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"A Civil Action" di Steven Zaillian

9 ottobre 2007 Recensioni 0 Commenti
A Civil Action

Uip, 9 Aprile 1999 – Lucido

In una cittadina del Massachusetts negli anni 80 sono morti una decina di bambini. Un importante avvocato viene, suo malgrado, a conoscenza di queste morti ancora inspiegate e, incontrati alcuni degli abitanti della cittadina, decide di dedicarsi a quella che all’inizio è per lui solamente una causa come un’altra…


John TravoltaA Civil Action è un film di un certo spessore: propone una tematica impegnata, tratta lucidamente la questione spinosa della giustizia molto spesso iniqua, sviluppa l’evoluzione del protagonista insieme allo snodo della vicenda stessa e, non da ultimo, è anche un buon film dal punto di vista tecnico.

La vicenda del film – basata su un fatto realmente accaduto – tratta dunque una tematica spinosa, vicenda sulla quale gli abitanti stessi della cittadina non raccontano tutto quello che sanno. Ma questa reticenza diventa certamente ancora più inquietante quando è manifestata da genitori che vedono i loro figli bere ogni giorno l’acqua sospettata di avvelenamento.
James Gandolfini e Joan AllenNeppure Schlichtmann è certamente un modello di correttezza etica, dal momento che all’inizio non ha alcuna intenzione di occuparsi del caso, anzi: la sua vera intenzione è quella di liberarsi di una delle madri colpite da questi lutti e che ha cercato di contattarlo più volte. Ciò che cinicamente gli farà cambiare idea e lo indurrà a seguire la questione, sarà scoprire che la conceria di cui parlano gli abitanti di Woburn, e che essi sospettano sia la responsabile dell’inquinamento, è posseduta da due grosse multinazionali. Il che equivale ad avere la prospettiva di ricavarne parecchio denaro.
John Travolta, William H. Macy, Tony Shalhoub e Zeljko IvanekAltrettanto lucidamente, il film mostra quel volto della giustizia che – almeno in certi casi – non opera tanto per scoprire i veri colpevoli e punirli di conseguenza, ma che si risolve in patteggiamenti senza arrivare al debito processo. E’ proprio in questo meccanismo paradossale della giustizia che Schlichtmann confida: è ben consapevole che i pesci piccoli – il suo studio e le famiglie che rappresenta – non possono né competere né vincere contro i pesci grossi – le due multinazionali – così come è ben consapevole che, in casi come questi, i presunti colpevoli sono pronti a liquidare il tutto sborsando molti soldi. Il problema, però, è che il denaro richiesto da Jan a titolo di risarcimento è eccessivo anche per aziende di questo calibro e la situazione inizia a sfuggirgli di mano.

John Travolta e Robert Duvall in una scenaPer quanto Schlichtmann sia molto navigato e disincantato sia nella sua professione che riguardo al meccanismo giudiziario, e nonostante inizialmente fosse mosso da meri intenti veniali, a questo punto decide di proseguire nel cammino intrapreso mettendo in gioco il suo studio, la sua carriera e, soprattutto, i falsi valori nei quali ha sempre creduto. Se da un lato Schlichtmann può essere biasimato per avere ostinatamente trascinato con sé anche i suoi tre soci, dall’altro non gli si possono criticare invece le intenzioni, che a questo punto del film si trasformano, insieme alla sua filosofia di vita.
John Travolta e Joan AllenInfatti, un altro punto di forza di A Civil Action consiste proprio nell’aver ben sviluppato l’evoluzione del personaggio, trasformandolo da cinico avvocato in carriera in un uomo che finalmente scorge anche il lato umano in ciò che è il suo lavoro, facendosi coinvolgere. Questa evoluzione diventa tanto più interessante perché, nel modo in cui viene sviluppata dal film, Schlichtmann pare essere quasi in balia di un destino che vuole fargli percorre quella strada a tutti i costi: «Era destino che dovessi prendere quella multa esattamente in quel momento ed esattamente in quel luogo», confida Jan a uno dei soci. Si ha come l’impressione che da questa vicenda, che un giorno Schlichtmann incrocia per caso, dipenda una sua futura evoluzione, un suo profondo miglioramento; miglioramento da ottenere, però, non solo mettendo in discussione tutto, ma anche arrivando a dover cambiare vita per forza di cose. E tale evoluzione si compirà solo nel momento in cui Schlichtmann deciderà di andare fino in fondo, fino all’estremo della sua decisione, fino a dove potrà arrivarci e facendo in modo che in seguito ci arrivi qualcun altro, gesto che nel suo caso non significa rinunciare ma, anzi, significa vincere, questa volta come uomo.

John Travolta in una scenaInfine, la buona qualità del film è data anche dalla regia che, pur non essendo eccessivamente elaborata, comunque lo arricchisce con il ricorso a montaggi incrociati in un paio di sequenze (particolarmente apprezzabile l’accostamento tra la lezione dell’avvocato Facher tenuta ai suoi studenti e la sua arringa in aula), con una dissolvenza e un’inquadratura a piombo, particolarità che non si vedono spesso al cinema e che fanno la differenza di stile.


La locandinaTitolo: A Civil Action (Id.)
Regia: Steven Zaillian
Sceneggiatura: Steven Zaillian
Fotografia: Conrad L. Hall
Interpreti: John Travolta, Robert Duvall, Tony Shalhoub, Zeljko Ivanek, William H. Macy, Bruce Norris, John Lithgow, Peter Jacobson, Kathleen Quinlan, Mary Mara, Stephen Fry, James Gandolfini, Dan Hedaya, David Thornton, Sydney Pollack
Nazionalità: USA, 1998
Durata: 1h. 55′


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