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"7 ans" di Jean-Pascal Hattu

30 agosto 2006 Recensioni 0 Commenti
Festival di Venezia 2006

Inedito in Italia – Minimalista

Vincent è condannato a 7 anni di prigione. Il parlatoio è l’unica occasione che ha di incontrare sua moglie Maïté, due volte a settimana. Ma un giorno Maïté incontra Jean e gli si offre, diventandone l’amante pur senza sapere nulla di lui. Fino a quando scopre che è una guardia carceraria…


Bruno Todeschini in una scena di 7 ansI corpi si contraggono nel dolore, i corpi si accendono per il desiderio, i corpi sono rinchiusi dentro a delle gabbie. Così si può sintetizzare l’essenza della bella opera prima del regista francese Jean-Pascal Hattu, un film che poteva tranquillamente scadere nel sociale, vista la tematica, e invece naviga a vele spiegate nello studio e nella riflessione della corporalità e dell’esplorazione del desiderio celato.

Ruvido nella fotografia, spesso opaca e scabra, con poche musiche calibrate a modo, un uso della macchina da presa spesso asettico, queste sono le premesse di 7 ans, premesse che a dire il vero non invoglierebbero tanto lo spettatore comune a guardare questo genere di film. E invece la pellicola è un diretto erede di quel capolavoro che fu Son frère di Patrice Chéreue. Anche lì i corpi dei due fratelli venivano sezionati, uno per la malattia e l’altro per il dolore, e anche lì l’utilizzo del simbolo era importante (malattia dell’anima, che è maggiore di quella del corpo) come qui, dove l’elemento portante è la gabbia (un vero carcerato, ma anche due detenuti dello spirito).

Valérie Donzelli in 7 ansLa sceneggiatura si arricchisce continuamente e dal triangolo amoroso con sfumature noir (la donna dimessa diviene una femme fatale di provincia) si passa al racconto minimalista, ma senza abbandonare mai la linea guida dell’operazione, ovvero il rifiuto totale al sentimentalismo. C’è sesso, anzi molto sesso in questo film, ma come per il bellissimo Intimacy, non c’è trasporto ma solo meccanicità, incompiutezza del fare e del darsi.

Straordinari nei loro corpi, brutti ma desiderabili, i tre attori protagonisti: Valérie Donzelli, Pablo della Torre e Bruno Todeschini, e in particolare quest’ultimo regala una performance davvero memorabile, nel ruolo del marito in carcere.


La locandina francese di 7 ansTitolo: 7 ans
Regia: Jean-Pascal Hattu
Sceneggiatura: Jean-Pascal Hattu, Gilles Taurand, Guillaume Daporta
Fotografia: Pascal Poucet
Interpreti: Valérie Donzelli, Bruno Todeschini, Cyril Troley, Pablo De La Torre, Nadia Kaci
Nazionalità: Francia, 2006
Durata: 1h. 26′


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