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"Il mio migliore amico" di Patrice Leconte

17 dicembre 2006 Recensioni 0 Commenti
Il mio migliore amico

Lucky Red, 6 Dicembre 2006 – Toccante

Un antiquario ha una socia d’affari e quindici appuntamenti al giorno, ma non ha nemmeno un amico. Per provare il contrario fa una scommessa: entro dieci giorni dovrà presentare alla sua socia il suo migliore amico, o perdere un vaso dal valore di 200.000 euro. Ma come si può trovare un amico in dieci giorni?


Daniel Auteuil e Julie Gayet in Il mio migliore amicoPrendete un regista dal tocco leggero, un attore considerato uno dei migliori degli ultimi venti anni, una bellissima comprimaria e una meravigliosa scoperta, ed avrete il film più grazioso della stagione: Il mio migliore amico. Patrice Leconte è un grande mestierante e sa perfettamente come far funzionare un congegno bel oliato, inoltre la sceneggiatura è un perfetto mix di commozione e irriverenza, degno della migliore commedia francese.

Senza dubbio parlare dell’amicizia non è facile, soprattutto quella tra due uomini, dal momento che è molto facile, per creare mordente, far scivolare il tutto sul piano del morboso. Stavolta chi si aspetta di trovare nel film questo inutile e poco produttivo presupposto rimarrà sorpreso. Di situazioni altre c’è solo quella di Juliet Gayet, bella e lesbica ma fondamentalmente innamorata del protagonista.

Danny Boon e Daniel Auteuil in Il mio migliore amicoLeconte utilizza il soggetto di Olivier Dazat per mostrare la profonda solitudine che colpisce tutti noi e – parafrasando una delle battute del film, «non esistono prove d’amore, ma solo l’amore» – mostra che la solitudine rende tutti noi aridi personaggi dall’anima combattuta. La commedia è più amara del previsto, perché se da un lato mostra Auteuil come uomo di ghiaccio, sordo e cieco agli altri, che pensa solo al lavoro, dall’altro ci mostra il tassista di Danny Boon, dolce e disponibile ma anche lui maledettamente solo. Forse perché nella vita non basta essere simpatici, forse per avere un amico bisogna anche avere fortuna.

Danny Boon e Daniel Auteuil in Il mio migliore amicoDopo L’amore che non muore, L’uomo del Treno e Confidenze troppo intime, Leconte si conferma uno dei migliori registi in circolazione, o forse l’unico che sa unire dolcezza e amarezza. Se sulle capacità di Auteuil non c’è bisogno di soffermarsi, sorprende la bravura di Dany Boon, comico teatrale dallo sguardo tenero e dalla goffaggine studiatamente da applauso. Il resto è il solito Leconte, con i suoi vezzi che ora diventano segni di stile, come l’uso degli zoom (come le scene a tavola) e della musica, spesso fuori degli schemi della scena. Comunque, assolutamente da vedere.


La locandina di Il mio migliore amicoTitolo: Il mio migliore amico (Mon meilleur amì)
Regia: Patrice Leconte
Sceneggiatura: Jerôme Tonnerre, Patrice Leconte
Fotografia: Jean-Marie Dreujou
Interpreti: Daniel Auteuil, Dany Boon, Julie Gayet, Julie Durand, Jacques Mathou, Marie Pillet, Elisabeth Bourgine, Henri Garcin, Jacques Spiesser, Pierre Aussedat, Cyril Couton, Marine Laporte, Titouan Laporte, Johan Libéreau
Nazionalità: Francia, 2006
Durata: 1h. 35′


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