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"Baciami ancora" di Gabriele Muccino

30 gennaio 2010 Recensioni 48 Commenti
Baciami ancora

Medusa, 29 Gennaio 2010 – Riuscito

Nove anni dopo ritroviamo i personaggi de L’ultimo bacio, quarantenni, più riflessivi, ancora innamorati della vita e un po’ meno di se stessi. Un gruppo di amici le cui storie imperfette ci fanno pensare a molte persone che abbiamo conosciuto, e forse anche a noi stessi…


Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino e Marco Cocci in Baciami ancoraIl film di Muccino incuriosisce, perché continuazione de L’ultimo bacio. Film riuscito, sul malessere di una generazione in lotta contro il tempo, restia a lasciarsi alle spalle la giovinezza, colta in quel momento delicato e difficile che segna il passaggio dalla giovinezza appunto all’età adulta. Di qui l’ansia, la tensione, che anima la pellicola, perché di una corsa contro il tempo si tratta, di una nostalgia che diventa pungolo, rovello interiore, un’inquietudine che attraversa come una scossa elettrica le esistenze dei protagonisti.

Vittoria Puccini e Stefano Accorsi in una scena di Baciami ancoraUn film riuscito e coinvolgente, si diceva, ma con un limite, forse: quello di trascurare l’aspetto sociale della questione. Esiste una giovinezza forzata, uno stato di minorità da cui non si esce perché nella nostra società è difficile rendersi autonomi, perché le condizioni materiali non lo consentono. Al centro del racconto di Muccino c’è una famiglia alto-borghese, il regista si può permettere dunque di sorvolare su questo lato del problema. Dopo quasi dieci anni, in Baciami ancora ritroviamo quel gruppo di amici: l’età adulta non segna la fine delle inquietudini, per alcuni di loro c’è anzi l’urgenza di reinserirsi nell’alveo di un tempo che li ha superati. Non si può semplicemente riprendere da dove si era lasciato, da qui un paziente lavorio per scoprire e ritrovare il proprio posto. Al centro del cinema di Muccino c’è sempre un rapporto conflittuale e sofferto con il tempo, con il divenire che si traduce a volte in una spasmodica e ansiosa ricerca della felicità.

Vittoria Puccini e Stefano Accorsi in Baciami ancoraBelle sono le musiche di Paolo Buonvino, bravo nell’accompagnare gli stati d’animo e la tensione che anima la pellicola. Baciami ancora, nonostante le pregevoli interpretazioni degli attori, è meno coinvolgente, meno emozionante de L’ultimo bacio. Tanti sono i temi affrontati dal regista, ma senza un elemento unificatore che li animi, così come succedeva nel film precedente. Nonostante sia ben girata, la pellicola alterna momenti di grande intensità ad altri un po’ lenti, ne risulta un ritmo altalenante e a volte un calo della tensione emotiva. Forse ci si poteva aspettare qualcosina di più dopo nove anni, e dopo l’esperienza hollywoodiana. Muccino sembra più impegnato a ricostruire l’atmosfera del primo film che a cercare uno sguardo nuovo e vivificatore. Nonostante questo Baciami ancora è un film da vedere, frutto di una sensibilità e di uno sguardo rari nel panorama del cinema italiano.


La locandina di Baciami ancoraTitolo: Baciami ancora
Regia: Gabriele Muccino
Sceneggiatura: Gabriele Muccino
Fotografia: Arnaldo Catinari
Interpreti: Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Claudio Santamaria, Pierfrancesco Favino, Marco Cocci, Giorgio Pasotti, Sabrina Impacciatore, Daniela Piazza, Valeria Bruni Tedeschi, Adriano Giannini, Primo Reggiani
Nazionalità: Italia, 2009
Durata: 2h. 20′


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Attualmente ci sono 48 commenti a questo articolo:

