski
Interpreti: Richard Dormer, Wojciech Mecwaldowski, Paulina Chapko, Andrzei Chyra, Dawid Ogrodnik, Agata Buzek, Piotr Glowacki, Anna Mari Buczek, Jan Nowicki, Lukasz Sikora, Mateusz Kosciukiewicz, Janusz Chabior
Nazionalità: Polonia – Irlanda, 2015
Durata: 1h. 21′


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