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"Il Racconto dei Racconti" di Matteo Garrone

18 maggio 2015 Recensioni 2 Commenti
Il Racconto dei Racconti

01 Distribution, 14 Maggio 2015 – Leggendario

C’erano una volta tre principesse: una desiderava un figlio, una un marito e l’altra la giovinezza perduta. Ma a volte, i desideri invece che rendere la vita un sogno la trasformano in un incubo o qualcosa del genere, e non bastano profezie, tornei, inganni ed equivoci per recuperare quell’incantevole di cui ogni favola si agghinda…


Stacy Martin in Il Racconto dei RaccontiMatteo Garrone presenta in concorso al 68° Festival di Cannes il suo primo film fantasy. Il racconto dei racconti è un po’ una novità per la tradizione cinematografica italiana, che per la prima volta su un palcoscenico internazionale abbandona crisi sentimentali, lutti e tematiche d’impegno per dedicarsi a boschi, draghi, incantesimi e strane creature venute chissà da dove. Il regista cuce tre storie, che non si intrecciano mai tra loro se non nella scena finale: ognuna a sé sviluppa un senso, anche se è difficile parlare di vera e propria linearità narrativa.Il fatto che si creino dei mondi a parte senza riferimenti tra loro e il modo quasi casuale di alternarne le vicende è l’unica pecca che può essere riconosciuta al film. Garrone però scommette sulla regia, sulle tematiche, sulle ambientazioni e soprattutto sulle atmosfere per fare da collante tra un cuore di drago, un orco cattivo e una vecchia scuoiata della sua pelle.

Salma Hayek in Il Racconto dei RaccontiÈ bellissimo il modo in cui il regista immagina e ci rende visibile il mondo della sua fantasia: i castelli inquadrati dall’alto in un rapporto quasi di fratellanza con il cielo; le lunghe carrellate nei ballatoi o le steadycam tra le camere buie dei regnanti; i boschi accesi dai colori più luminosi esaltati dalla fotografia di Peter Suschitzky; le montagne rocciose scalate nel grigio nebbioso dell’altitudine; il modo repentino di passare da un totale a un primo piano con tale disinvoltura da creare un senso di irrealtà volutamente ricercato; la tendenza alle deformazioni dei volti, attraverso piani molto ravvicinati e ottiche alteranti.

Vincent Cassel in Il Racconto dei RaccontiI personaggi sono privi di un certo spessore psicologico, sono tutti figuranti in una favola dalle mille sfaccettature, portano avanti il loro piccolo segmento narrativo come mezzo di passaggio per qualcos’altro. Ma il tema della morbosità, dei legami che vanno oltre la sfera del normale, accomuna ogni piccolo momento di racconto, che sia l’amore per un figlio, una donna, una sorella, un amico gemello o una pulce gigante poco importa: ognuno si completa nell’animo di un altro. L’inaspettato, l’atmosfera del casuale costruisce proprio lo svolgersi dell’intera storia impensata, “infinita”, funambolica.

Bebe Cave e Guillaume Delaunay in Il Racconto dei RaccontiL’immaginario evocativo che Garrone trae da Lo cunto de li cunti, la raccolta di fiabe più antica d’Europa scritta da Giambattista Basile tra 1500 e 1600, si trasforma in nitidezza, ricordo, celebrazione, trasfigurazione, a volte anche violenza, perché la potenza delle immagini è così esagerata da far scaturire un misto tra senso di forza e fastidio. La carne, il sangue, il rosso percorrono il film da inizio a fine, tracciando una scia di colore indelebile e conciliante. Dal cuore del drago in pasto alla regina che genererà due creature albine, al colore dei capelli della giovane rifiorita nel bosco, ai drappeggi degli abiti lunghi e pesanti strascicati nei labirinti, fino al sangue colante sul corpo di una donna abbandonata alla crudezza della propria vecchia carne.


La locandina di Il Racconto dei RaccontiTitolo: Il Racconto dei Racconti
Regia: Matteo Garrone
Sceneggiatura: Edoardo Albinati, Ugo Chiti, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso
Fotografia: Peter Suschitzky
Interpreti: Salma Hayek, Vincent Cassel, Toby Jones, John C. Reilly, Christian Lees, Jonathan Lees, Bebe Cave, Guillaume Delaunay, Shirley Henderson, Hayley Carmichael, Stacy Martin
Nazionalità: Italia – Francia, 2015
Durata: 2h. 05′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Garrone fa un po’ quello che ha fatto Mainetti, con proporzioni diverse. Ha preso un genere non tipicamente italiano e l’ha fatto diventare tale. La scelta di usare delle fiabe popolari Campane invece dell’epic fantasy Norreno è una scelta più che azzeccata.
    Come Mainetti, Garrone osa, con mezzi economici, alle spalle, maggiori, e stupisce.
    “Il Racconto dei Racconti”, come la sua controparte Mainettiana, conquista 7 David ed entra di diritto nella stratosfera del cinema italiano. La rinascita continua, anche e soprattutto, rivoluzionando i preconcetti del cinema nostrano.

  2. Marco scrive:

    Concordo con la recensione.
    Piaciuto e mi ha molto appassionato essendo un genere a me conscio.
    Menzione ai costumi, scenografie e fotografia.
    Effetti speciali che non stonano assolutamente. Molto ben fatti.
    Non per bambini dato che, come ogni fiaba che si rispetti, le tematiche trattate come carne, amore, ingordigia, viziosità, sesso ed egoismo sono esplicitamente visibili.
    Ottima la regia di Garrone.
    Musica di Desplat adatta.

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