  1. Andrea Chirichelli scrive:

    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAH.Ma riuscito dove? Quando? Credo che nemmeno lo stesso Muccino, che peraltro da Fazio aveva palesato notevoli difficoltà ad esprimersi in italiano corretto, sarebbe stato capace di auto-scriversi una recensione così lontana dalla realtà. Il film è invece un assoluto ma del resto prevedibile disastro.La rappresentazione dei personaggi è ignobilmente manichea con le le donne tutte isteriche-antipatiche-puttane e gli uomini deficienti-bamboccioni-fancazzisti. Nessuno recita, tutti urlano. Evidentemente i soldi e la permanenza in America hanno reso il regista incapace di leggere la realtà italiana contemporanea. Baciami Ancora puzza di stantio e vecchio di almeno 10 anni, infatti il suo peggior difetto è l’assoluta incapacità di rappresentare il presente (a dispetto di quanto afferma lo stesso Muccino). Il film gronda di luoghi comuni (tutti in Brasile a coltivare il caffé!!!) e riflessioni a dir poco demenziali (tutti gli uomini di destra menano le donne? Le nascite sono forse inevitabili, non esiste l’aborto?). L’unica idea orginale è quella di trasformare Pasotti nel Giovanni del noto trio comico..Cast pessimo con in testa il solito insopportabile Accorsi (a Casta, ma che ci trovi? Seriamente, parliamone) e Santamaria che, as usual, si porta stampato in fronte il cartello “morto che parla”.Peccato per Favino, Giannini e la Bruni Tedeschi, che dovrebbero scegliersi meglio i copioni.A questo aggiungiamo un sottotesto inesistente e una lunghezza straziante (2 ore e mezza,scherziamo?) per completare uno scenario da incubo.Da vedere? Sensibilità? Sguardo? Non fatemi ridere.

  2. Fabrizio scrive:

    Beh, finalmente un commento diretto alla recensione!

    Non entro nel merito perchè il fim non l’ho visto e penso non troverò mai la voglia di vederlo, ma, non so perchè, così alla cieca tendo a dare un certo peso alle rimostranze di Andrea.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Il film non l’ho visto neanche’io, ma gli appunti che Andrea fa sono gli stessi che si possono muovere a tutti i film scritti da Muccino. Solo che i fan di Muccino non li riconoscono come tali, e di qui la gran differenza di giudizio.

  4. max scrive:

    Il film non l’ho visto e non so se lo vedro’,ma Andrea puzza di regista mancato e frustrato dai successi altrui una tale recensione senza apertura critica e’ a dir pocoimbarazzante ,leggo nelle parole di Andrea solo odio e disprezzo non credo che un opera scenica brutta che sia merita tanta violenza linguistica ,sopratutto verso uno dei pochi registi sbarcati negli states con una pellicola ottimamente riuscita quale The pursuit of happiness.

  5. Andrea Chirichelli scrive:

    Scusa Max eh, ma esordire con “il film non l’ho visto e non so se lo vedrò” (interessante comunque, su quattro interventi, l’unico scritto da una persona che il film lo ha visto è il mio…forse il pubblico è meno ingenuo di quanto credessi, ed in effetti pare che gli incassi non siano ricchi come forse sarebbe stato lecito aspettarsi) non è il migliore presupposto di partenza per darmi del regista mancato & rosicone. Anche perché io il film l’ho visto. Purtroppo. Detto ciò, il mio commento è “direttamente proporzionale” agli incomprensibili elogi profusi dal recensore nel suo articolo (nel quale, spiace dirlo, alcuni passaggi sembrano più “da press release” che mossi da un reale spirito critico). Le magagne che ho evidenziato sono marchiane e visibili (e condivise, peraltro, non ho trovato nessuno che abbia parlato bene di questo film, posto che questo sia un dato significativo).
    Il fatto che Muccino sia “sbarcato negli States”, manco questi fossero una terra da colonizzare o delle forche caudine passate le quali si ottiene un accreditamento speciale, è, ovviamente, ininfluente. Certo, “l’italiano che ha successo negli Usa”, purtroppo, da noi suscita ancora un fascino particolare, perché l’Italia è un Paese provinciale, come (spesso) il suo cinema. Muccino inoltre ha dato ben poco all’America, perché se è vero che un buon film lo ha fatto, quello successivo, Sette Anime, ha ricevuto sberle in ogni dove.

