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"Café Society" di Woody Allen

29 settembre 2016 (11 maggio 2016) Recensioni 6 Commenti
Café Society

Warner, 29 Settembre 2016 – Malinconico

Bobby è un giovane newyorchese che decide di trasferirsi a Los Angeles, sperando di poter lavorare nell’agenzia di rappresentanza delle star di Hollywood di cui suo zio è proprietario. Lì incontra Vonnie, e se ne innamora al primo sguardo. Ma non può far altro che corteggiarla con pazienza, perché è già impegnata con un altro…


Jesse Eisenberg e Kristen Stewart in Café SocietyIl Festival di Cannes 2016 si apre con il primo film digitale di Woody Allen. Visivamente, però, Café Society appartiene più a Vittorio Storaro, che sfrutta bene la classica staticità alleniana per dar luce a quadri d’insieme di buon effetto pur affidandosi come al suo solito troppo a dominanze cromatiche esagerate. Ma ancora una volta il cuore di un film di Woody Allen non è tanto ciò che si vede sullo schermo quanto l’ambiente che viene ritratto e i personaggi che lo popolano.

Steve Carell in Café SocietyDopo un inizio farraginoso, in cui il ricorso alla voce fuori campo per presentare la famiglia del protagonista trova solo a tratti la giusta verve, Café Society mette in scena per un’ora la società hollywoodiana degli anni 30 con divertito distacco ma senza essere pungente come ci si aspetterebbe da un autore che Hollywood l’ha sempre disprezzata (ricambiato, probabilmente). Quando poi invece l’azione si sposta a New York il racconto si fa quasi affettuoso e di gran lunga più genuino, ed è inoltre illuminato da una radiosa Blake Lively. Tutto appare però sin troppo banale e privo di momenti realmente memorabili, nonostante alcune battute risultino davvero gustose.

Jesse Eisenberg e Blake Lively in Café SocietyL’attenzione della storia è comunque tutta per i personaggi di Jesse Eisenberg e Kristen Stewart. I due giovani attori sembrano recitare col pilota automatico da tanto aderiscono al tipo di interpretazioni cui ci hanno abituati, ma se in alcune situazioni Eisenberg dà l’impressione di esagerare in questo senso, la Stewart è decisamente più convincente che in altre occasioni. È anche e soprattutto merito suo se il finale ha l’impatto che vorrebbe avere, ma non basta a sollevare Café Society dal livello modesto su cui si è adagiato sin dall’inizio.


La locandina di Café SocietyTitolo: Café Society
Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Vittorio Storaro
Interpreti: Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Blake Lively, Steve Carell, Parker Posey, Anna Camp, Corey Stoll, Jeannie Berlin, Ken Stott, Judy Davis, Paul Schneider, Don Stark, Tony Sirico, Lev Gorn, Max Adler
Nazionalità: USA, 2016
Durata: 1h. 36′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Eddie scrive:

    Sarà che non mi aspettavo granché, visto che a vedere Allen ci vado sempre preparato ad una potenziale delusione, ma questo l’ho trovato un gran bel film. A parte la fotogrofia di Storaro che è magnifica, la sceneggiatura regge bene e il personaggio di Eisenberg funziona (lui bravo davvero). Il finale l’ho trovato bellissimo.
    Comunque mi trovi concorde su una generale mancanza di verve rispetto agli standard alleniani, ma il racconto l’ho trovato coinvolgente, la noia non si è fatta sentire stavolta (contrariamente, ad esempio, ad Irrational Man).

    PS. Contro ogni aspettativa mi sono innamorato di Kristen Stewart.

  2. Skumkyman scrive:

    “Vivi ogni giorno come fosse l’ultimo è un giorno… ci azzeccherai” forse Woody parlava del suo miglior cinema?

  3. Alberto Cassani scrive:

    E’ chiaro che il meglio l’ha dato un bel po’ di tempo fa, però anche di recente qualcosa di buono ha saputo farlo. Blue Jasmine è l’ultimo suo film che mi ha convinto, comunque.

  4. Eddie scrive:

    Blue Jasmine ottimo, ma a me è piaciuto molto anche Magic in the Moonlight. Stendiamo un velo pietoso su quello a Roma, Irrational Man così così. Comunque per me è un errore cercare continuamente un confronto col passato: è normale che venga automatico, ma spesso è una cosa che influenza molto il giudizio della gente sui suoi film.
    Esempio: di questo Café Society mi sono sentito dire addirittura che è “insulso” ed imbarazzante, “demeriti” che, per quanto possa non convincere, sono oggettivamente impossibili da riscontrare. Se lo stesso IDENTICO film avesse portato la firma di un altro regista, questa stessa gente non reagirebbe così. Io mi “accontento” (è brutto da dire, ma è così) di un Autore che in passato è stato immenso e che adesso fa semplicemente buon cinema, talvolta buonissimo, senza MAI risparmiarci riflessioni comunque interessanti (solo in alcuni casi annacquate, non qui ad esempio).
    Scusate, vengo da un paio di discussioni con gente che si ostina ad attuare questo iter per valutare le ultime uscite di Allen. A me sembra sbagliatissimo.

  5. Skumkyman scrive:

    Carino… ma perché non regalrci un secondo match point?

  6. Carlo scrive:

    Skumkyman temo che dopo il semi flop (per me anche senza semi) di “Sogni e delitti” Woody ci penserà bene prima di addentrarsi in quel genere, il che non è nemmeno un male a mio avviso.

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