Stai leggendo:

"Dark Water" di Walter Salles

20 ottobre 2005 Recensioni 4 Commenti
Gianpaolo Saccomano, 20 Ottobre 2005: Angosciante
Buena Vista, 7 Ottobre 2005

Una madre appena divorziata si trasferisce con la figlioletta di cinque anni in un appartamento all’interno di uno squallido condominio alla periferia di New York. Ma l’abitazione nasconde qualcosa di inquietante, dai rumori provenienti dal disabitato piano di sopra alle infiltrazioni d’acqua scura…


Rispetto all’omonimo film del giapponese Hideo Nakata (l’autore del famosissimo Ringu), che ha efficacemente trasferito sullo schermo le ossessioni e le angosce del racconto di Koji Suzuki, questo remake preme molto meno l’acceleratore sui registri dell’horror, prediligendo i toni e le atmosfere del dramma psicologico. Ed è proprio questo elevato grado di connotazione drammatica a caratterizzare una pellicola che, altrimenti, non si sarebbe staccata da tante altre realizzate in precedenza.
Considerare Dark Water solo come un film horror, infatti, è riduttivo e controproducente, e finisce davvero col perderne di vista la pregnanza, neanche tanto sottile, dei toni melodrammatici. Il tocco, particolarmente delicato ed angosciante, del regista Walter Salles (Central do Brasil, I diari della motocicletta), fa sì che questo remake hollywoodiano, pur mantenendo, con una certa efficacia, atmosfere e inquietudini “fantasmatiche”, trascenda il genere e acquisti spessore, elevandosi a metafora della lotta quotidiana di una madre per la figlia, contro tutte le difficoltà psicologiche, economiche e sociali (e, qualche volta, anche sovrannaturali…).

Abbastanza coerente con le ossessioni psicologiche da psico-thriller sofisticato, Salles si sforza di dimostrare tutta la sua passione per il miglior cinema di Polanski e per il Kubrick di Shining e, talvolta sembra anche avvicinarglisi, vuoi per le atmosfere, vuoi per l’accuratezza dei particolari. Lo aiutano molto in questa impresa (davvero ardua), più che Tim Roth nell’inedito ruolo dell’avvocato gentile, l’indiscutibile bravura della Connelly (matura trentenne che tiene a bada una fisicità ancora non indifferente), un’ambientazione indovinata e particolarmente angosciante ed una buona fotografia.


Titolo: Dark Water (Id.)
Regia: Walter Salles
Sceneggiatura: Rafael Yglesias
Fotografia: Affonso Beato
Interpreti: Jennifer Connelly, Ariel Gade, John C. Reilly, Tim Roth, Dougray Scott, Pete Postlethwaite, Camryn Manheim, Perla Haney-Jardine, Debra Monk, Linda Emond, Bill Buell, J.R. Horne, Elina Lowensohn, Warren Belle
Nazionalità: USA, 2005
Durata: 1h. 40′


Percorsi Tematici

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Mi è piaciuta solo l’ambientazione e l’interpretazione della Connelly, per il resto l’ho trovato abbastanza moscio e noioso, salvandosi solo per un paio di scene.
    Per quel che mi ricordo, l’originale giapponese era di tre spanne sopra questo.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Io l’originale non l’ho mai visto, ma da quello che ho capito è molto diverso da questo. Diciamo comunque che Salles probabilmente non voleva esattamente far paura, però è vero che ormai i remake di horror giapponesi alla fine son tutti uguali e hanno stancato.

  3. Edoardo scrive:

    Io invece questo film l’ho trovato valido,forse uno dei più riusciti remake di film horror giapponesi. Molto meglio di “The Grudge” ad esempio…

  4. Alberto Cassani scrive:

    Be’, ma “The Grudge” è una porcheria…

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.