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"Whiplash" di Damien Chazelle

11 febbraio 2015 Recensioni 7 Commenti
Whiplash

Warner, 12 Febbaio 2015 – Violento

Andrew Neiman ha 19 anni, è al primo anno di conservatorio e sogna di diventare un grande batterista. Terrence Fletcher, il direttore dell’orchestra della scuola, lo sceglie come batterista di riserva, ma quello che a Andrew sembra un sogno si tramuta molto presto in un incubo…


Una scena di WhiplashMusica e cinema sono due arti che, se ben fuse, possono aggiungere momenti unici alla magia della sala. A volte, però, questo non accade e si finisce per assistere a una dolorosa cacofonia invece che a una sinfonia capace di scaldare il cuore, come nel caso di Il ricatto di Eugenio Mira. La stessa sensazione la si prova guardando Whiplash di Damien Chazelle, che del film di Mira era sceneggiatore. Ma questa volta accade non per il fallimento della pellicola, ma per la sua perfetta riuscita.

Miles Teller e J.K. Simmons in una scena di WhiplashConsiderata nel 2012 una delle migliori sceneggiature ancora non realizzate, Whiplash pone al centro della storia un personaggio antipatico, talmente ossessionato dalla sua passione da rifiutare tutto e tutti. Un personaggio che, in qualunque altro film, avremmo amato veder fallire. Ed è questo che crea la cacofonia, perché Chazelle è capace di farci parteggiare per lui nonostante dentro di noi vorremmo tanto prenderlo a schiaffi. Ci riesce non solo mettendogli contro un antagonista davvero odioso, ma anche (e forse soprattutto) facendoci capire come dietro quell’ossessione non c’è nient’altro che un tipico adolescente insicuro come mille altri.

Una scena di WhiplashSarebbe ingiusto dire che J.K. Simmons si mangia il film fin dalla sua prima apparizione, ma non ci riesce solo perché il film in sé è sufficientemente solido da resistergli. Il cuore di Whiplash, ancor più del jazz che il protagonista suona, è proprio il costante scontro tra lui e il suo insegnante. Ma più che un insegnante di musica Fletcher sembra un nuovo sergente Hartmann, e non c’è dubbio che per interpretarlo Simmons sia tornato con la mente al suo Vern Schillinger di Oz. Ma appunto, la grandezza di Whiplash non è solo nel virtuosismo di un solista quanto nella cacofonica perfezione di un insieme degno del miglior Charlie Mingus.


La locandina di WhiplashTitolo: Whiplash (Id.)
Regia: Damien Chazelle
Sceneggiatura: Damien Chazelle
Fotografia: Sharone Meir
Interpreti: Miles Teller, J.K. Simmons, Paul Reiser, Melissa Benoist, Austin Stowell, Nate Lang, Chris Mulkey, Damon Gupton,Suanne Spoke, Charlie Ian, Jayson Blair, C.J. Vana, Henry G. Sanders, Sam Campisi, April Grace, Kavita Patil
Nazionalità: USA, 2014
Durata: 1h. 47′


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Attualmente ci sono 7 commenti a questo articolo:

  1. dariazzo scrive:

    Grande riferimento.
    Non mi perderò questo film e godrò nella consegna dell’Oscar a Simmons, ottimista nel verificare la somiglianza del suo personaggio con quello di Schillinger. Pronunciato “SchillingHer”, altrimenti si incazza.

  2. Fabrizio Degni scrive:

    Cacofonia… hai rimarcato a piu’ riprese questo concetto volendo evidenziare come il film vada visto non per quello che sia quanto per quello che potrebbe essere: un’analisi introspettiva, un vagabondare fra le righe e le battute, un ritmato incalzante tra una rullata e l’altra che di certo va oltre il mero punto di vista di questo “rapporto”. Il film incuriosisce piu’ per la tua descrizione e’ che la trama di suo, evidentemente non e’ cosi’ facile esprimere concetti che vanno ben oltre la causa effetto in una manciata di righe.

    Non vedo l’ora di recuperarlo in BR! Grazie!!!

  3. skumkyman scrive:

    Un romanzo di formazione al ritmo sincopato del jazz che fa riflettere, e molto, anche su aspetti legati più prettamente al mondo della didattica e al fine ultimo dell’istruzione. Un fiml immenso e pieno di tante chiavi di lettura da essere inevitabilmente destinato a finire in collezione, anche per la colonna sonora!

  4. Guido scrive:

    Film eccezionale.
    Bravissimo Teller, strepitoso Simmons.
    Peccato solamente per la scena dell’incidente , decisamente evitabile.
    Finale da urlo.

  5. dariazzo scrive:

    Riuscito finalmente a vederlo!
    Immagino che per chi non conosca Vern, questo si aun film molto più straordinario di quanto sia per chi ha visto Oz.
    Anche a me è comunque piaciuto molto.

    La scena problematica è quella del bar in cui il maestro spiega le sue intenzioni all’allievo. Ennesimo film americano con spiega del perché chi fa cosa, sinceramente insopportabile.

    Comunque fa sempre piacere vedere qualcosa in cui bene e male si mescolano, eliminando ogni elemento che potrebbe minare l’equlibrio tra uno e l’altro (come la lietissima uscita di scena della pseudo-ragazza del protagonista) .

  6. Alberto Cassani scrive:

    Vero, purtroppo il film concede troppo alle formule tipiche hollywoodiane, ma è comunque forte al punto giusto. La fidanzata peso ci sia solo per quello, perché per il resto non serve a niente: le cose che lui le dice potrebbe dirle benissimo al padre. Lo spiegone finale (che peraltro si basa sul racconto sbagliato del piatto di Bird) ha per lo meno il pregio di rendere più sorprendente il concerto finale. Poi è chiaro che Simmons “schllingeriggi” dalla prima all’ultima inquadratura, ma è stato preso apposta…)

  7. Marco scrive:

    Ottimo film. Concordo con la recensione su tutto.
    Appassiona totalmente e rapisce.
    Bellissima regia che ci regala scene e momenti da voler rivedere quasi subito.
    Grandi interpretazioni ed Oscar strameritato.

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