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"Fa' la cosa sbagliata" di Jonathan Levine

20 luglio 2009 Recensioni 1 Commento
Emanuele Rauco, 20 Luglio 2009: Sincero
Fandango, 28 Agosto 2009

Nel 1994, nel bel mezzo dell’esplosione dell’hip hop come fenomeno di massa, Luke cerca di affrontare i suoi adolescenziali patemi – come le tendenze suicide, l’uso di droghe leggere e l’amore non corrisposto per Stephanie – con l’aiuto del molto poco ortodosso patrigno dell’amata…


Il 2009 potrebbe essere l’anno dello sdoganamento dell’hip hop al cinema, almeno in un cinema non necessariamente rivolto al pubblico afroamericano: perciò dopo la tutt’altro che avvincente biografia dedicata a Notorious B.I.G. arriva il secondo lungometraggio di Jonathan Levine (che alla musica nera dedicò persino il suo film di laurea), una tenera e intelligente parabola di consapevolezza e formazione che fa della musica rap il proprio scheletro.

Scritta dal regista e vincitrice del premio del pubblico al Sundance Film Festival, la commedia si pone come una sorta di Scoprendo Forrester più concretamente urbano e molto meno edulcorato, in cui la vena sentimentale, quella esistenziale e familiare, si sposano seguendo i ritmi e le strofe “metropolitane”. La New York di Rudolph Giuliani, quella della tolleranza zero e dei barboni spostati ai margini della Mela, è sfondo perfetto per il racconto di doppia maturazione, quella di un professore che la freddezza nel rapporto con la moglie ha impedito di crescere, lasciandolo allo stadio di patetico adolescente dalle tendenze teppistiche, e quella di un ragazzo che, senza una famiglia né rapporti sociali su cui contare deve fingersi adulto per poter sopravvivere. Intorno a loro una città che diventa quasi scomoda, poco confortevole, moralista mentre i propri figli continuano a crescere cercandosi da soli la giusta morale.

Levine è abile ed efficace nell’analizzare il rapporto con la propria città e il suo suono, servendosi di una colonna sonora (supervisionata da David Torn e memore dei lavori di Terence Blanchard per Spike Lee) che segna il ritmo del montaggio e della regia, aiutandosi anche con curiosi espedienti grafici per supplire alle carenze di una sceneggiatura dai tratti fin troppo caratteristici di un certo tipo di commedia, come la solita velata sessuofobia o l’adolescenziale misoginia mascherata da solidarietà maschile. Non veri e propri difetti, essendo mezzi per raccontare due psicologie interessanti, ma stereotipi di un modo di raccontare che Levine sa ravvivare con un tono e uno spirito anticonformista azzeccati e con scelte di casting vincenti, non solo il gigioneggiante Ben Kingsley ma anche il credibile Josh Peck, la verace Famke Janssen, la deliziosa Olivia Thirlby; perfino la deprecabile Mary-Kaye Olsen sembra quasi un’attrice. Segno di un talento registico da coltivare e di un’atmosfera che, dalla pellicola, riesce a coinvolgere lo spettatore, magari facendogli battere il piede a ritmo.


Titolo: Fa’ la cosa sbagliata (The Wackness)
Regia: Jonathan Levine
Sceneggiatura: Jonathan Levine
Fotografia: Petra Korner
Interpreti: Ben Kingsley, Josh Peck, Famke Janssen, Olivia Thirlby, Mary-Kate Olsen, Jane Adams, Method Man, Aaron Yoo, Talia Balsam, David Wohl, Bob Dishy, Joanna Merlin, Shannon Briggs, Roy Milton Davis, Alexander Flores, Ken Marks
Nazionalità: USA, 2008
Durata: 1h. 39′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Andrea T. scrive:

    Molto bello! Lo consiglio!

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