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"Zero Dark Thirty" di Kathryn Bigelow

7 febbraio 2013 Recensioni 5 Commenti
CineFile

Universal, 7 Febbraio 2013 – Ambizioso

“Zero Dark Thirty” è il codice con cui i militari indicano la fascia oraria in cui di solito avvengono le incursioni in territorio nemico. A una di queste incursioni, la CIA è arrivata dopo dieci anni di caccia all’uomo senza tregua. Si tratta dell’incursione in cui è stato ucciso Osama Bin Laden…


Jessica ChastainDopo gli Oscar per il riuscito The Hurt Locker, siamo di fronte al magnum opus dell’osannata Kathryn Bigelow, che punta a raccontare nel modo più minuzioso possibile l’ossessione statunitense degli ultimi dieci anni: l’eliminazione, prima ancora che la cattura, di Osama Bin Laden. Il prodotto del suo lavoro (congiunto a quello del produttore e sceneggiatore Mark Boal) è un film a dir poco ingombrante: per dimensioni, numero e profondità delle polemiche suscitate, ma soprattutto per il ruolo che punta ad avere nella storia del cinema recente.

Una scenaGli attacchi al World Trade Center e tutti gli eventi che ne sono conseguiti hanno attraversato, in superficie e non, buona parte della storia successiva della cinematografia statunitense. Questo film vuole porsi come la chiusura di questo filone, o quantomeno un punto di svolta che non possa essere ignorato. Fin troppo consapevoli della potenziale grandezza e del significato di ciò che stanno facendo, regista e produttore puntano a un thriller che possa essere preso molto sul serio: riportano i fatti più violenti degli ultimi dieci anni con una precisione quasi documentaristica e mettono in scena tutti gli strumenti d’indagine usati dalla CIA, dai meno interessanti fino alla tanto discussa tortura.

Kyle Chandler e Jessica ChastainPoco si può obiettare dal lato puramente tecnico: il grande lavoro di ricerca svolto è palese, e la confezione dei momenti più concitati si dimostra accattivante e coerente con le intenzioni del progetto. A lasciare delle perplessità è piuttosto il film di finzione che Zero Dark Thirty ospita parallelamente ai fatti. Per tutta la lunga durata del racconto, il lavoro reale di centinaia di persone viene condensato nella figura di un’eroina spesso respingente, che continua ad avere sempre ragione contro tutto e tutti, in un tripudio malcelato di femminismo che diventa presto ripetitivo. Nonostante la buona prova di Jessica Chastain in un ruolo che equivale a ordinare un Oscar da un catalogo, questo approccio mina la credibilità della pellicola, soprattutto quando i personaggi di contorno appaiono così limitati o schiavi di stereotipi.

James GandolfiniLasciando da parte qualsiasi discussione di genere politico, Zero Dark Thirty è un film pesante quando non addirittura arrogante, da un punto di vista cinematografico, in cui non a caso la poca ironia presente è mal riposta e tutti gli eccessi sembrano al servizio dell’ego degli autori. Si spiegano solo così le lungaggini dell’inizio (l’insistenza sulla tortura del prigioniero) e del finale (la rappresentazione integrale e claustrofobica dell’attacco alla struttura di Abbotabad), quando la parte centrale del film appare completamente differente, un sommario di eventi decisamente più interessante. Nonostante tutte le controversie e le complessità inutili presenti nell’opera, Zero Dark Thirty è una pellicola di cui si è parlato molto, ma per tutti i motivi sbagliati e spesso con scarsa oggettività, facendo così il gioco dei suoi autori.


La locandina statunitenseTitolo: Zero Dark Thirty (Id.)
Regia: Kathryn Bigelow
Sceneggiatura: Mark Boal
Fotografia: Greig Fraser
Interpreti: Jessica Chastain, Jason Clarke, Joel Edgerton, Jennifer Ehle, Mark Strong, Kyle Chandler, Edgar Ramirez, James Gandolfini, Chris Pratt, Callan Mulvey, Fares Fares, Reda Kateb, Harold Perrineau, Stephen Dillane
Nazionalità: USA, 2012
Durata: 2h. 37′


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Attualmente ci sono 5 commenti a questo articolo:

  1. Gaothaire scrive:

    Bigelow bluff spaventoso.
    Per me i difetti del film sovraccitato li ha tutti anche il sopravvalutatissimo The Hurt Locker.
    Film da repubblicani.

  2. Marco scrive:

    Per coerenza faccio lo stesso discorso che feci per “World Invasion”: a me non interessano queste discussioni politiche, quando guardo un film, se è fatto bene tutto passa in secondo piano. Si sa che gli americani vogliono elogiare i loro eroi e piace farli conoscere in tutto il mondo quanto sono bravi ecc…e quale modo migliore se non usano il cinema? Lasciamoglielo fare e gustiamo il film.
    Film intelligente, diretto con grande professionalità e maestria. Sceneggiatura che esplica in modo esauriente tutto ciò che successe dal 2001 al 2011. Dialoghi ben scritti e mai monotoni.
    Un notevole aiuto alla buona riuscita è stato dato sicuramente dai due dei migliori montatori viventi che hanno dato un grandissimo contributo.
    Buono comparto musicale e fotografia.

  3. Sebastiano scrive:

    Perfetta osservazione Marco, condivido.

  4. Marco scrive:

    Grazie Sebastiano.

  5. Andrea T. scrive:

    Grande cinema, così come lo era The hurt locker.

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