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Detroit di Kathryn Bigelow

2 novembre 2017 Recensioni 0 Commenti
Detroit

Eagle Picture, 23 Novembre 2017 – Incisivo

Detroit, 1967. La città è sconvolta dalle rivolte dei quartieri afroamericani, stanchi del comportamento aggressivo della polizia. All’aggravarsi della situazione, il Governatore dichiara lo stato d’emergenza e invia la guardia nazionale. La sera del 23 luglio, un raid delle forze dell’ordine ha delle drammatiche conseguenze…


A Kathryn Bigelow piace raccontare storie forti ed emotivamente coinvolgenti, e il suo ultimo film non fa eccezione. Scritto dal fidato Mark Boal, con cui la regista statunitense ha già lavorato sia in The Hurt Locker sia in Zero Dark Thirty, Detroit racconta una pagina triste e dolorosa della storia statunitense, i cinque giorni che sconvolsero la città ma soprattutto fatti drammatici che hanno un forte legame con eventi di recente attualità. Negli ultimi anni, infatti, le proteste della comunità nera davanti all’atteggiamento oppressivo della polizia sono state frequenti, al punto che è nato un movimento come Black Lives Matter e che i giocatori afroamericani di football e baseball si inginocchiano durante l’esecuzione dell’inno nazionale come forma di dissenso. Nella Detroit di fine anni Sessanta, la condizione socio-economico della comunità afroamericana era più complessa, come viene anche illustrato nel breve antefatto raccontato a inizio film, ma le tensioni con le forze dell’ordine esistevano allora come adesso. La regista traccia un ritratto incisivo della situazione dell’epoca e di uno specifico fatto drammatico, e lo fa con il suo solito stile adrenalinico e visivamente potente, supportato da un montaggio dal ritmo serrato che tiene gli spettatori incollati allo schermo.

Detroit inizia come una storia corale, in cui si narra come i cinque giorni di guerriglia urbana e i saccheggi influenzano la vita di tante persone, dalla guardia giurata Melvin Dismukes, a un gruppo di giovani cantanti che sognano di firmare un contratto con la celebre casa discografica Motown, a un terzetto di poliziotti che colgono l’occasione per sfogare i loro sentimenti razzisti, per poi concentrarsi su alcuni personaggi in particolare.

Da un punto di vista narrativo, si possono individuare tre momenti: il raid della polizia in un locale che accende la miccia delle rivolte, gli eventi drammatici avvenuti all’albergo Algiers la notte del 23 luglio 1967 e infine la fase giudiziaria, con il processo ai poliziotti considerati responsabili della tragedia di quella notte. La seconda è quella cui la regista dedica maggiore spazio e in cui singoli personaggi sono messi più in evidenza, come la guardia giurata Dismukes e il poliziotto che stabilisce come interrogare le persone presenti all’albergo. A questo punto della trama, la posizione della Bigelow è chiara: non si può restare i differenti davanti alla brutalità di chi dovrebbe fare rispettare la Legge, non ci si può girare ipocritamente dall’altra parte come fanno i soldati presenti, che se ne vanno dall’albergo perché è una faccenda di polizia, si inorridisce davanti al sopruso e ci si indigna.

Il film parla di una storia importante e ha un messaggio forte e potente, parla delle rivolte ma anche delle conseguenze che le violenze di quei giorni e il pestaggio all’albergo Algiers ebbe sulla vita di alcune persone, la Bigelow racconta episodi di guerriglia urbana come se fossero una guerra, e Detroit, con gli scontri tra rivoltosi e polizia, i negozi distrutti dai saccheggi e i militari che pattugliano le strade alla ricerca di potenziali cecchini sembra una città in guerra, a tratti simile alla Bagdad che la Bigelow aveva descritto in The Hurt Locker.

Detroit è un film duro e potente, visivamente ed emotivamente; tiene gli spettatori con il fiato sospeso, narrando una storia che non fa sconti e che nel suo epilogo lascia l’amaro in bocca.


La locandina di DetroitTitolo: Detroit (Id.)
Regia: Kathryn Bigelow
Sceneggiatura: Mark Boal
Fotografia: Barry Ackroyd
Interpreti: John Boyega, Will Poulter, Algee Smith, Jacob Latimore, Jason Mitchell, Hannah Murray, Jack Reynor, Kaitlyn Dever, Ben O’Toole, John Krasinski, Anthony Mackie, Nathan Davis Jr, Peyton “Alex” Smith, Malcolm David Kelley, Joseph David-Jones
Nazionalità: USA, 2017
Durata: 2h. 23′


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