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"Fuori controllo" di Martin Campbell

15 marzo 2010 Recensioni 2 Commenti
Emanuele Rauco, 15 Marzo 2010: Discutibile
01 Distribution, 19 Marzo 2010

Thomas è un esperto poliziotto al quale uccidono, apparentemente per sbaglio, la figlia malata che nasconde un segret. Sulla traccia di questo segreto si pone Thomas, che cercherà di capire cosa ha ucciso Emma e di vendicarla…


Martin Campbell ci sa fare. E’ un regista che maneggia l’azione, il ritmo e la violenza con acume e intelligenza e ci ha regalato, per esempio, due tra i migliori 007 di sempre, Goldeneye e Casino Royale. Ma purtroppo in questo suo nuovo film si fa coinvolgere dallo sciupato carisma di un attore come Mel Gibson, più impegnato a mostrare il suo credo che a recitare. E il film ne risente.

Trama dagli spunti elementari che la sceneggiatura di William Monahan e Andrei Bowell, tratta dall’omonima miniserie inglese, non rende di certo più articolata né più interessante, ma che si basa quasi interamente sul suo interprete.

Un film di vendetta e indagine politica, che parla tanto dello spirito ferito di un padre quanto dei misteri che si celano dietro le società nucleari in un intreccio tra pubblico e privato che pare segnare tanto la serialità inglese quanto il contemporaneo thriller americano (vedasi il caso parallelo con State of Play), ma soprattutto pare tracciare un quadro preciso del sessantenne Mel Gibson.

Una preghiera colta e intensa, le croci esposte in bella vista sul suo collo quanto alle pareti, un anello col sacro cuore, ma anche la violenza contro i cattivi giustificata da una morale fondamentalista che, dopo un rapimento ridicolo come una parodia di James Bond, si sfoga in un finale caciarone, contestabile per contenuti, modi e messinscena.

Una versione un po’ più seria di Io vi troverò in cui la sceneggiatura non sa tenere in piedi ritmo e intreccio e nella quale Campbell, a parte qualche momento interessante (la scoperta della pistola di Emma, resa senza controcampo), resta a mezzo servizio, senza neanche premere troppo sul pedale della violenza e dello spettacolo. Un film che pare d’altri tempi, ma nel senso più svilito del termine, che non ha altri mezzi da giocare se non quello di un attore che, se non ha paura di mostrare la sua età e i suoi segni, non riesce più a bucare lo schermo, senza suscitare qualche patetico sorriso.


Titolo: Fuori controllo – Edge of Darkness (Edge of Darkness)
Regia: Martin Campbell
Sceneggiatura: William Monahan, Andrew Bovell
Fotografia: Phil Meheux
Interpreti: Mel Gibson, Ray Winstone, Danny Huston, Bojana Novakovic, Shawn Roberts, David Aaron Baker, Jay O. Sanders, Denis O’Hare, Damian Young, Caterina Scorsone, Frank Grillo, Wayne Duvall, Gbenga Akinnagbe, Gabrielle Popa, Paul Sparks
Nazionalità: Regno Unito – USA, 2010
Durata: 1h. 56′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    A parte due scene molto ben fatte che ti scuotono (l’omicidio della figlia e la macchina che investe l’amica della figlia) il resto è solo parole, parole e parole. Ok che devono spiegare bene cosa è successo e quello che sta dietro alla multinazionale però mi è parso eccessivamente lungo e i dialoghi sono un pò troppo tirati per le lunghe.
    Ci vengono presentati molti personaggi, certamente funzionali alla vicenda, ma dopo un pò facciamo fatica a ricordarli.
    La psicologia dei personaggi non è sempre bene descritta, a parte quella di Mel ovvio.
    La regia è decisamente funzionale alla vicenda, però soprattutto nei dialoghi diventa leggermente piatta e mette a dura prova l’attenzione dello spettatore.
    Si può dire che le sparatoie che ci sono (poche) riescono a “svegliare” lo spettatore da alcune di queste lungaggini.
    Comunque se si è con lo spirito giusto e se si ama questo genere di film si lascia seguire e guardare tranquillamente.
    Molto bello comunque l’incipt e soprattutto la scena iniziale, che verrà spiegata bene col passare del tempo.
    La fine mi ha ricordato Ghost…potevano evitarsela!
    Attori ben calati nella parte, peccato che per le scene di collisione dove “recita” Mel si vede troppo bene la sua controfigura!
    Per il resto un normale thriller a tinte drammatiche.
    Ritengo che il titolo originale del film voglia farci capire quello che stiamo vivendo al giorno d’oggi, come denomina la nostra società fatta di corruzione, mafia politica e criminalità…un’era di tenebre appunto!

  2. Riccardo scrive:

    dramma con indagine politica spacciata per thriller con qualche buona scena ricca di suspance, diversi rimandi a io vi troverò e the departed ( l’uccisione della figlia mi ricorda molto quella di dicaprio nel film di scorsese ). Buona la regia di campell – concordo con la recensione riguardo la sua maestria nel maneggiare azione e violenza – sceneggiatura di Monahan che attinge dalle altre sue sceneggiature. Il rapimento di Gibson assolutamente idiota – si poteva tranquillamente fare a meno di quella scena – interpretazione discreta di Mel Gibson rovinata dal doppiaggio di Claudio Sorrentino – lasciatelo a john travolta – e un finale alla taxi driver.
    Per il resto concordo con Marco. Un lavoro appena sufficiente e che mi ha deluso visto che sono anche fan del thriller.
    Voto: 5,5 su 10.

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