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"Frozen - Il regno di ghiaccio" di Chris Buck & Jennifer Lee

18 dicembre 2013 Recensioni 13 Commenti
Frozen

Walt Disney, 19 Dicembre 2013 – Magico

La principessa Elsa nasce con poteri magici: può creare e in parte controllare il freddo producendo neve e ghiaccio. Giocando con la sorella Anna, la colpisce accidentalmente con la sua magia e da quel momento vivrà lontano da lei. Il giorno dell’incoronazione, le due sorelle si riavvicinano ma Elsa perde il controllo…


ElsaLa Disney ha sempre avuto un debole per le principesse: a cominciare da Biancaneve fino ad arrivare al recente Rapunzel. La storia era sempre la stessa: la principessa si innamora di un principe, attraversano (più o meno insieme) una serie di difficoltà, lui alla fine salva lei e insieme vivono per sempre felici e contenti. Perfino l’irriverente Shrek della Dreamworks seguiva questo collaudatissimo schema. E anche questo Frozen comincia allo stesso modo: la principessa si innamora di un bellissimo principe, poi cominciano le difficoltà, arriva un montanaro altrettanto affascinante… e nulla poi va più come dovrebbe andare. La svolta arriva con la scena in cui Elsa costruisce il suo castello di ghiaccio: senz’ombra di dubbio la scena migliore del film in cui effetti digitali, 3D e musica (una canzone smaccatamente pop cantata da Demi Lovato) si fondono in modo perfetto in un tutt’uno davvero emozionante, dando origine a un’eroina sfacciatamente sexy (per gli standard molto castigati della casa di Topolino) forse per la prima volta in un film Disney.

Anna guarda verso ElsaMolto più vicino al musical che alla commedia, Frozen è il film Disney più originale da un bel po’ di tempo, tanto che viene da pensare che la prima parte e lo “stacco” dato dalla scena del castello già citata siano stati costruiti apposta per mandare un messaggio ben preciso: la casa di Topolino sta cambiando, forse in modo irreversibile.
Al di là della struttura del racconto, molto originali sono anche i temi trattati: se, come sempre, sarà l’amore a risolvere la situazione, non siamo più dalle parti del principe che con un bacio risveglia la principessa, anzi. Questo è il film di gran lunga più femminista che la Disney abbia mai prodotto, tanto che gli uomini pur essendo presenti, sono personaggi del tutto secondari e abbastanza piatti, mentre tutta la trama si regge sul rapporto tra le due sorelle e sull’evoluzione dei loro caratteri.

OlafSe dal punto di vista artistico il film funziona a meraviglia, la parte tecnica delude un pochino. La grafica, soprattutto nelle parti di dialogo, è un po’ televisiva (in alcuni momenti sembra di guardare Sofia la principessa e non un film mainstream) e le canzoni non rimangono certo impresse, se si eccettua il già citato brano della Lovato, anche se sono sempre funzionali alla narrazione. Ma sono piccoli nei in un insieme che mette in scena un fuoco di fila di idee una migliore dell’altra (Olaf e i troll su tutte) e che riesce a proporre qualcosa di veramente nuovo pur inserito nella tradizione Disney. Pensato e dedicato ai piccoli, Frozen è un film in grado di appassionare anche gli adulti, soprattutto nella imprevedibile seconda parte.


La locandinaTitolo: Frozen – Il regno di ghiaccio (Frozen)
Regia: Chris Buck & Jennifer Lee
Sceneggiatura: Jennifer Lee
Fotografia: —-
Doppiatori: Serena Autieri, Serena Rossi, Enrico Brignano
Nazionalità: USA, 2013
Durata: 1h. 42′


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Attualmente ci sono 13 commenti a questo articolo:

  1. Rogi scrive:

    Un film d’animazione come si deve che era da un pò che non se ne vedevano così

  2. Alberto Cassani scrive:

    In effetti negli ultimi anni i cartoni anche di casa Disney sono stati pensati più per gli adulti che per i bambini. Anche un mezzo capolavoro come “Cattivissimo me” è scritto in modo da piacere soprattutto ai grandi e semplicemente non annoiare i piccoli. Probabilmente questo è uno dei pochi in cui sono riusciti a trovare il giusto equilibrio.