  6. Alberto Cassani scrive:

    Andrea, è solo che i nostri sono lettori evoluti.

  7. Zipepp scrive:

    Ammiro la sicurezza di Andrea Chirichelli mi fa venire in mente questi versi di Montale”Ah l’uomo che se ne va sicuro,agli altri ed a se stesso amico………Evidentemente il signor Chirichelli possiede la “Verità”il che nel campo della critica-anche quella cinematografica-ben raramente avviene.Tanto la possiede da potersi permettere l’irrisione tipica nei credenti…..soprattutto in se’ stessi.Ovviamente la mia non è una difesa di Muccino per motivi di “press release”(Anche un po’ di dietrologia non può mancare nel bagaglio culturale dei “possessori di Verità!)ma solo della possibilità di pensarla diversamente da qualcun altro si chiamasse anche Ghezzi o Fofi.

  8. Massimo scrive:

    Bravo Zipeppe !! io però farei andare al cinema Insieme Paola Cavallini e Mario Paudice, sai che botte !!!

  9. Alberto Cassani scrive:

    Eh, ma Paola vive a Latina e Mario a Milano, poi Paola ha un bambino piccolo… E’ troppo complicato da organizzare, ma da qui all’uscita del prossimo Muccino magari riusciamo a far qualcosa.

  10. max scrive:

    Grazie Zio Alberto per l’evoluto.

  11. Alberto Cassani scrive:

    Be’, uno che legge delle recensioni prima di decidere se andare a vedere un film o meno è chiaramente più evoluto della massa.

  12. max scrive:

    Perbacco ma tu stai sempre incollato al cinefile.mi complimento per la velocita’ delle risposte.

  13. Alberto Cassani scrive:

    Sempre no, ma io ricevo una mail ogni volta che viene postato un messaggio, quindi se sono davanti al computer o con il Blackberry in mano posso decidere di rispondere subito.

  14. max scrive:

    Devo dire a onor di causa che le recensioni del Chinelli solitamente sono sempre state in linea con il mio pensiero.Vedi il petroliere ,bastardi senza gloria.

  15. Alberto Cassani scrive:

    Chirichelli, non Chinelli.

    In genere io e Andrea siamo sempre piuttosto in sintonia, anche se ogni tanto capita che a me piaccia un film che lui ha odiato (più di rado il contrario).

  16. max scrive:

    Ieri ho visto per fortuna questo film ,devo dire che sono pienamente d’accordo con Mario .E ribadisco la critica alla recensione di Chirichelli .Il film e’ pienamente riuscito nel suo obbiettivo di dare continuita’ alla pellicola precedente ,anzi cosi’ come i personaggi sono maturati cosi’ anche Muccino l’ho trovato decisamente centrato nei tempi e nel ritmo mantenendo sempre alta l’attenzione e collega magistralmente le varie storie.Credo che Chirichelli soffra un po’ di provincialismo e di invidia.
    Spero nel sequel .
    1° Santamaria
    2°Favino
    3°Puccini

  17. Alberto Cassani scrive:

    Mah… Non capisco perché un critico che stronca un film dovrebbe soffirre d’invidia. Se uno dice che non gli piace l’architettura di un palazzo lo fa per invidia? Peraltro, per come vedo io le cose (non solo nel cinema), di provincialismo soffre che gioisce per i successi degli italiani all’estero, perché ha bisogno di queste piccole cose per sentirsi importante.
    Ma comunque, il film continuo a non avrlo visto, ma mi sembra ovvio che piaccia a chi apprezza il cinema di Muccino e non piaccia a chi invece non lo sopporta.

