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"Disturbia" di D.J. Caruso

1 agosto 2007 Recensioni 2 Commenti
Disturbia

Universal, 17 Agosto 2007 – Riuscito

Un giovane viene condannato a tre mesi di arresti domiciliari per aver picchiato un insegnante. Non potendosi allontanare da casa inizia a osservare i vicini, e quando nota che uno di loro ha la stessa auto che è stata vista sul luogo di un rapimento, si convince che quell’uomo è un maniaco assassino…


Shia LaBeouf in Disturbia“Disturbing Suburbia”. Il placido sobborgo di una grande città; una cittadina quasi da spot pubblicitario anni Cinquanta che, se ci si ferma ad osservarla con attenzione, si dimostra in realtà viziosa, malata, pericolosa… «Solo a Disturbia. Dove altro puoi trovare un simile divertimento?» dice il protagonista. Dove altro puoi scoprire che il tuo vicino di casa è un maniaco assassino, se non in un tranquillo quartiere del New Jersey formato da eleganti villette con piscina e giardino all’inglese?

Shia LaBeouf in una scena di DisturbiaNon si può non considerare questo nuovo film del regista di Rischio a due come un remake non ufficiale – adattato ai tempi e al pubblico – de La finestra sul cortile. Così come nel film di Hitchcock, anche qui abbiamo un protagonista bloccato in casa ad osservare il mondo da una finestra con la complicità di una bella bionda, fino a credere di essere stato testimone di un assassinio. Come detto, però, il lavoro di adattamento è notevole, e anche se il product placement è un po’ invasivo aiuta a disegnare bene il mondo dei ragazzi che si possono identificare coi protagonisti e il loro comportamento. E le canzoni di repertorio selezionate nella colonna sonora non sono certo estranee alla riuscita del mosaico.

Sarah Roemer con Shia LaBeouf in una scena di DisturbiaEsaltato dalla critica statunitense soprattutto per la buona prova di Shia LaBeouf, che proprio da qui è partito per quella che sembra dover essere una luminosa carriera hollywoodiana, Disturbia ci presenta in realtà anche una Sarah Roemer brava e perfettamente in parte, mentre è invece troppo di maniera l’ambiguo vicino di David Morse. Sottolineata dalle belle musiche originali di Geoff Zanelli – che probabilmente non renderanno gran che se ascoltate a sé stanti, ma che svolgono benissimo il loro compito di commentare le immagini – la pellicola si regge soprattutto sulla buona regia di Caruso, che riesce a dare tensione ad un film che in mano ad un regista meno capace e con attori meno convincenti sarebbe risultato solamente un mediocre thrillerino da straight-to-video.

David Morse con Shia LaBeouf in DisturbiaLa sceneggiatura di Landon e Ellsworth è infatti banale e prevedibile, anche se scritta con un buon passo e con la giusta ironia, e rende le “indagini” troppo facili, quasi che su internet si possa davvero trovare la risposta a tutto. Il modo in cui la vicenda viene sviluppata nell’ultima parte, poi, non riesce ad essere per nulla credibile. Eppure il film cattura e diverte, giocando benissimo all’interno delle regole del thriller moderno, e alla fine non ci si pente certo del tempo e dei soldi spesi per vederlo.


La locandina statunitense di DisturbiaTitolo: Disturbia (Id.)
Regia: D.J. Caruso
Sceneggiatura: Christopher B. Landon, Carl Ellsworth
Fotografia: Rogier Stoffers
Interpreti: Shia LaBeouf, Sarah Roemer, David Morse, Aaron Yoo, Carrie-Anne Moss, Jose Pablo Cantillo, Matt Craven, Viola Davis, Brandon Caruso, Luciano Rauso, Daniel Caruso, Kevin Quinn, Elyse Mirto, Suzanne Rico, Kent Shocknek
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 43′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Concordo con Albe. La prima volta che lo vidi mi colpì piacevolmente, riguardarlo adesso intrattiene ancora molto bene. Pregi quindi alla regia, montaggio, reparto attoriale e musiche come dice Albe.
    I successivi film di Caruso “Eagle Eye” e “Sono Il Numero Quattro” non sono sicuramente dello stesso livello di questo, troppi effetti speciali e poca anima.
    I precendenti a questo non li ho visti.
    Albe che ne pensi degli altri lavori del regista?

  2. Alberto Cassani scrive:

    “Eagle Eye” l’ho odiato, “Sono il numero quattro” non l’ho visto ma me ne hanno parlato malissimo. Tra i precedenti “Salton Sea” è piuttosto bello e “Rischio a due” mi era piaciuto (http://www.cinefile.biz/?p=2531). “Identità violate” invece fa piuttosto schifo.

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