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"Happy Family" di Gabriele Salvatores

26 marzo 2010 Recensioni 8 Commenti
Happy Family

01 Distribution,26 Marzo 2010 – Particolare

Ezio Colanzi, 37 anni, non ha mai fatto niente in vita sua. Lasciato dalla fidanzata, decide di scrivere un film. In un banale incidente stradale incontra due bizzarre famiglie che gli danno lo spunto per la sceneggiatura e trova in una di esse una ragazza timida ma molto speciale…


Fabio De Luigi in Happy FamilyReduce dal cupo e tragico Come Dio comanda, Gabriele Salvatores torna con la sua opera n. 14 a un cinema più brillante, spensierato e, molto probabilmente, anche più personale ma certamente non meno riflessivo di quanto non lo fosse già la sua ultima pellicola. Happy Family rappresenta una tappa piuttosto importante per la carriera del regista partenopeo trapiantato a Milano, che riunisce nel cast due “vecchi” compagni di avventure quali Diego Abatantuono e Fabrizio Bentivoglio, i suoi attori “feticcio” per eccellenza con i quali ha indubbiamente dato vita alle sue prove registiche più memorabili.

Fabrizio Bentivoglio e Diego Abatantuono in Happy FamilyUn altro aspetto che rende questo film speciale sta nell’impianto narrativo e, più in generale, in tutta la sua struttura, che prende spunto da una commedia scritta da Alessandro Genovesi e prodotta dal Teatro dell’Elfo di Milano, nel quale Salvatores, agli inizi del suo percorso artistico, ha portato in scena diverse opere divenute presto dei veri e propri punti di riferimento generazionali.

Valeria Bilello in una scena di Happy FamilyPur nella sua (apparente) leggerezza e semplicità nei contenuti, è innegabile che Happy Family sia un film tutt’altro che omogeneo e lineare, dal momento che le scelte di regia e di scrittura adottate da Salvatores e dal collega Genovesi, con cui ha co-firmato la sceneggiatura, sono assolutamente originali e coraggiose. La pellicola ha al suo centro due vicende: entrambe vedono protagonista Ezio Colanzi, che nella prima scrive il suo film compiendo gesti quotidiani e alla continua ricerca dell’ispirazione, mentre nella seconda vive in prima persona le situazioni da lui stesso narrate nel suo copione.

Fabio De Luigi e Carla Signoris in Happy FamilySovente i toni da commedia scanzonata lasciano spazio a un vero e proprio meta-cinema, non nuovo a chiunque conosca anche solo una parte della filmografia di Spike Jonze, Michel Gondry, Charlie Kaufman e soprattutto Wes Anderson, di cui lo stesso Salvatores si è dichiarato grandissimo ammiratore, e non di rado la messa in scena assume evidenti sfumature teatrali, con gli stralunati protagonisti che spesso parlano direttamente in macchina, esattamente come fa un attore teatrale che si rivolge al pubblico rendendolo partecipe o addirittura parte integrante della storia.

Una scena di Happy FamilyUna grande nota di merito va anche al cast, che oltre ai già citati Abatantuono e Bentivoglio – con il primo che viaggia praticamente a briglie sciolte rendendosi come sempre divertentissimo e il secondo più contenuto ma comunque impeccabile – vanta una buona prestazione del vero protagonista Fabio De Luigi e prove altrettanto convincenti da parte di tutti gli altri interpreti.

Surreale e fuori dagli schemi, Happy Family è un film che non annoia mai, che diverte con intelligenza ma che sa anche far riflettere. Una commedia anticonvenzionale che forse non sarà ricordata come uno dei migliori lavori di Gabriele Salvatores ma che ha il pregio di essere diversa da molte altre commedie, italiane e non, proponendosi con onestà e sincerità e facendosi apprezzare per il modo in cui è concepita e realizzata.