  18. max scrive:

    Come ho ribadito la recensione di Andrea l’ho trovata troppo sprezzante e violenta , e solo per questo fa intravedere un sentimento di invidia nel film e nei temi trattati.Non credo che un critico che commenta i personaggi femminili e maschili in quel modo possa rientrare nella categoria “critico cinematografico” .questo e’ il mio parere da spettatore forse il critico Andrea ha una visione superiore rispetto alla mia ,ma commentare un film in quel modo ,o fa intravedere una storia d’amore finita male o non si spiega una critica del genere visto che i comportamenti dei personaggi sono funzionali ai vari contesti.

  19. Alberto Cassani scrive:

    Be’, a parte che tutti nel mondo hanno alle spalle una storia d’amore finita male, i personaggi possono anche essere funzionali alla storia ma essere comunque irrealistici e stereotipati.

  20. max scrive:

    IRREALISTICI !!!! Allora ti spiego, il film e’ sin troppo reale ,e solo chi ha vissuto l’amore come questi personaggi puo’ capirlo, lo stereotipo non esiste in questo film i personaggi sono in continua evoluzione e combattono contro le avversita’ facendoti sentire il loro dolore e la loro felicita’ l’ evoluzone di Muccino sta proprio in questo ,se prima i suoi personaggi apparivano distaccati dal tempo e inseriti nel contesto ,ora generano il contesto rendendolo vibrante e reale ,altro che stereotipo.

  21. Capirebattiato scrive:

    se i comportamenti di qualcuno sono “funzionali” a un contesto o a qualcosa in generale sono “irrealistici” perchè esulano dalla logica aprioristica della realtà. La funzionalità prevede una pianificazione che le persone vere non fanno; la fa lo sceneggiatore, ma se si vede vuol dire che o lo fa apposta o è somaro.
    se un personaggio “genera il contesto” il risultato è ovviamento finto, poichè il contesto è precedente al personaggio (in inglese back-ground. back, perchè è dietro, c’è da prima, non è generato da).

    e poi scusa, ma se esordisci dicendo “ti spiego” perchè leggi una recensione di qualcuno se già sai? anzi sei così preparato da poter spiegare? :D

    p.s. al di là di tutto questo l’unico film decente della carriera di Muccino è “La ricerca della felicità” che è becero e mieloso ma almeno c’è dentro UN attore. UNO solo praticamente, ma sai quando uno è capace.. basta.

  22. max scrive:

    La funzione e’ il risultato dell’essere in quanto tale il personaggio crea il divenire ,senza la funzione non c’e divenire . realta’=funzione .
    Lo schema del regista e’ funzionale solo grazie al divenire dei personaggi che non sono staccati dalla funzione bensi’ il divenire dell’essere,se ci riesci sei bravo se non ci riesci sei come Battiato.Come regista inendo dire.

  23. Capirebattiato scrive:

    Parti dal principio che l’essere abbia un divenire e quindi che l’essente non sia eterno e immortale (e già qui dovrei dissentire :) )
    se il personaggio creasse il divenire tenderebbe all’essere altro da sè e quindi altro dall’essere.
    il che, estremizzando, lascia aperte solo due porte: o tende al non essere o tende al nulla.
    se tende al non essere: direi che il regista ha un po’ poco da dire se la sua produzione porta all’annientamento dell’ essere-personaggio.
    se tende al nulla: sfociamo nel nichilismo e dovremmo aprire un discorso troppo, ma dico troppo, lungo..

    P.S. i film di battiato non li ho mai visti e non sono neanche curioso. mi bastano le canzoni.

  24. max scrive:

    nulla = e’,il non essere = essere
    .

  25. ely scrive:

    max, non essere=essere?? brrrrrr

  26. max scrive:

    la negazione come prova dell’essere

  27. Marco scrive:

    Film che non mi ha annoiato e a questo a me basta.
    Storia a volte un pò ripetitiva e superficiale ma lineare (alcune scene e risvolti però brrrr) e attori ben calati nella parte con una menzione speciale a Favino e alla Puccini subito dopo.
    La regia di Muccino (anche se a volte mette li scene solo per far vedere) mi è sembrata buona e funzionale alla storia. Le 2 h e 18 non mi sono assolutamente pesate.
    Non vedo differenza in generale fra questo e L’Ultimo Bacio.