  3. Rogi scrive:

    Condivido,secondo me però l’unico NEO forse di questo film sono le canzoni che forse per un bambino possono piacere,ma a un adulto possono anche essere banali e magari stancare dato che ogni 15 minuti cè ne una,ULTIMA COSA…forse non hanno approfondito certe cose che hanno introdotto ma poi le hanno lasciate
    e secondo me se davano un maggior approfondimento ai personaggi non sarebbe stato male,però dai è un film rivolto ai bambini quindi è anche giusto che non l’abbiano fatto.

  4. Sebastiano scrive:

    Mi e’ piaciuto tantissimo, mi sono ripreso dopo la delusione del patetico reboot di Capitan Harlock.
    Anche io non vado pazzo per i personaggi che cantano ma la cosa e’ troppo Disney, ci sta; e’ averci rinunciato in altri film che, forse, e’ stata la scelta sbagliata.
    Il cartone di apertura mette in scena il miglior 3D che abbia mai visto, spettacolare e indimenticabile.

  5. Alberto Cassani scrive:

    Capitan Harlock orrendo come ce ne sono pochi.

  6. Sebastiano scrive:

    L’hai visto? Metterete la recensione? Ti suggerisco due o tre teschi, che almeno sono in tema col personaggio.
    Mamma mia che delusione! Peggio di come hanno ridotto Lara Croft.
    E mi domando come hanno potuto partorire simile nefandezza, perche’ non era per nulla facile sbagliare tutto.

    PS: Chiedo scusa a chi e’ qui per Frozen, ma ho ancora il film su Capitan Harlock sullo stomaco, e da qualche parte devo vomitare (o scaricare..) quello che mi hanno fatto ingerire.

  7. Alberto Cassani scrive:

    L’hanno presentato al Festival di Venezia alla presenza di Matsumoto stesso. Pare che a fine proiezione abbia tentato di affogarsi in laguna, ma data l’età avanzata hanno fatto in tempo a fermarlo. Recensione niente perché è sempre brutto sparare sulla Croce Rossa.

  8. Sebastiano scrive:

    Sapevo che nel nostro paese c’era il rischio di non vederlo al cinema.
    Io nel mio piccolo non l’ho consigliato al cinema di dove abito.
    Frozen invece ci ha riempito la sala, e ci voleva: in 3 spettacoli abbiamo fatto piu’ presenze di quante fatte in 14 per “indovina chi viene a Natale”!
    Peccato non poterlo tenere di piu’. Avrei fatto volentieri a meno dei troll dell’anello per dare ancora spazio a quelli di Frozen! Davvero bello!

  9. Francesco Binini scrive:

    Sulle canzoni va detta una cosa: in italiano perdono tantissimo. Avendo funzione narrativa hanno dovuto stravolgere la metrica, sincronizzandola comunque con i movimenti della bocca del personaggio. Anche la canzone di punta che in inglese ha un ritornello molto “catchy” (let it go/let it go/I am one with the wind and sky) in italiano diventa “D’ora in poi/troverò/la mia vera identità” che ovviamente le fa perdere molto in termini di ritmo.

  10. Re del Popcorn scrive:

    Personalmente l’ho trovato poco più che sufficiente.

    Sotto il profilo tecnico direi che non siamo esattamente dalle parti del miracolo: splendidi il castello e gli effetti speciali, ma davvero mediocre il chara design e l’animazione.

    La storia, poi, ci mette troppo a decollare e ha tanti di quei buchi, tante di quelle forzature e tanti di quei colpi di scena telefonati, che pare scritta di fretta, col solo scopo di fare da trampolino al lieto fine “a sorpresa” (più o meno…).
    Come spesso avviene in questi casi, l’intrattenimento arriva più che altro dai buffi personaggi di contorno, Olaf su tutti (che, probabilmente, se conosco i miei sorci, sarà presto protagonista di qualche corto e/o spin-off con cui mungere ancora un pochino il pubblico).
    Non a caso, il trailer suggeriva poco o nulla del film vero e proprio e si riduceva ad essere una lunga gag con protagonista il pupazzone e la renna: in sala neppure si contavano i bambini che nella prima mezz’ora chiedevano insistentemente “Ma quando arriva il pupazzo di neve?”.