La locandina di Happy FamilyTitolo: Happy Family
Regia: Gabriele Salvatores
Sceneggiatura: Alessandro Genovesi, Gabriele Salvatores
Fotografia: Italo Petriccione
Interpreti: Fabrio De Luigi, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Carla Signoris, Valeria Bilello, Gianmaria Biancuzzi, Alice Croci, Corinna Agustoni, Sandra Milo, Ugo Conti
Nazionalità: Italia, 2010
Durata: 1h. 30′


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Attualmente ci sono 8 commenti a questo articolo:

  1. Giacomo scrive:

    Concordo in pieno con la recensione. Quella di Salvatores è una commedia pirandelliana a sfondo riflessivo che apre gli occhi su molti aspetti del nostro vivere(o non vivere)quotidiano.Da sottolineare un’azzeccatissima colonna sonora,l’interpretazione del cast che rende il film ancora + magico e fuori dagli schemi e un’ottima regia da parte di Salvatores che ha saputo evidenziare al meglio il testo teatrale di Genovesi.

  2. Guido scrive:

    Ciao Alberto, che ne pensi di “Mediterraneo”?

  3. Alberto Cassani scrive:

    Guido, “Mediterraneo” non è certo il miglior film di Salvatores. Qui c’è la mia recensione: http://www.cinefile.biz/?p=2445

  4. Marco scrive:

    Bravissimi tutti gli attori veramente molto ben calati nella parte, è sicuramente un film che deve piacere dato che non è una commedia italiana sui generis quindi, volendo, la si può definire sperimentale.
    Personalmente a parte alcune battute azzeccate non mi ha trascinato più di tanto e certe volte il film cade di tono, ma deduco che questo sta nel fatto che non sono propriamente un fan dei registi citati nella recensione a cui il film è caldamente consigliato (a cui aggiungerei Allen), dato che il regista fa continui riferimenti ad essi.
    La regia mi è parsa modesta, senza questi picchi che ho letto nella recensione.
    Bella fotografia. Musica e canzoni adatte.

  5. Donato scrive:

    Tempo fa avevo acquistato, per puro caso, il DVD in edicola. L’avevo visto e mi era piaciuto molto. L’ho rivisto questa sera. E francamente, più lo rivedo, più lo apprezzo.

    Devo dire che, per un appassionato di fumetti come me è stata una piacevole sorpresa trovare in un’opera cinematografica alcune particolari ed insolite soluzioni narrative, per così dire “pirandelliane”, che avevo già apprezzato in alcune vecchie storie disegnate da Milo Manara (in particolar modo nel ciclo delle avventure di Giuseppe Bergman).

    Con questo film Salvatores mi ha positivamente sorpreso (l’ultimo suo film che ho visto era Nirvana), dimostrando un coraggio ed un’abilità registica non indifferenti, assolutamente necessari a concepire e realizzare un prodotto cinematografico lontano anni luce dai canoni e dagli standard delle commedie italiote.

    Le soluzioni registiche e narrative adottate nel film si sposano perfettamente con lo stile di recitazione (di stampo abbastanza teatrale) degli attori, tutti molto bravi, soprattutto quelli che con Salvatores hanno condiviso un lungo percorso di esperienze artistiche e cinematografiche (ovvero Abatantuono e Bentivoglio).

    Pur nella sua struttura atipica, discontinua e a tratti surreale, il film scorre via piacevolmente e, a tratti, riesce a divertire non poco (per quanto mi riguarda, la massaggiatrice cinese è diventata ormai un’icona). Non mancano riferimenti ai temi classici, tanto cari a Salvatores (il concetto del viaggio, della fuga), anche se questa volta acquistano un ruolo più marginale rispetto ad altri messaggi, come quello della necessità di affrontare e superare le proprie paure, soprattutto quelle relative ai cambiamenti che la vita ci impone quotidianamente.

    Nota di merito per la splendida sequenza di inquadrature della Milano notturna, montate sulle note della musica di Chopin. Quella sequenza, altamente suggestiva, è una perla di rara bellezza, in grado di comunicare intense emozioni.

    Nel complesso, è un film godibile ed intrigante, oltre che piuttosto inconsueto ed originale, soprattutto nel panorama cinematografico italiano. Forse è per quest’ultimo motivo che è passato un po’ in sordina, quando invece, secondo me, avrebbe meritato maggiori attenzioni ed apprezzamenti.

  6. Marco scrive:

    Abe hai visionato ” Soap Opera”, film che si rassomiglia molto come struttura ad “Happy Family”?

  7. Marco scrive:

    Albe where are u? :)

  8. Alberto Cassani scrive:

    Sono in vacanza!

    No, Soap Opera mai visto.

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