  28. Anonimo scrive:

    x max: leggiti severino!!

  29. MAX scrive:

    grazie .lo faro’

  30. Marci scrive:

    a me sono piaciuti abbastanza sia Sette Anime che The Pursuit of Happyness e de l’ultimo bacio ho solo dei labili ricordi.. per altro brutti.. Baciami ancora non l’ho ancora (scusate il gioco di parole) visto, anche se conosco a memoria la colonna sonora e (sopratutto) la parodia di Checco Zalone della colonna sonora…
    Dico questo, un po per stemperare, un po perché io non sarò forse un amante del cinema di Muccino, ma non ne stronco tutti i film, e appunto i due con Will Smith (attore che non adoro, ma neanche detesto) mi sono piaciuti.

    Mi viene da pensare che allora le cause delle differenze tra i 2 binomi di film siano da riscontrare non tanto nel regista, ma forse negli attori.
    Il mio modesto parere è che la maggior parte degli attori italiani si mangi le parole…
    io ho visto molti film inglesi in lingua originale, e anche quando gli attori parlano con accenti marcati, quasi dialettali, non si mangiano le parole. Se senti un giamaicano che parla con il suo strano accento, forse non capisci nulla, ma non si mangia le parole. come non se le mangia Tim Roth quando parla in “british” e chi piu ne ha piu ne metta…

  31. Alberto Cassani scrive:

    “L’ultimo bacio” mi aveva divertito e nulla più, non mi era sembrato quel mezzo capolavoro che molti dicevano. Però Muccino tenicamente è davvero un ottimo regista, e secondo me anche come direttore d’attori non è disprezzabile. Quello che davvero gli fa difetto sono le sceneggiture, che purtroppo risentono troppo della sindrome che colpisce tanti registi italiani, ossia quella di voler fotografare una situazione o addirittura una generazione senza averla capita neanche di striscio. I due film hollywoodiani glieli ha scritti qualcun altro – anche se poi è evidentente che lui c’ha messo mano, almeno nel primo, perché il secondo non l’ho visto – e quindi funzionano meglio.

    Sul mangiarsi le parole è vero quello che dici, ma solo fino a un certo punto. Nel senso che gli attori statunitensi fanno tutti scuola di recitazione e di dizione per imparare non solo a recitare ma anche e soprattutto a parlare com’è richiesto dal copione, perché devono essere in grado di simulare in maniera convincente qualunque accento regionale. Da noi, invece, c’è il dilettantismo elevato a carriera, ci sono le scuole di teatro ma non di recitazione cinematografica, ci sono i Massimo Ghini che parlano in romanesco anche quando interpretano un medico gallese e ci sono i Kim Rossi Stuart che parlano in milanese come Guido Nicheli nei “Ragazzi della IIIC”. La recitazione attenta è un optional, e purtroppo nel nostro cinema lo è sempre stata.

  32. Marci scrive:

    Scusa Alberto ma quando dici che la recitazione attenta è optional mi fa un po strano… la recitazione mi sembra fondamentale. Okay magari un grande regista se ne può infischiare degli attori perchè con le sue trovate bilancia gli attori cani… ma ci sono attori che, per citare Francesco Pannofino in Boris, sono cani (o cagne) anche in foto!
    e non si puo accettare una cosa simile secondo me, non è possibile che gli attori e le attrici vadano a fare film importanti solo perchè piacciono al range di pubblico al quale è diretto il film. Perchè lui è bono gli facciamo fare l’eroe, a lei che è gnocca gli facciamo fare la principessa…
    Per fortuna non tutti gli attori italiani sono cosi, ma secondo me il problema è che noi ci “accontentiamo” e quindi se un attore è cane diciamo “eh vabbe, ma è il cinema italiano” e lasciamo correre… secondo me se un attore è cane smette di recitare finchè non ha imparato!
    Pannofino non sarà un maestro di recitazione, ma avendo l’esperienza di doppiatore, a mio parere, riesce a dare molta più veridicità al personaggio.. che poi il suo sia un ruolo “facile” perchè risulta subito simpatico è un altro discorso… tra l’altro aspetto di vederlo al cinema…
    Forse tutti gli attori dovrebbero fare prima un periodo come doppiatori, a imparare la recitazione.. perchè non bastano gli addominali o le cosce per essere degli attori…
    scusate questo piccolo sfogo :D

