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"A.I. - Intelligenza Artificiale" di Steven Spielberg

26 settembre 2001 Recensioni 8 Commenti
A.I. - Intelligenza artificiale

Warner, 5 Ottobre 2001 – Squilibrato

Su una Terra ricoperta dagli oceani, in un futuro non precisato ma nemmeno tanto lontano, Henry e Monica Swinton portano a casa un avanzatissimo bambino robot ma lo abbandonano nel bosco qualche tempo dopo. Per lui comincia un lungo viaggio attraverso un mondo ostile, popolato da uomini e robot…


Haley Joel Osment e Frances O'Connor in A.I.Tratto da un brevissimo racconto di Brian Aldiss, Supertoys last all summer long, A.I. è uno dei film più attesi della stagione per via di quel legame con lo scomparso Stanley Kubrick del quale si è tanto parlato. Spielberg si cimenta con un compito davvero non facile: girare un film nato sotto l’egida del pensiero di uno dei massimi autori cinematografici di tutti i tempo, per di più nemmeno criticabile poiché scomparso, ma l’esperimento non gli riesce.

Jude Law e Haley Joel Osment in A.I.A.I. è un film che appare in realtà la somma di tre parti distinte, ma non composte tra loro con equilibrio: i primi 50 minuti sono affascinanti, se si esclude il “cappello” iniziale con William Hurt nella parte del grande creatore dei robot. Bellissime alcune scene nelle quali è davvero visibile l’occhio di Kubrick (il viso del piccolo David riflesso sul tavolo di vetro, la risata isterica a tavola, il gioco a nascondino), palpabile l’atmosfera “aliena” che circonda l’inizio della vita “umana” di David, perfettamente reso l’evolversi dell’affetto per il piccolo robot nel cuore degli Swinton. La seconda parte, dall’arrivo di Martin fino all’incontro di David con la Fata Turchina, ha alcuni momenti di pregio e di divertimento: la Fiera della Carne (anche se con un finale davvero dolciastro), l’incontro con Gigolò Joe, la ricostruzione di Las Vegas, ma già la mano e il cuore di Spielberg prendono nettamente il sopravvento e il film comincia a diventare inutilmente mèlo. La terza parte, che non ci dovrebbe proprio essere, è una via di mezzo tra E.T., Incontri ravvicinati del terzo tipo, Pinocchio e Incompreso.

Il regista Steven Spielberg e Haley Joel Osment sul set di A.I.Dal punto di vista tecnico il film è di altissima qualità, quasi impeccabile. Scenografie, costumi, fotografia e montaggio sono davvero incriticabili, come ci si aspettava da una regista del calibro (e delle possibilità) di Spielberg. Haley Joe Osment è perfetto nella parte del piccolo robot David, dolce ma non sdolcinato, sorpreso e ingenuo, testardo nella ricerca di quello che i suoi creatori e circuiti gli hanno promesso: una madre. Buoni gli altri interpreti, tra cui è da segnalare la prestazione di Jude Law nella parte del robot-gigolò, anch’esso travolto dalla personalità di David.

Probabilmente A.I. piacerà molto (vista anche la reazione del pubblico del Festival di Venezia, che ha estratto alla fine più di un fazzoletto), ma è davvero un peccato che sia troppo spielberghiano (nella più criticabile accezione del termine), che lasci allo spettatore che ha amato Kubrick la sensazione di vedere nient’altro che il remake di un film mai girato.


La locandina statunitense di A.I.Titolo: A.I. – Intelligenza Artificiale (A.I.)
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Steven Spielberg
Fotografia: Janusz Kaminski
Interpreti: Haley Joel Osment, Jude Law, Frances O’Connor, Sam Robards, William Hurt, Brendan Gleeson, Jake Thomas, Ken Leung, Michael Mantell, Michael Berresse, Kathryn Morris, Adrian Grenier, Clark Gregg, Kevin Sussman, Tom Gallop
Nazionalità: USA, 2001
Durata: 2h. 26′


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Attualmente ci sono 8 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo scrive:

    Il progetto era di kubrick ma lo ha diretto spielberg in memoria dell’amico regista.

  2. Marco scrive:

    Albe che ne pensi di Hook?

  3. Alberto Cassani scrive:

    Io mi sono divertito.

  4. Marco scrive:

    Anche a me è piaciuto, forse perchè ci sono nato con quel film e infatti a parer mio lo apprezzano di più quelli che hanno vissuto negli anni ’80-’90.
    Sicuramente è uno Spielberg minore però non vedo chi oltre a lui lo avrebbe potuto dirigere, forse Columbus.
    La colonna sonora di Williams poi è stupenda e Hoffman è veramente a suo agio nei panni di Hook.

  5. Marci scrive:

    chi diavolo sono Hook e Hoffman?

  6. Alberto Cassani scrive:

    Dustin Hoffman in “Hook – Capitan Uncino”.

  7. Riccardo scrive:

    Ho avuto occasione di vederlo e dico che sono d’accordo del tutto con la recensione aggiungerei che però con lo scorrere dei minuti acquista una lentezza a volte insopportabile e che nuoce alla riuscita del film oltre ad aggiungere che la terza parte (quella con gli alieni) era sì evitabile ma l’ho trovata inquietante per come descrive il tramonto dell’esistenza sulla Terra.

  8. Alberto Cassani scrive:

    Sugli “alieni” all’epoca si discusse un sacco su molti forum e newsgroup. C’era chi ha dato per scontato che fossero alieni, anche per via della somiglianza fisica con il tipico extraterrestre spielberghiano, chi invece riteneva che si trattasse “semplicemente” di robot terrestri di un lontanissimo futuro.

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