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"Dante 01" di Marc Caro

15 luglio 2008 Recensioni 9 Commenti
Enrico Sacchi, 15 Luglio 2008: Asfissiante
Videa-CDE, 25 Luglio 2008

Nella prigione orbitante Dante 01 i detenuti vengono sottoposti ad esperimenti scientifici. La dottoressa Elisa è incaricata di sperimentare un virus in grado di mutare il DNA ed eliminare il gene che renderebbe dei criminali, ma su Dante 01 giunge un uomo misteriosamente sopravvissuto all’incidente della sua nave…


Al suo primo film come unico regista, uno dei collaboratori storici di Jean-Pierre Jeunet mira decisamente in alto, tentando di mescolare numerosi elementi della fantascienza classica con l’Inferno della Commedia di Dante Alighieri e più in generale la mitologia cristiana. Tutti i personaggi portano nomi che rispecchiano il loro schematico ruolo all’interno della vicenda: Cesare è il comandante dei detenuti, Caronte è colui che guida la stazione, Attila è destinato a fare danni irreparabili, San Giorgio dovrà affrontare una creatura mostruosa, e così via. Questo è già un grosso segnale di quanto il film sia rigido ed i suoi personaggi prevedibili, senza delle ambiguità che avrebbero potuto rendere lo svolgimento della storia più interessante.

Guardando per un momento a questa pellicola come ad un comune film di fantascienza, c’è molto poco da salvare: certi passaggi della trama sono quasi inspiegabili, gli attori sembrano recitare controvoglia dei personaggi decisamente rozzi, inseriti in situazioni prese di peso da troppi altri film di fantascienza (Alien per certi versi, ma perfino 2013: la fortezza, e sono solo due dei tanti), e la regia costringe troppo spesso lo spettatore ad entrare in soggettive deformate, fastidiose e pressoché inutili (il fatto che San Giorgio riesca a vedere i malesseri celati nei corpi degli altri personaggi è evidente già dalla sceneggiatura). È invece encomiabile lo sforzo fatto per gli effetti speciali e la buia fotografia, se rapportato al budget estremamente risicato. L’atmosfera soffocante della prigione spaziale è resa in maniera accettabile, e la sua presentazione, l’inizio del film, è anche la parte migliore del tutto.

Purtroppo, il raffinato meccanismo dell’allegoria che è alla base di tutto il film, risulta piuttosto mal gestito, e finisce per apparire forzato qua e là in modo fastidioso, quando non è addirittura confusionario o incompleto. Questa era la principale ragione d’essere di Dante 01, che tutto doveva essere meno che il film di fantascienza cui Hollywood ci ha abituato negli ultimi anni . Il risultato sicuramente non è dei più comuni, va detto, ma è anche al di sotto del regolare film d’intrattenimento del genere.


Titolo: Dante 01 (Id.)
Regia: Marc Caro
Sceneggiatura: Marc Caro, Pierre Bordage
Fotografia: Jean Poisson
Interpreti: Lambert Wilson, Linh Dan Pham, Dominique Pinon, Yann Collette, Bruno Lochet, François Levantal, Simona Maicanescu, Gérald Laroche, François Hadji-Lazaro, Lotfi Yahya Jedidi, Dominique Bettenfeld, Yan Dron, Antonin Maurel
Nazionalità: Francia, 2008
Durata: 1h. 24′


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Attualmente ci sono 9 commenti a questo articolo:

  1. Andrea scrive:

    Avete mai visto un brutto film? Eccone uno.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Ti consiglio anche “Catch .44″. Pure quello non scherza.

  3. Andrea scrive:

    Grazie, me ne terrò alla larga! :-)

  4. Plissken scrive:

    Peccato davvero, la collaborazione con Jeunet aveva dato più che buoni frutti: “Delicatessen” e “La città perduta” trovo siano imperdibili per un cinefilo. I lavori di Jeunet senza l’apporto di Caro a mio personale avviso non hanno raggiunto tali “vette”.

    A proposito di “innovativi” registi d’oltralpe: qualcuno sa che fine abbia fatto Leos Carax?

  5. Alberto Cassani scrive:

    Ha girato un po’ di videoclip e qualche cortometraggio. Mi pare stia preparando un altro lungo, adesso.

  6. Plissken scrive:

    Grazie, sollecito e cortese come sempre.

    Di Carax vidi da ragazzo al cinema il difficile ma ipnotico “Rosso sangue”: all’epoca mi colpì parecchio, nel bene e nel male. Non me la sentii di andare a vedere il successivo “gli amanti del…” in quanto ebbe stroncature terribili. Dalle stelle alle stalle, è il caso di dirlo.

    Credo che Carax abbia pagato caro il fallimento del film, forse dovuto anche ad un po’ di presunzione ed al voler fare un’opera d’arte a tutti i costi.

    Ammesso possa essere finito e distribuito, sarei curioso di vederlo questo nuovo lungometraggio… sono passati quasi trent’anni mi sembra.

  7. Alberto Cassani scrive:

    Trent’anni no, ma venti sì. Però l’ultimo suo film è stato “Pola X” a fine anni ’90.

  8. Plissken scrive:

    Non ho più avuto modo di vedere altri film di Carax; “Pola X” nemmeno sapevo che esistesse in verità.

    Ho guardato su Google: “Rosso sangue” è del 1986… non sono trent’anni ma sempre tanti, sigh… :-)

  9. Alberto Cassani scrive:

    Ma io intendevo “Pont Neuf”, che è del ’91. “Pola X” era stato presentato a Cannes ed era stato fischiatissimo.

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