  33. Alberto Cassani scrive:

    Ma infatti, Marci. Io intendevo dire proprio che la situazione è questa, non che è giusto che lo sia. Non a caso ho scritto “purtroppo”. Capita anche a Hollywood, che ci siano attori e attrici che fanno strada per la bella presenza invece che per la bravura (Halle Berry e Charlize Theron hanno persino vinto l’Oscar), ma nel nostro cinema sembra essere la regola invece che l’eccezione.

  34. Alberto Cassani scrive:

    Neanche a farlo apposta, leggo proprio ora che negli ultimi due anni di cinema italiano l’attore protagonista più utilizzato è stato Raoul Bova (12 film in 24 mesi), seconde a pari merito Isabella Ragonese, Carolina Crescentini e Alba Rohrwacher con 10. Seguono Laura Chiatti (8), Valerio Mastandrea (8), Claudio Santamaria (8), Pierfrancesco Favino (7), Luca Argentero (7), Valeria Solarino (6), Ambra Angiolini (5) e Micaela Ramazzotti (4). Vedete un po’ voi se vince la bravura o il bell’aspetto…

  35. Marci scrive:

    Capito :D
    Mi fate il nome di 10 attori/attrici italiani/e che vi piacciano davvero e che convincano?

    e poi anche 5 registi che ti piacciano, perchè di famosi e considerati ce ne stanno, ma è un altro discorso :) chiedo il tuo parere personale

  36. Alberto Cassani scrive:

    Italiani? A dieci non ci arrivo. Tra gli attori mi piacciono molto Pierfrancesco Favino e Toni Servillo, in seconda battuta Filippo Timi e in terza Neri Marcorè. Tra le attrici, dopo Ksenia Rappoport il vuoto. Dei registi sicuramente Sorrentino e in misura minore Garrone, e basta.

  37. Marci scrive:

    Su Ksenia Rappoport mi vanto di averla pensata allo stesso modo quando ho visto “La sconosciuta”, attrice che non avevo mai visto tra l’altro, e che mi pare non abbia fatto molto altro.

    Per quanto riguarda i registi che ne pensi di Tornatore? la sconosciuta mi piacque molto, nuovo cinema paradiso me lo ricordo carino, ma lo vidi tanti anni fa (che per me vuol dire quando avevo 12 anni) e ho sentito un gran parlare di Baaria che sembra bello.
    Tra l’altro mi attira abbastanza il pianista sull’oceano con Tim Roth che mi piace come attore.

    Di Sorrentino ho visto solo “Le conseguenze dell’amore” e “il Divo”
    Il primo lo vidi per sbaglio, dovevo vedere “Spiderman” ma era tutto esaurito e finimmo a vedere quello… puoi immaginare per un ragazzino di 13 anni carichissimo per l’uomo ragno che sola sia stata. Non mi piacque, ma voglio rivederlo.
    Il divo lo considero uno dei migliori film italiani, soprattutto per la fotografia. Non vorrei cadere nel banale, ma cito il grande Stanis Larochelle e dico “per niente italiano”. Insomma, di solito i film italiani, basta vedere la fotografia per capire che sono nostri. Questo aveva la fotografia da colossal. Non so se mi sono spiegato :D

    Filippo Timi ha una voce particolarissima, Marcore l’ho visto solo ne “gli amici del bar margherita” (tipico film italiano che mi mette tristezza, senza nulla togliere a pupi avati io vorrei discostarmi da questa realtà del “cinema sfigato”

