Francesco Puglisi, 18 Gennaio 2003: Grandioso
Medusa, 16 Gennaio 2003

Il Signore degli Anelli
Le due torri

di Peter Jackson


Viggo MortensenLa Compagnia dell'Anello si è divisa. In sette sono sopravvissuti.
Frodo (Wood), il portatore dell'Unico Anello, assieme al fedele amico Sam (Astin) sono diretti al Monte Fato, nella Terra di Mordor dove risiede il Male più oscuro ma anche unico luogo dove il temibile Anello possa essere distrutto. Durante il loro cammino s'imbattono nella creatura Smeagol, il vecchio possessore dell'anello che, sopraffatto dall'alter-ego Gollum, tenta di riprendersi il proprio "tesssoro", aspettando il momento giusto mentre fa loro da guida.
Aragorn, Legolas e Gimli (Mortensen, Bloom e Rhys-Davies) sono a caccia dei temibili Uruk-hai che, catturati gli Hobbit Marry e Pipino (Monaghan e Boyd), hanno il compito di portarli a Isengard dal mago Saruman (Lee). Ma durante il loro inseguimento incontrano Gandalf (McKellen) che, dopo il combattimento contro il Balrog avvenuto nel cuore della montagna, è tornato più forte e potente che mai. Questi, dopo aver informato i tre compagni che gli Hobbit stanno bene e che sono sotto la protezione della creatura Barbalbero, capo degli Ent (alberi senzienti), si dirigono alla volta di Rohan, minacciata da un immane esercito di orchi sguinzagliati da Saruman. Il loro compito sarà quello di difendere le mura del Fosso di Helm, dove la popolazione, sotto ordine del Re Tehoden (Hill), è andata a rifugiarsi. Nel frattempo, Merry e Pipino tenteranno di convincere gli Ent a scendere in campo contro Saruman.

Ian McKellenGrandioso seguito de "La Compagnia dell'Anello", diretto da un Peter Jackson scatenato, che non perde tempo in inutili preamboli (basta l'incubo iniziale di Frodo a tappare la bocca a tutti quelli che volevano un prologo), e che ci catapulta direttamente al centro dell'azione, durante il combattimento tra Gandalf e il Balrog nel cuore della Montagna. Tre ore filate che bastano appena al regista per definire una storia vastissima, carica di avvenimenti e di personaggi che approfondiscono la loro personalità, come Aragorn e Frodo, e di nuovi protagonisti come la creatura Gollum. La storia si complica e di conseguenza anche la sceneggiatura, il rischio maggiore, data la notevole quantità di personaggi impegnati in ambiti diversi, era quello di non riuscire a creare una omogeneità nella trama, cioè che il passaggio da una storia all'altra risultasse troppo forzato. Se questo per certi aspetti è vero, lo si nota maggiormente nella parte in cui gli Hobbit Marry e Pipino parlano con Barbalbero, e in alcuni dialoghi che, seppur riusciti, smorzano il dramma o risultano non esattamente appropriati. Un esempio lampante sono le battutine di Gimli che qui sembra essere diventato una sorta di cabarettista. Per il resto tutta la vicenda è permeata da una continua atmosfera cupa e apocalittica, piena di città in rovina, dove Frodo inizia a soccombere al volere dell'Anello, Saruman getta morte ovunque posi il suo sguardo e l'inevitabile battaglia finale sembra sempre di più la fine di tutto.
Un'immagine pubblicitaria di GollumSe da una parte il personaggio di Frodo inizia a scoprire il proprio lato oscuro, dall'altra Aragorn diventa sempre più virtuoso e complesso, forte ma al tempo stesso triste per l'amata Arwen lasciata a Gran Burrone, mentre il fato gli fa conoscere Eowyn (Miranda Otto) che sembra innamorarsi di lui. Ma la vera rivelazione del film è Gollum, personaggio modellato al computer sulle movenze dell'attore Andy Serkis, che attraverso il motion control ha dato vita a quella che probabilmente è la migliore creatura digitale (sotto tutti i punti di vista, non solo a livello tecnico) mai creata. La spiegazione è semplice: gli sceneggiatori e il regista hanno trattato Gollum come fosse un attore normale, forse anche meglio, scrivendo per lui una parte complessa che richiedeva una fisicità inconsueta e che rischiava di scivolare sempre nel ridicolo involontario. Insomma, quello che altrove avremmo etichetto e bollato come grottesco (i dialoghi di Goblin in "Spider Man") qui diventa un esempio di comportamento psicotico degno di uno dei migliori film sullo sdoppiamento della personalità. E quello che altrove è solo sfoggio tecnologico (il personaggio di Jar Jar di "Star Wars 1") qui diventa pura volontà di plasmare la tecnica al volere della narrazione.

