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"Arrival" di Denis Villeneuve

1 settembre 2016 Recensioni 0 Commenti
Arrival

Sony, 24 Novembre 2016 – Circolare

Gli alieni sbarcano sulla Terra, in 12 citta’ diverse sparse ai quattro angoli del globo. Un’esperta linguista viene incaricata dal Governo statunitense di provare a comunicare con gli alieni per capire le ragioni del loro arrivo, ma i ricordi della figlia la tormentano…


Immaginate un puzzle in tre dimensioni di cui avete tutti i pezzi ma che non sapete cosa andra’ a comporre una volta completato. Poi immaginate un puzzle tridimensionale completato ma di cui non riuscite a distinguere i singoli pezzi pur sapendo di cosa si tratta. Questo e’ Arrival, il nuovo film di Denis Villeneuve presentato in concorso al Festival di Venezia 2016. E non e’ una via di mezzo tra le due situazioni, ne’ la loro somma: e’ entrambe le situazioni contemporaneamente. E’ la summa delle tante anime che compongono il cinema che il regista canadese ha fatto finora, ed e’ soprattutto un gran film.

Tratto da un racconto di Ted Chiang, Arrival mette in scena la consueta perizia tecnica di Villeneuve e collaboratori, ed e’ costruito in modo da non affogare i temi della riflessione negli stilemi del genere ne’ svilire il genere facendone una semplice cornice anonima. Ma e’ anche costruito narrativamente in maniera eccellente, dosando i tempi e le parole, rivelando i particolari senza sottolinearli eccessivamente e rendendo chiarissimi i concetti che vengono illustrati. Tutte doti che Villeneuve aveva gia’ messo in mostra lungo la sua carriera, ma mai con la precisione e maturita’ dimostrata qui.

Va detto che l’intreccio drammatico e’ affascinante di suo, e anche le situazioni potenzialmente piu’ sgradevoli sono trattate con delicatezza e attenzione. Arrival e’ un film complesso, che non investe lo spettatore di emozioni ma le fa crescere lentamente con lo scorrere dei minuti, arrivando a un finale rivelatorio perfettamente coerente e narrato benissimo ma troppo cerebrale per spingere alla standing ovation. Difficile dire se sia il miglior film del regista di Prisoners e Sicario: di certo non ha l’impatto emotivo di La donna che canta, ma e’ una pellicola decisamente piu’ sfaccettata e consapevole. Una di quelle di cui si parlera’ ancora tra molti anni.


La locandinaTitolo: Arrival
Regia: Denis Villeneuve
Sceneggiatura: Eric Heisserer
Fotografia: Bradford Young
Interpreti: Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Nathaly Thibault, Mark O’Brien, Tzi Ma, Leisa Reid, Abigail Pniowsky, Jualia Scarlett Dan, Max Walker
Nazionalità: USA, 2016
Durata: 1h. 56′


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