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"Il diario di una tata" di Shari Springer Berman & Robert Pulcini

3 settembre 2007 Recensioni 0 Commenti
Luciana Morelli, 3 Settembre 2007: Soporifero
01 Distribution, 30 Novembre 2007

Annie Braddock è alla ricerca di un suo posto nel mondo. Finita l’università, la madre la spinge a trovare un lavoro rispettabile nel settore degli affari, ma Annie preferisce gli studi antropologici e accetta di isolarsi dalla realtà e lavorare come tata per una famiglia ricca…


La realistica interpretazione della Johansson nella figura di tata, e soprattutto di osservatrice-antropologa delle abitudini malsane della borghesia, poteva dar vita ad un film molto più tagliente e intelligente, allontanandolo dai flosci toni da commediola sentimental-sociologica che assume in maniera più marcata nella seconda parte, dopo un inizio abbastanza piacevole che esaurisce ben presto la sua verve.

Considerando il grande successo dell’omonimo romanzo da cui il film è tratto (scritto da Emma McLaughlin e Nicola Kraus), le grandi interpretazioni degli attori (oltre alla Johansson e Laura Linney ritroviamo anche un inedito antipaticissimo Paul Giamatti nel ruolo di marito e padre distratto, e la torcia umana dei Fantastici 4 Chris Evans in versione zuccherosa) e i mezzi a disposizione il risultato è a dir poco insoddisfacente. Fioccano i luoghi comuni e i classicismi di genere, tutti elementi che avvicinano questa pellicola – che si spaccia per moderna in tutto e per tutto (i paragoni con Il Diavolo veste Prada appaiono ridicoli e inopportuni) – ad un vecchio film disneyano, una sorta di rilettura in chiave moderna di Mary Poppins, parallelo che ha “costretto” la Johansson a rifarsi per l’occasione il look bruno. Ecco allora la fiera delle banalità, con il marito fedifrago che si diletta con le segretarie di turno, la mamma che tra un cocktail e l’altro sembra sempre troppo occupata per il suo bambino, il bell’imbusto dell’attico che pur essendo cresciuto senza madre è comunque divenuto il classico ragazzo per bene, e per finire la tata di umili origini che inveisce violentemente contro la frenesia di genitori troppo presi dalla propria vita da ricchi per pensare all’equilibrio fisico ed emotivo dei figli.

Il risultato della messa in scena dei due registi, Shari Sprinter Bergman e Robert Pulcini (celebrati documentaristi, anche sceneggiatori del film nonché marito e moglie) si spegne immediatamente dopo i primi minuti, che avevano invece fatto ben sperare ed offerto un punto di vista molto divertente: quello di una tata che analizza e descrive i cliché dei rappresentanti dell’alta società, traslandoli idealmente nelle teche di un museo di Storia Naturale. Quello che appare come il più grande difetto di Diario di una tata è però la totale mancanza di ironia (se escludiamo le telefonate gag che coinvolgono il bambino capriccioso), lacuna che finisce per trasformare tutte le buone intenzioni dei realizzatori in un clamoroso buco nell’acqua, e per sprecare un ottimo cast in un modo a dir poco goffo. Le grandi dormite in sala ed un finale da denti cariati fanno da ciliegine su una torta troppo indigesta per essere vera.


Titolo: Il diario di una tata (The Nanny Diaries)
Regia: Shari Springer Berman & Robert Pulcini
Sceneggiatura: Shari Springer Berman, Robert Pulcini
Fotografia: Terry Stacey
Interpreti: Scarlett Johansson, Laura Linney, Paul Giamatti, Nicholas Art, Alicia Keys, Chris Evans, Donna Murphy, Nathan Corddry, Cady Huffman, Brande Roderick, Judith Roberts, Sakina Jaffrey, Alison Wright, Heather Simms, Julie White
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 47′


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