Isengard, una delle Due TorriLa regia rispetto al primo episodio migliora, divenendo più matura e robusta, anche se Jackson non si lascia certo scappare l'opportunità di giocare con la macchina da presa come solo lui sa fare. Le scene migliori sono sicuramente quelle in cui Gollum è protagonista e quelle dello scontro finale, dove la macchina da presa vola letteralmente sopra le mura del Fosso di Helm mostrandoci l'immensa battaglia che richiama alla memoria quella di "Braveherat" e di "Giovanna d'Arco". Il regista riesce inoltre a ricreare un'atmosfera epica che tocca il culmine massimo quando gli orchi riescono ad entrare nella fortezza di Re Tehoden. Una scena da antologia su tutte è quella di Gandalf che "esorcizza" dal male il Re, di cui Saruman si era impossessato, e che prelude ad un incontro diretto fra i due stregoni che vedremo sicuramente nel terzo capitolo.

Elijah WoodGli attori sono tutti ottimi ed al cast già vasto del primo episodio si aggiungono volti nuovi, come quello di Miranda Otto, perfetta nella parte di Eowyn, possibile rivale in amore di Arwen; quello di Bernard Hill nel glorioso ruolo di Re Tehoden e quello di Brad Dourif, il biforcuto consigliere Grima Vermilingua. Wood nella parte di Frodo riesce a proporre egregiamente il lato oscuro del personaggio e McKellen, che si vede ridotta la parte rispetto al primo episodio, non aggiunge nulla di nuovo alla sua interpretazione, come del resto anche Christopher Lee. Più enfatica invece quella di Sean Astin, mentre nella norma quella di Bloom e Rhys-Davies. Apparizioni per Liv Tyler, Cate Blanchett e Hugo Weaving.

Karl Urban con Brad Dourif sullo sfondoGli effetti speciali a cura della Weta sono quasi sempre ottimi: se sbalordiscono quelli della battaglia finale o quelli utilizzati per creare Gollum, altri come quelli della scena del Cancello Nero non sono sempre all'altezza, e l'utilizzo delle miniature è più palese che nel primo episodio. Howard Shore, che ha composto la colonna sonora del film, potrebbe benissimo fare il bis e vincere il secondo Oscar consecutivo: le sue musiche sono a dir poco strabilianti, perfettamente in tono con l'atmosfera del film. Bellissimo il tema d'accompagnamento per l'avvento degli uomini, con violini antichi in sottofondo, e la canzone dei titoli di coda scritta da Fran Walsh per cui vale la pena rimanere seduti fino alla fine.

Per vedere il terzo e conclusivo capitolo della serie, "Il Ritorno del Re", si deve aspettare fino al 2004, ma nel frattempo Jackson ha già pronta la versione estesa per il DVD, per una durata di circa tre ore e mezza, e chissà se alla fine di tutto non decida di proiettare tutti e tre i film uno di seguito all'altro. Nel frattempo non dimentichiamoci che la guerra della Terra di Mezzo deve ancora cominciare!


Percorsi tematici

Il Signore degli Anelli: La compagnia dell'anello - di Peter Jackson; con Elijah Wood, Ian McKellen, Viggo Mortensen.
Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re
- di Peter Jackson; con Viggo Mortensen, Andy Serkis, Elijah Wood.

King Kong - di Peter Jackson; con Naomi Watts, Jack Black, Adrien Brody, Andy Serkis.
Sospesi nel Tempo - di Peter Jackson; con Michael J. Fox, Jeffrey Combs.


La locandinaTitolo: Il Signore degli Anelli - Le Due Torri (Lord of the Rings: The Two Towers)
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Fran Walsh, Philippa Boyens, Stephen Sinclair, Peter Jackson
Fotografia: Andrew Lesnie
Interpreti: Viggo Mortensen, Ian McKellen, Elijah Wood, Andy Serkis, Liv Tyler, Sean Astin, Cate Blanchett, John Rhys-Davies, Christopher Lee, Billy Boyd, Orlando Bloom, Hugo Weaving, Miranda Otto, David Wenham, Brad Dourif, Karl Urban
Nazionalità: USA - Nuova Zelanda, 2002
Durata: 2h. 59'