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“Cosmonauta” di Susanna Nicchiarelli

7 settembre 2009 Recensioni 3 Commenti
Cosmonauta

Fandango, 11 Settembre 2009 – Delicato

All’alba del lancio della cagnolina Laika nello spazio, Luciana cerca di far valere i propri ideali comunisti con la mamma, col fratello, coi compagni della sezione giovanile del PCI. Ma l’amore, il progresso, lo sgretolarsi degli ideali diranno la loro…


Una scenaSpazio, ultima frontiera. Se non dell’immaginario (e dell’immaginazione) almeno della politica. Molto prima di Star Trek e dello sbarco sulla Luna, la lotta per la conquista dello spazio fra URSS e USA infiammava gli animi, specialmente quelli di quei comunisti non sovietici che vedevano nelle vittorie spaziali una speranza di realizzazione del vero socialismo. In quel contesto storico, a cavallo tra anni 50 e 60, è ambientato l’esordio di Susanna Nicchiarelli, regista di documentari e cortometraggi (di cui uno animato, Sputnik 9, accompagnerà il film in sala) che grazie alla Fandango debutta nel lungo. Riuscendo quasi nell’impresa.

Miriana RaschillaUna commedia di formazione dalle venature drammatiche, scritta autobiograficamente dalla regista con Teresa Ciabatti, che sembra la risposta politicamente attenta ai film superficiali e cialtroni di Moccia e Brizzi. Il film, tutto dal punto di vista di Luciana e grazie al cielo senza voce fuoricampo, racconta il progresso scientifico e politico dell’utopia comunista filtrato dalla crescita di consapevolezza di una ragazza che scopre i limiti dell’ideologia e del maschilismo a esso sottesa, ma soprattutto riflette sui sogni e sulle aspirazioni di una generazione ritratta nell’impossibile confronto tra il quartiere e il cielo infinito.

Miriana Raschilla e Pietro Del GiudiceNicchiarelli sceglie il registro più immediato per raccontare la sua storia, quella a metà strada tra nostalgia e revisione, con un tono narrativo e stilistico semplice, diretto (forse un po’troppo), così privo di struttura e finezza, adagiato nell’ambito del carino alla ricerca di apertura d’ali (visto l’argomento era il caso) che però non arriva.
La sceneggiatura sa curare personaggi e situazioni catturando lo spettatore e coinvolgendolo in un gioco della memoria, ma non è particolarmente abile a sviluppare i temi e gli intrecci politici (il tradimento del PSI), mentre la regia ha talento nel raccontare e se non eccelle nella messinscena ha occhio nel sostituire didascalie varie con interessanti filmati di repertorio.

Claudia Pandolfi e Sergio RubiniUn tipico film d’esordio, coi suoi limiti e i suoi pregi, in cui la scelta auto-referenziale è ancora di più evidenziata dalla scelta di Miriana Raschillà, giovanissima attrice somigliante alla regista, e dal ruolo che la regista si è ritagliata per sé. Anche il resto del cast è interessante, con una Claudia Pandolfi che migliora di film in film, ma si sa che in fondo il problema del cinema italiano non sono né gli attori né la loro direzione.


La locandinaTitolo: Cosmonauta
Regia: Susanna Nicchiarelli
Sceneggiatura: Susanna Nicchiarelli, Teresa Ciabatti
Fotografia: Gherardo Gossi
Interpreti: Miriana Raschillà, Claudia Pandolfi, Pietro Del Giudice, Michelangelo Campitelli, Susanna Nicchiarelli, Angelo Orlando, Sergio Rubini
Nazionalità: Italia, 2009
Durata: 1h. 25′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Eli scrive:

    Premetto che sono di parte: il film è una chicca.

  2. Marina scrive:

    Ho potuto vedere il film in un cineforum e mi è sembrato bellissimo nella sua apparente semplicità, che è invece un’ efficace ricostruzione di un’epoca e di un percorso di crescita. Il racconto è coinvolgente perchè è ben articolato dal punto di vista della giovane protagonista, con una significativa rappresentazione delle sue relazioni affettive e delle loro contraddizioni.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Proprio su Ciak di questo mese Mereghetti dice che uno dei grandi pregi del film è quello di raccontare una storia normale, credibile, per nulla esasperata come invece capita spesso nel cinema italiano. E questo pregio è tanto raro da far dimenticare anche i difetti del film.

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