    Discorso a parte per le canzoni: la traduzione italiana le rende, se possibile, ancora più indigeste e stucchevoli. I testi sono davvero di una banalità sconfortante…
    I “classici” Disney avevano la capacità di inserire belle canzoni nel tessuto narrativo del cartone animato, rendendole parte integrante della storia: penso, ad esempio, a “In fondo al mar” ne La Sirenetta o alla parata de “Il Grandè Alì” in Aladin.
    Qui ogni canzone pare “posticcia”, appiccicata a forza ad un racconto che non ne avrebbe avuto alcun bisogno, e finisce addirittura per spezzare la tensione narrativa.

    Peccato perché l’anno scorso con Ralph Spaccatutto la Disney aveva offerto un prodotto molto buono dal punto di vista grafico e davvero curato in fase di sceneggiatura.
    Avrebbero potuto approfittare della mezza vacanza che la Pixar si è presa con Monsters University e del fatto che la Dreamworks è uscita ad inizio anno con i Croods (a mio avviso superiore a questo).

  11. Francesco Binini scrive:

    Sulla grafica concordo e lo sottolineavo anche in recensione.

    La sceneggiatura, invece, l’ho trovata di ottimo livello proprio perchè, come dicevo in recensione, spezza lo schema classico Disney della principessa che si innamora del principe e insieme devono lottare contro un cattivo.

    Sulle canzoni è stato fatto un lavoro di modernizzazione. Forse non completamente riuscito, ma sicuramente voluto, anche per distinguersi proprio dalla sussidiaria Pixar che di canzoni, tradizionalmente, non ne inserisce (se si eccettua Brave dove qualcosa c’è). Tradizionalmente la Disney ha sempre utilizzato per i suoi film cantanti famosi. Celine Dion nella Bella e la Bestia, Elton John nel Re Leone, Phil Collins in Tarzan, qui ha usato Demi Lovato. Si può discutere sulla caratura della Lovato paragonata a quella di Collins, ma non si può che non sia contemporanea.
    Quanto ai testi… non è che quelli della Sirenetta siano di una profondità esemplare, eh?
    (“Under the sea/Under the sea/Darling it’s better/Down where it’s wetter/Take it from me.” non mi sembra poi molto diverso da “Let it go/let it go/I am one with the wind and sky”)

    Di Ralph Spaccatutto ho già scritto e discusso su questo sito: secondo me è inferiore a questo perchè fallisce il target dei più piccoli, che questo invece centra in pieno.

  12. Marci scrive:

    Onestamente non sono d’accordo su alcune critiche mosse verso il film.
    Io l’ho visto in lingua originale, e poi ho ricercato alcune canzoni in italiano. Beh a mio parere il problema sta li. Le canzoni in italiano sono una cosa “agghiacciante” (per restare in tema), senza contare che addirittura cambiano o troncano alcune battute.
    L’umorismo del film è ai livelli di Simpson e Scrubs, molto più maturo rispetto a film come Wreck it Ralph (che sebbene citi videogiochi anni 80-90 per tutto il film, è pieno di battute “cacca-puzzose” da bimbi di 5 anni).
    Onestamente non penso che i bambini abbiano colto quanto hanno colto gli adulti.

    Nei vecchi cartoni Disney (tutti visti in italiano) canzoni come Un Amico come me, Sarò re e compagnia bella, rimanevano impresse, devo dire che sono rimasto molto deluso da queste.

    Per il resto il film mi è piaciuto davvero un sacco, e ripeto che oltre ad avere una sceneggiatura originale e per una volta non troppo scontata (se si esclude la totale incompetenza dei genitori e la loro morte prematura).
    L’ho visto da pochissimo, perché non mi interessava minimamente, poi alla millesima cover pubblicata da qualcuno su Youtube/Facebook me ne sono fatto una ragione e l’ho guardato.

  13. Marco scrive:

    Un buonissimo connubio di personaggi, storia, grafica (grandiosa la neve!) e canzoni (per me le migliori fin dai vecchi classici).
    Concordo con la virata originale da “Let It Go” in poi.
    Lasseter alla Disney ormai è sinonomo di qualità eccellente.

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