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"Candyman" di Bernard Rose

4 dicembre 2012 Recensioni 9 Commenti
Candyman

Warner, 1993 – Affascinante

«Diranno che ho sparso del sangue innocente. Ma a cosa serve il sangue, se non a essere sparso? Con l’uncino che ho al posto della mano ti squarterò dall’inguine fino alla gola. Io sono venuto per te.» Basta guardare nello specchio e pronunciare cinque volte il suo nome: Candyman, Candyman, Candyman, Candyman…


Tony Todd in CandymanTratto da un romanzo di Clive Barker (qui anche produttore esecutivo) a sua volta ispirato a una leggenda metropolitana che anni dopo avrebbe fatto da base per So cosa hai fatto, Candyman è prodotto dalla Propaganda Films ma non ha quell’alone leccato che caratterizza tante altre pellicole dirette da registi pubblicitari. Anzi, Bernard Rose restituisce bene l’impressione di degrado del ghetto in cui il mito dell’uomo con l’uncino è nato, e fa un uso molto interessante delle immagini subliminali, nonostante non sempre venga assistito degnamente dal direttore della fotografia.

Virginia Madsen in una scena di CandymanNel resto della sua carriera Virginia Madsen ci ha abituati a ben altro tipo di film e personaggi, ma qui è molto brava nel disegnare una donna che si lascia lentamente ingoiare dalle proprie ossessioni e perde il controllo della propria mente. Nella versione italiana del film risulta invece virtualmente ingiudicabile Tony Todd, semplicemente perché parla sempre e solo in fuori campo ma la sua caratteristica voce è ovviamente doppiata. Le musiche di Philip Glass, e soprattutto il bel tema principale, sottolineano bene un film affascinante ma non privo di incongruenze, sicuramente interessante anche se in fondo per nulla spaventoso.


La locandina di CandymanTitolo: Candyman – Terrore dietro lo specchio (Candyman)
Regia: Bernard Rose
Sceneggiatura: Bernard Rose
Fotografia: Anthony B. Richmond
Interpreti: Virginia Madsen, Tony Todd, Xander Berkeley, Kasi Lemmons, Vanessa A. Williams, Michael Culkin, Stanley DeSantis, Marianna Elliott, DeJuan Guy, Gilbert Lewis, Ted Raimi, Ria Pavia, Mark Daniels, Lisa Ann Poggi
Nazionalità: USA, 1999
Durata: 1h. 39′


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Attualmente ci sono 9 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Concordo in toto.

  2. Eddie scrive:

    Tu guarda le casualità! Lo stavo rivedendo proprio oggi con la mia ragazza. Bello, molto ben fatto. Particolarmente d’effetto le musiche di Philip Glass. Ha anche due seguiti, uno peggio dell’altro.

  3. Alberto Cassani scrive:

    I seguiti non li ho mai voluti vedere e non penso di cambiare idea in futuro.

  4. Eddie scrive:

    In genere i sequel di film che mi sono piaciuti, benché squallidi dalle premesse, mi incuriosiscono molto. Ma tu fai bene a diffidare, vorrei poterci riuscire anche io… e invece niente. Ho visto persino “La Mosca 2″…

  5. Alberto Cassani scrive:

    “La mosca 2″ l’avevo visto anch’io, e se è per questo ho visto pure dei sequel di film di serie z, ma magari perché ci sono particolari che mi incuriosiscono o attori che mi piacciono. Questi qui però no…

  6. Marco scrive:

    “La Mosca 2″ lo trovato un bell’horror, mi ha saputo intrattenere. Ovviamente lontanissimo dal dramma di Cronenberg ma anch’esso ha bei trucchi, buona regia e begli effetti.
    Piuttosto sequels spazzatura sono quelli della saga di “Non Aprite Quella Porta”, “Venerdì 13″, “Hellraiser”, gli ultimi “Nightmare”, “La Bambola Assassina” ed “Halloween”, senza contare i remake ed i sequel di essi, con l’eccezione dell'”Halloween” di Zombie del 2007. Ma comunque bene o male tutti i sequels degli horror anni 80′ sono mediocri.

  7. Alberto Cassani scrive:

    Salverei i numeri due di “Venerdì 13″ e “Hellraiser”, e forse anche “Nightmare 3″.

  8. Eddie scrive:

    La bambola assassina è una saga molto sottovalutata. Il primo film secondo me è bello, il secondo ed il terzo sono tutto sommato dignitosi, il quarto ed il quinto li ho trovati molto divertenti (sono dichiaratamente commedie horror).
    La saga di Venerdì 13 fa quasi tutta vomitare, salverei i primi due ed il quarto che sono dignitosi (ma secondo me non eccezionali, non meritano lo status di cult).
    Di Nightmare è magnifico il primo e c’è il terzo che è niente male, ma anche “Nuovo incubo” – per il quale tornò Craven dietro la macchina da presa – merita.

  9. Alberto Cassani scrive:

    “Nuovo incubo” ha i suoi pregi, ma nel complesso lo trovai piuttosto noioso. Sono d’accordo poi nel definire mediocre tutta la saga di “Venerdì 13″, ciò non toglie che il secondo capitolo non sia totalmente da buttare. Il quarto non credo di averlo visto.

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