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"Il Bambino con il Pigiama a Righe" di Mark Herman

12 dicembre 2008 Recensioni 2 Commenti
Il Bambino con il Pigiama a Righe

Walt Disney, 19 Dicembre 2008 – Intenso

Bruno è un bambino di otto anni figlio di un ufficiale nazista che, annoiato e spinto dalla curiosità, si dirige verso la fattoria che ha visto vicino casa. Lì incontra Shmuel, un ragazzo della sua età che vive un’esistenza parallela e differente dall’altra parte del filo spinato…


Asa Butterfield in Il Bambino con il Pigiama a RigheTratto dall’omonimo romanzo di John Boyne, il titolo di questo film prodotto dalla Walt Disney potrebbe far pensare ad un simpatico cartone animato con un bambino un po’ sognatore come protagonista. Niente di più lontano dalla realtà. Il Bambino con il Pigiama a Righe narra infatti la storia del piccolo Bruno (Asa Butterfield), che nella Germania nazista si trova a doversi trasferire da Berlino in una triste casa di campagna, circondata da alte mura di cemento e controllata da soldati dell’esercito del Reich. Suo padre (David Thewlis) è un ufficiale dell’esercito che a seguito di una promozione ha ricevuto l’incarico di gestire e controllare un campo di concentramento per rendere efficiente e precisa la macchina dello sterminio messa in moto dal regime nazista. Dalla finestra di camera sua Bruno vede quella che definisce con innocenza una “fattoria” dove vivono tanti bambini con cui vorrebbe giocare, bambini che indossano sempre un curioso pigiama a righe. Decide allora di attraversare il bosco che divide la casa dal campo di concentramento e lungo il filo spinato che lo delimita incontra Shmuel (Jack Scanlon), con il quale intesse una tenera e semplice amicizia, fatta di innocenza e assoluta mancanza di pregiudizio…

Vera Farmiga e David Thwelis in Il Bambino con il Pigiama a RigheIl punto di vista col quale in Il Bambino con il Pigiama a Righe si narra l’orrore del nazismo e dei lager è, nonostante le tante pellicole che hanno affrontato l’argomento, originale ed ancora più inquietante. L’obbedienza del soldato a quanto gli viene imposto è giustificata da un’ubriacatura ideologica che in ogni momento viene sostenuta e da una propaganda che non si vergogna di falsificare la realtà ai propri fini. L’innocenza del bambino di fronte a ciò che è innaturale, cioè alla discriminazione razziale, è un tema che viene sviluppato in modo elegante e delicato ed allo stesso tempo intenso e preciso.

Asa Butterfield in una scena di Il Bambino con il Pigiama a RigheIl regista Mark Herman (Grazie, signora Thatcher), che è anche sceneggiatore e produttore esecutivo della pellicola, è stato in grado di trarre dal libro di Boyne un racconto emozionante e lucido, pieno di stupore ed incomprensione per i livelli di barbarie che l’uomo può raggiungere. Nello stesso tempo non cade nell’errore di generalizzare la malvagità a tutto il popolo tedesco, ma mostra anche i sentimenti di coloro che a quell’orrore si sono opposti, sia pure non esplicitamente. E’ questa la forza di Il Bambino con il Pigiama a Righe, quella di andare controcorrente rispetto alla tendenza a generalizzare e semplificare la descrizione della realtà. Il regista riesce a narrare in modo semplice un insieme complesso di sentimenti contrastanti e caratteri opposti, un modo per far capire quanto complessa e contrastante sia la realtà e come la semplificazione porti a delle conseguenze drammatiche. Il racconto non è mai esagerato né compiaciuto, non mostra più di quello che occorre, rimane sui binari dello scopo che si pone e non strizza l’occhio allo spettatore, ma lo coinvolge nell’emozione di una umana tragedia. Proprio per il suo sguardo nuovo, attento e delicato, dovrebbe essere un film da far vedere nelle scuole.


La locandina di Il Bambino con il Pigiama a RigheTitolo: Il Bambino con il Pigiama a Righe (The Boy in the Striped Pyjamas)
Regia: Mark Herman
Sceneggiatura: Mark Herman
Fotografia: Benoît Delhomme
Interpreti: Asa Butterfield, Jack Scanlon, Amber Beattie, David Thewlis, Vera Farmiga, Richard Johnson, Sheila Hancock, Rupert Friend, David Hayman, Jim Norton, Cara Horgan
Nazionalità: Regno Unito – Stati Uniti, 2008
Durata: 1h. 40′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Alberto parere su “Storia Di Una Ladra Di Libri”?

  2. Alberto Cassani scrive:

    Non l’ho visto.

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