    A questo proposito tiriamo in ballo Michele Placido, che tra Romanzo criminale e Vallanzasca pare abbia conquistato il mondo.
    Il primo l’ho visto e mi ha convinto cosi cosi, l’altro lo devo vedere e spero in bene.
    Come attore boh, con quelli italiani faccio piu fatica a sparar giudizi… forse non sono abbastanza distaccato :D
    Ho visto una clip della sua morte in La piovra e sinceramente non mi è piaciuta…

    Dopo tutta questa dissertazione rinnovo l’invito alla creazione di un Forum, dove poter parlare di Attori, registi, generi, eventi, nomination (visto che è la notte degli oscar), idee, consigli, pareri senza per questo inzozzare quello che sarebbe lo spazio dedicato ai commenti dei film :)

    se sei arrivato/a a leggere fin qui vuol dire che hai taaaaanta pazienza :D

  38. Alberto Cassani scrive:

    Un forum c’era nella versione vecchi a del sito e ci scrivevano in pochissimi, preferisco concentrare tutto e tenere e tenere i commenti solo qui sul sito.

    Tornatore non mi piace, trovo che “Una pura fomalità” sia quasi un capolavoro, ma poi nessun altro dei suoi film mi ha mai colpito. “La sconosciuta” l’ho odiato, tanto quanto “Baaria”, ma la Rappaport mi aveva stregato già lì. Però mi è venuta in mente Donatella Finocchiaro, che è arrivata al cinema tardi ma è una bravissima attrice.

    Sorrentino ha fatto praticamente quattro film. “Il Divo” è molto bello, ma secondo me ha il difetto di essersi parato troppo il culo facendo tutte quelle citazioni esplicite di frasi su Andreotti (molte di Montanelli e Scalfari, se mi ricordo bene) senza poi riuscire ad essere davvero comprensibile a chi non conosce almeno superficialmente i personaggi. Poi è girato benissimo, come tutti i suoi film, ma come sceneggiatura penso che “Le conseguenze dell’amore” gli sia superiore. Poi Sorrentino non è mai stato capace di scrivere i personaggi femminili, ma per fortuna si è sempre concentrato su altro.

    Placido è un regista mediocre – sufficiente quando è in giornata – che si crede un maestro e vola sempre molto più alto di quello che è in grado di fare. Si stabilizzasse sul cinema medio potrebbe fare delle cose interessanti.

  39. Lore scrive:

    Ora, che la Rohrwacher faccia 10 film in due anni perche’ “di bell’aspetto” o definire Ksenia Rappoport un’attrice “italiana” mi pare un pelino una forzatura.

    Mi pareva stranissimo che Servillo avesse fatto cosi’ pochi film negli ultimi due anni, invece e’ vero, pensa che in tanti lo criticano recentemente perche’ “inflaziona il personaggio”….vabbe’

    Per il resto, Cassani, d’accodo su tutto, anche se Placido, nel vuoto registico italiano, finisce tra i primi 5 secondo me. A volerci pensare parecchio nella cinquina ci metto anche Moretti, piu’ per il passato che per il presente…un quinto faccio fatica a farmelo venire in mente…forse Salvatores, forse la Comencini.
    Certo, se Sorrentino ha fatto recitare decentemente pure la Chiatti (mia concittadina, come Timi) deve essere un vero genio.

    Una brava attrice italiana (che pero’ in italia lavora poco) e’ Valeria Bruni Tedeschi. Sara’ che in Francia trova registi di altro livello da cui farsi dirigere…

  40. Lore scrive:

    E poi…prendetemi a calci, ma secondo me Alessio Boni e Adriano Giannini sono due buonissimi attori

  41. Alberto Cassani scrive:

    Sì, Lore: ovviamente la Rohrwacher è l’eccezione, in quella classifica. La cosa grave è che non solo è un’eccezione, ma è anche l’unica (al di là che poi ci sono bravi attori che sono anche di bella presenza). Poi secondo me non è neanche ‘sta grande attrice, ma qui usciamo dal discorso… Allo stesso modo, la Rappaport non è ovviamente italiana ma lavora ormai quasi esclusivamente da noi (come tante altre colleghe dell’est europeo, tra l’altro) quindi penso sia giusto considerarla parte integrante del nostro cinema. Ozpetek è turco (forse ha preso la cittadinanza da noi, non sono sicuro) ma fa dei classici film italiani con una punta di visione personale, ma sempre film italiani restano.
    Boni a me non piace, e di Giannini jr non ho visto abbastanza film per farmi un’idea sensata. La Bruni Tedeschi gliela lascio ai miei amici francesi.

