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"Il ricatto" di Eugenio Mira

15 aprile 2014 Recensioni 5 Commenti
Il ricatto

M2 Pictures, 20 Marzo 2014 – Inutile

Il talento Tom Selznick, dopo 5 anni lontano dal piano, torna per un concerto “rivincita” della debacle della sua ultima esibizione. Ad accompagnarne l’esecuzione c’è però un cecchino che lo obbliga a suonare ogni battuta alla perfezione, e in particolare il brano che l’ha portato alla depressione…


Una scena di Il ricattoMusica e cinema sono due Arti che se ben fuse possono aggiungere momenti unici alla magia della sala, là dove tra spettatore e schermo c’è solo un invisibile velo d’aria, celato dall’oscurità dell’ambiente. Per il suo terzo lungometraggio, il regista e sceneggiatore spagnolo Eugenio Mira punta a un genere inflazionato ma comunque sempre di moda, quello del thriller psicologico, condensando in un ambiente alla Panic Room l’intera proiezione, con riflettori puntati su Elijah Wood e sul suo aguzzino. La storia di per sé sarebbe anche originale e si chiarisce solo verso le ultime battute, ma si tratta dell’unico aspetto positivo perché il resto è un Requiem in Re minore.

Elijah Wood in una scena di Il ricattoLa struttura narrativa ha numerosi punti di contatto con In linea con l’assassino e nonostante siano trascorsi 12 anni il ritornello, al limite del plagio, è stato ripreso di netto dal regista spagnolo: un attore in primo piano, un burattinaio invisibile, un ricatto che nasconde un segreto e personaggi di contorno che stringono il cuore del protagonista e cercano di indurire quello dello spettatore verso il suo carnefice. In linea con l’assassino, però, aveva momenti realmente intensi, quei classici breathtaking che fanno saltare sulla poltrona: qui invece la forza con cui si “zappa” sui tasti e quel dialogo pianista-killer di sottofondo durante l’esecuzione di opere impegnative – ridicolo per la modalità (quanti ne sarebbero capaci, se non provvisti di un dual-cervello?) e chiarezza della comunicazione (le nanomachine di Metal Gear Solid sembrano preistoria, a confronto) – finiscono per abbattere quei pochi pilastri che avrebbero, almeno, salvato l’apparenza e giustificato il prezzo del biglietto.

Nonostante due affermati attori come Elijah Wood e John Cusack Gran Piano, titolo originale dell’opera, è uno spartito bianco con imbrattate qui e lì delle note, rigorosamente in inchiostro simpatico.


La locandina de Il ricattoTitolo: Il ricatto (Grand Piano)
Regia: Eurgenio Mira
Sceneggiatura: Damien Chazelle
Fotografia: Unax Mendía
Interpreti: Elijah Wood, John Cusack, Kerry Bishé, Tamsin Egerton, Allen Leech, Don McManus, Dee Wallace, Alex Winter, Jack Taylor, Beth Trollan, Chris Bobrowski,Jim Arnold, Ricardo Alexander, Rachel Arieff, Angie Arieu, Christopher Kahler, Joe Lewis, Andrew Moczarnik
Nazionalità: Spagna, 2014
Durata: 1h. 30′


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Attualmente ci sono 5 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Spunto interessante ma non troppo originale e comunque non trasposto nel modo migliore.
    Veramente troppo inverosimile e, a tratti, noioso. Un’attimo in più di cervello e ne sarebbe venuto fuori un’onesto thriller alla Hitch.
    Zero suspance.
    Non salvo neanche i due attori.
    Concordo con la recensione su tutto.

  2. Marco scrive:

    Fabrizio, Albe (o chiunque lo abbia visto) che ne pensate di “Whiplash”, film di Chazelle (qui sceneggiatore)?

  3. Marco scrive:

    Avviso che nella pagina “W” delle recensioni, andando in ordine, dopo quella di “Welcome” segue quella di “White Noise” e ” White Oleander”. Ecco perchè chiesi il parere su codesta pagina, non trovando “Whiplash” :).

  4. Alberto Cassani scrive:

    Grazie dell’avviso, evidentemente mi ero dimenticato di aggiungerlo. Ho corretto.

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