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Hell or High Water di David Mackenzie

14 febbraio 2017 Recensioni 1 Commento
Hell or High Water

Netfilx, 18 Novembre 2016 – Western

Un padre divorziato e suo fratello, da poco uscito di prigione, compiono alcune rapine in banca per procurarsi il denaro che serve per terminare di pagare un mutuo sul grande ranch di famiglia. Il Texas Ranger che è sulle loro tracce, però, ha capito qual è il loro piano…


Ben Foster e Chris Pine in Hell or High WaterSe ci si dovesse chiedere quale eredità lascerà Quentin Tarantino al cinema, Hell or High Water potrebbe essere una prima risposta. Lo sceneggiatore Taylor Sheridan (Sicario) mette in scena prima di tutto dei personaggi che, come quelli di Tarantino, possono essere confusi con degli stereotipi, ma hanno un’anima loro: i due protagonisti sono caratterizzati attraverso atteggiamenti e dialoghi, senza mai cadere nel banale. Ma è sui comprimari che la sceneggiatura vola altissimo: bastano pochissime battute per profilare il carattere dei personaggi, dalle due cameriere fino al geniale Marcus di Jeff Bridges. I personaggi poi si muovono all’interno di un ambiente anch’esso perfettamente descritto: è un Texas polveroso e di provincia, dove la Legge è quasi una questione privata ed è spesso lasciata alle armi piuttosto che alle parole.

Una scena di Hell or High WaterSu questa sceneggiatura (giustamente candidata all’Oscar), David Mackenzie ha vita facile a dirigere in modo asciutto ma molto dinamico le vicende dei protagonisti, supportato da un terzetto di attori in gran forma, che danno corpo e anima ai personaggi. Ma Mackenzie ci mette anche del suo, inquadrando dettagli che descrivono e amplificano quanto viene detto nei dialoghi, muovendo la macchina da presa in modo intelligente e costruendo le inquadrature in modo molto spesso originale e interessante.

Jeff Bridges in una scena di Hell or High WaterHell or High Water è un film che parla dell’America di frontiera (come era già Sicario), descrivendola come un west moderno: al posto dei cavalli ci sono gli enormi pick-up, al posto delle diligenze ci sono le banche e al posto dei cacciatori di taglie ci sono i Texas Ranger. Le pistole e i fucili, invece, non sono stati sostituiti e la parola passa troppo spesso a loro. Ma è anche un west dove la morte (rigorosamente a causa di un proiettile) arriva improvvisa e senza pathos, la povertà è diffusissima e tutti hanno un mutuo che faticano a estinguere. I soldi sono l’unico motore della vita, unica ragione d’essere.

Jeff Bridges e Gil Birmingham in Hell or High WaterEntrato nella lista delle candidature per l’Oscar principale, Hell or High Water è uno di quei film statunitensi che non si limitano a fare il “compitino” ma cercano di rompere gli schemi e di tratteggiare la realtà, descrivendola in modo certo parziale e con personaggi e storie in qualche modo estremi ma molto efficaci, che danno il ritratto e uno spaccato di un certo tipo di America. Un film che entra nel cuore e si fa amare.


La locandina di Hell or High WaterTitolo: Hell or High Water
Regia: David Mackenzie
Sceneggiatura: Taylor Sheridan
Fotografia: Giles Nuttgens
Interpreti: Jeff Bridges, Chris Pine, Ben Foster, Gil Birmingham, Dale Dickey, William Sterchi, Kristin Berg, Katy Mixon, Amber Midthunder, Marin Ireland, Gregory Cruz, Margaret Bowman, Amber Midthunder, Christopher W. Garcia, John-Paul Howard, Heidi Sulzman
Nazionalità: USA, 2016
Durata: 1h. 42′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Plissken ha detto:

    Anche in questo frangente condivido quanto espresso dal Binini, per quanto debba dire che personalmente ho trovato fuori luogo l’aspetto “tarantiniano” inerente la caratterizzazione del fratellone, che rischia in più frangenti di perdere credibilità contrapponendo una esuberanza macchiettistica fin troppo manifesta in un contesto che, francamente, non mi sembra lo richiedesse.

    Per il resto tanto di cappello a Bridges ed alla critica sociale per nulle velata, che rimane l’aspetto più interessante della pellicola per ciò che concerne i miei gusti.

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