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"In linea con l'assassino" di Joel Schumacher

11 maggio 2003 Recensioni 4 Commenti
In linea con l'assassino

20th Century Fox, 27 Giugno 2003 – Efficace

Un arrogante press agent newyorchese telefona alla giovane amante da una cabina telefonica. Subito dopo aver parlato con la ragazza il telefono squilla e lui risponde, ma dall’altra parte c’è un folle cecchino che minaccia di ucciderlo se lascerà la cabina e se non seguirà le sue indicazioni…


Colin Farrell e Keith Nobbs in In linea con l'assassinoRispondere al telefono è probabilmente una delle azioni più comuni e apparentemente prive di pericolo che si possono compiere. Hollywood, però, ci mostra sempre più frequentemente che non è poi così innocuo alzare la cornetta, e che in molti casi una semplice telefonata presagisce qualcosa di molto pericoloso. Basti pensare alla sequenza iniziale di Scream, o alla telefonata mortale che ricevono i protagonisti di The Ring.

Forrest Whitaker e Colin Farrell in In linea con l'assassinoDirigendo il film in soli 11 giorni con mezzi e budget ridottissimi, Joel Schumacher confeziona con In linea con l’assassino un buon thriller, che tratteggia e condanna i vizi e gli errori della nostra società. Infatti il cecchino assume l’atteggiamento di un “giustiziere” il cui scopo è quello di punire il protagonista, reo di tradire la moglie, di ingannare l’amante nascondendole di essere sposato, di corrompere, di mentire… insomma un peccatore che deve pagare per i peccati commessi. Una lotta per la sopravvivenza appesa, letteralmente, ad un filo.

Colin Farrell in In linea con l'assassinoNonostante si svolga in un luogo circoscritto come la cabina – e la strada in cui essa si trova – il film evita di scadere nella noia. Il merito non è tanto dello sceneggiatore Larry Cohen ma di un astuto Joel Schumacher (Batman Forever, 8mm – Delitto a Luci Rosse), che pur non sbizzarrendosi fino in fondo con l’uso della macchina da presa mantiene alta la tensione, cosa essenziale in un film come questo. Il regista si concentra sull’interagire nervoso e a tratti disperato tra il protagonista e il cecchino, e sul susseguirsi di stratagemmi messi in pratica dal ragazzo per comunicare con la moglie e con l’agente della polizia interpretato da un convincente Forest Whitaker. La regia di Schumacher, caratterizzata dal frequente uso della camera a mano, rende palpabile e convincente l’atmosfera “claustrofobica” e caotica che circonda il protagonista.

Katie Holmes in una scena di In linea con l'assassinoCome se non bastasse, in In linea con l’assassino si può leggere chiaramente un duro attacco nei confronti dei media, che accorrono in massa a seguire la vicenda e, che come al solito, sono sempre pronti a sfruttare situazioni imprevedibili e pericolose per renderle eventi mediatici. E’ inevitabile, poi, menzionare la macabra somiglianza del film con la vicenda del cecchino che nell’ottobre 2002, spostandosi indisturbato tra l’Alabama e Washington, ha ucciso 11 persone. Il film, che doveva uscire proprio nello stesso mese, è stato rimandato fino ad inizio aprile, ottenendo peraltro un buon successo di pubblico.

Colin Farrell e John Enos III con Arian Ash sullo sfondo in una scena di In linea con l'assassinoAl di là della storia e del lavoro svolto dal regista, in In linea con l’assassino chi merita una lode particolare è Colin Farrell, che ha recentemente lavorato con Tom Cruise in Minority Report di Spielberg e con Al Pacino ne La regola del sospetto dopo che è stato proprio Schumacher a farlo conoscere con Tigerland. Questa volta il regista gli ha dato la possibilità di mostrare tutto il suo talento, in un vero e proprio one man show. E’ lui, infatti, a reggere tutta la storia, a farci riconoscere nel suo personaggio, a svelare man mano il terrore e l’angoscia che chiunque proverebbe in una situazione in cui una mossa sbagliata può costare la vita.


La locandina statunitense di In linea con l'assassinoTitolo: In linea con l’assassino (Phone Booth)
Regia: Joel Schumacher
Sceneggiatura: Larry Cohen
Fotografia: Matthew Libatique
Interpreti: Colin Farrell, Forrest Whitaker, Katie Holmes, Rhada Mitchell, Kiefer Sutherland, Paula Jai Parker, Arian Ash, Tia Texada, John Enos III, Keith Nobbs, Richard T. Jones, Dell Yount, James MacDonald, Josh Pais, Colin Patrick Lynch
Nazionalità: USA, 2002
Durata: 1h. 21′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Mickey Rourke scrive:

    Joel Schumacher l’ho conosciuto tramite i film di Batman ( quelli con Val Kilmer e Clooney ) e l’ho considerato subito un regista mediocre, ma quando ho visto questo thriller sono rimasto con il fiato sospeso. è quasi paragonabile ad un film di Mann, e poi è tutto incentrato in una cabina telefonica, uno spazio ristretto e terrorizzante, e da un Colin Farrell che si osserva intorno cercando il cecchino che lo tiene sottomira. è veramente originale e stupendo, con pesanti dosi di cinismo e durezza efficace. Così Joel Schumacher è diventato un acclamato regista, e Farrell, si è fatto una reputazione ( Infatti in quegli anni era alcolizzato.) Cosa avete da dire riguardo il film in questione?

  2. Marco scrive:

    D’accordo con la recensione. Buon thriller. Buona regia che non annoia. Bravo Farrell e la durata ristretta aiuta molto.

  3. Marco scrive:

    Rivisto e ricondivido il mio precedente commento.
    Albe che ne pensi te?

  4. Alberto Cassani scrive:

    A me era piaciuto. Non mi aveva infastidito la costrizione di spazio e tutto sommato mi aveva divertito.

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