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Come si scrive una sceneggiatura - Parte 4

2 settembre 1997 Articoli, Tecnica 10 Commenti
Macchina per scrivere

Testo introduttivo al corso di “Introduzione al linguaggio cinematografico” per la scuola media inferiore “L. Pirandello” di Sedriano (MI)

Anno scolastico 1997/98


La seconda versione

Avete appena scritto la parola “Fine”. Pensate di avere veramente finito? Proprio per niente. Quella che avete appena completato non è altro che la prima versione della sceneggiatura, e la prima versione non è mai vicina a quello che lo sceneggiatore ritiene un prodotto soddisfacente, o dovrebbe ritenere un prodotto soddisfacente. Allora cosa bisogna fare per migliorare una sceneggiatura già scritta? Innanzitutto bisogna rileggerla con attenzione e cercare di capire quali sono i punti che non funzionano.

Alle volte può capitare di rendersi conto che tutto lo sviluppo della storia è una cosa terribile, oppure che quell’idea che ci sembrava brillante è in realtà veramente stupida. Ma in genere si riconoscono in un paio di scene (diciamo un po’ più di un paio) i problemi che rendono debole la sceneggiatura. Una volta rintracciata una delle scene “incriminate” ci si deve chiedere se la scena ha un senso, se serve allo sviluppo della trama, alla comprensione dei personaggi. Se le risposte sono dei “no”, o se abbiamo dei dubbi, allora sarebbe meglio tagliare semplicemente la scena, cancellarla e buttarla nel cestino. È il modo migliore per evitare che qualcuno possa dire che quella scena è brutta, perché nessuno avrà mai la possibilità di leggerla. Il modo migliore per migliorare una cattiva scena è migliorare il modo in cui i personaggi agiscono e parlano. Se una scena è noiosa la cosa migliore è fare in modo che i personaggi si comportino in modo del tutto inaspettato, ma non irrealistico. Dobbiamo cercare di sorprendere lo spettatore.

Se non riusciamo a trovare niente di inaspettato ma verosimile da far fare ai personaggi, allora bisogna sezionare la scena e riscriverla pezzo per pezzo. In questo caso il lavoro di ricerca è molto importante. Se scriviamo di qualcosa che non conosciamo non dobbiamo stupirci se finiamo per creare una scena noiosa. Più cose sappiamo sull’argomento, più facile sarà scrivere qualcosa di buono, qualcosa di nuovo. Alle volte, poi, basta caratterizzare un po’ di più la scena all’interno dell’ambiente in cui si svolge, far fare ai personaggi qualcosa che in un diverso ambiente non potrebbe fare, o qualcosa che non potrebbero fare proprio perché si trovano in quell’ambiente. Si può fare in modo che usino oggetti particolari che si trovano solo in quel luogo. Questa è una cosa che gli scrittori di film d’azione tengono bene a mente. Ogni volta che c’è una scazzottata od una sparatoria vediamo sempre un sacco di cose venir distrutte, questo per dare una parvenza di originalità alla scena, per distinguerla dalle altre che ci sono nel film. Se si usasse questo procedimento anche in scene “normali” il film ne gioverebbe sicuramente.

Un buon modo per evitare di riempire il proprio film di cattive idee e scene noiose è quello di non esagerare con la lunghezza. Bisogna sempre tenere d’occhio il numero delle pagine, perché se il film è molto lungo non è necessariamente anche molto bello. Spesso, anzi, una lunghezza eccessiva nasconde solamente una povertà di idee ed una difficoltà di espressione: non abbiamo molto da dire, allora infarciamo il tutto con qualche scena inutile, allunghiamo il brodo. È chiaro che non si può neanche scrivere una storia di un’ora scarsa e pretendere di farci un film “normale”, ma in questo caso conviene cercare idee valide per le scene da aggiungere. Veramente valide.

Quindi per riuscire a scrivere una buona sceneggiatura non basta avere una buona creatività, o aver avuto una buona idea. Alle volte non basta neanche aver avuto due buone idee. Bisogna ricercare, scrivere, scrivere, scrivere, ricercare e scrivere. Anche se si è dotati di talento naturale per la scrittura non ci si può certo aspettare di scrivere un capolavoro al primo tentativo, e soprattutto di finire il lavoro in due giorni. Scrivere un film è un lavoro impegnativo e lungo quanto, e forse più, che scrivere un romanzo. Questo perché bisogna imparare a pensare per immagini, a visualizzare nella propria mente quella che dovrebbe essere la resa finale della scena sullo schermo. E il modo migliore per riuscirci, l’unico modo, a dir la verità, è quello di scrivere molto, di continuare a scrivere a getto continuo. Prima o poi riusciremo a sviluppare alla grande quella “grande idea”.


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Attualmente ci sono 10 commenti a questo articolo:

  1. 4R4TRT4EF scrive:

    BELLO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. vanessa scrive:

    Salve, sto scrivendo la storia di un film ma purtroppo non so dove inviarla! lei saprebbe dirmi a chi rivolgermi per far leggere la mia storia e di essa farne un film? Cordiali saluti..!

  3. vanessa scrive:

    Ah, se vuole rispondermi può mandarmi una e-mail qui.. vane_cucciola@live.it
    GRAZIE!

  4. Alberto Cassani scrive:

    Purtroppo è molto complicato farsi notare. La cosa migliore sarebbe di andare a qualche piccolo festival e parlare direttamente con i produttori che si incontrano in giro, perché a spedire la sceneggiatura via posta è quasi certo che non venga letta. In ogni caso, quando la si fa leggere bisogna essere sicuri che sia perfetta, o per lo meno il più perfetta possibile.

  5. BIAGIO SCHETTINI scrive:

    ciao,
    scrivo testi per bambini ,commedie e racconti che trattano argomenti come malattie o inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
    Ho intenzione di realizzare la sceneggiatura per un film che tratterebbe il tema dell’epilessia.Come posso strutturare la sceneggiatura?
    Grazie
    Biagio

  6. Alberto Cassani scrive:

    Ciao Biagio, credo (spero) che il testo sia sufficientemente chiaro per farti capire la struttura tecnica della sceneggiatura. Invece, come strutturare il film dal punto di vista narrativo è più difficile da spiegare, dipende molto da cosa vuoi fare e da quali mezzi hai a disposizione. Il consiglio principale che ti posso dare è di non scadere nel patetismo né diventare ricattatorio coi buoni sentimenti. Non usare un caso limite, ad esempio, ma cerca di dare una panoramica realistica dei problemi degli epilettici e delle loro famiglie.

  7. giustina scrive:

    grazie

  8. Anonimo scrive:

    Copiato totalmente da “il manuale dello sceneggiatore” di Cynthia Whitcomb

  9. Alberto Cassani scrive:

    Non credo proprio. Se ci sono delle cose in comune è perché queste sono le regole base di come si scrive una sceneggiatura a Hollywood, e le puoi scrivere in mille modi diversi ma sempre quelle sono…

  10. Impossibile non essere d’accordo.
    La riscrittura è tra le fasi più importanti in assoluto.
    E’ questo momento che fa la differenza tra una scrittura mediocre e una eccellente.
    Come detto nel post, lo scrittore deve scegliere cosa includere, cose escludere e trovare la miglior organizzazione narrativa per raccontare la sua grande storia.

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