    Sorrentino e Virzì sono probabilmente i migliori registi del nostro cinema nel dirigere gli attori, insieme con Pupi Avati, e questo sottintende un gran lavoro. Forse Muccino ci presta la stessa attenzione, ma non mi sembra riesca a ottenere gli stessi risultati.

  42. Enrico Sacchi scrive:

    Va detto che, oltre ad essere un regista mediocre, Placido è stato e continua ad essere un attore anche peggiore… Forse passare alla regia è anche un suo modo per farci una grazia…

  43. Lore scrive:

    Alberto
    si’, il mio commento era relativo al fatto che non e’ una attrice di scuola italiana…se esiste una scuola italiana.
    E’ arrivata da noi dopo ottime performance e una notevole fama
    Ok, provando a rispondere a Marci

    Registi – Sorrentino, MT Giordana, Garrone, forse Crialese (vediamo il prossimo film), a tratti Salvatores, In quache fortunato episodio Moretti e Placido sono discreti, mentre mi pare si siano completamente persi per strada Piccioni e Soldini (quest’ultimo e’ passato da commedie divertentissime e colorate alla depressione profonda, mah). La Comencini e la Archibugi mi paiono pure in netta fase calante

    Attori – Servillo, poi staccati Favino e Lo Cascio….forse Zingaretti. Se mi sforzo riesco a farmi piacere Timi, Giannini, Santamaria, Boni, a tratti N. Moretti. Promette bene secondo me M. Riodinio

    Attrici…boh. Rappoport, Mezzogiorno, D. Finocchiaro, VB Tedeschi e poi in pochi rari episodi la Buy. La Morante non si sopporta piu’., la Ceccarelli prometteva ma si e’ persa per strada.

    A dieci piu’ dieci non ci arrivo. Gli unici per cui comprerei il biglietto a prescindere sono Sorrentino, Giordana, Garrone e Servillo

  44. Marci scrive:

    Una domanda che non c’entra niente…

    Se io domani giro un film, e voglio farlo partecipare agli oscar 2012, cosa devo fare? che caratteristiche deve avere il mio film per partecipare come film “americano” e non come film “straniero” ?
    deve essere girato in america? solo da registi americani? in lingua diversa dall’inglese?

  45. Alberto Cassani scrive:

    Per poter partecipare agli Oscar per i lungometraggi (a parte il film in lingua straniera) il film deve durare almeno 40 minuti ed essere stato proiettato davanti al pubblico pagante nella Contea di Los Angeles per almeno sette giorni nel corso dell’anno solare di riferimento (in questo caso il 2010). Poi può essere stato girato da chiunque, dovunque nel mondo ed essere parlato in qualsiasi lingua, ed essere anche già stato distribuito in qualsivoglia nazione straniera (ma non prima dei sei mesi precedenti l’anno di riferimento, in questo caso luglio 2009). In ogni caso, poi, la prima proiezione pubblica del film deve avvenire in una sala cinematografica: film che passano prima in Tv o in dvd o su internet e poi al cinema non possono essere presi in considerazione.

  46. Edoardo scrive:

    Alberto, tu dicevi che ti piace Neri Marcorè? Beh, ho una chicca per te:
    http://www.youtube.com/watch?v=6-DdXN-eXAM
    E’ assolutamente imperdibile.

  47. Alberto Cassani scrive:

    C’ha ragione: il bianco e nero va su tutto.

  48. Edoardo scrive:

    Parole santissime…
    Comunque c’è anche Greg che è un genio!

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