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"Insidious" di James Wan

15 maggio 2014 Recensioni 16 Commenti
Insidious

FilmAuro, 28 Ottobre 2011 – Terrificante

Una famiglia americana in cerca di un luogo dove crescere con amore i propri figli si trasferisce in una nuova casa, ma un banale incidente si tramuta in un sonno lungo un’eternità per il piccolo Dalton, su cui le Tenebre hanno eclissato ogni possibilità di risveglio…


Patrick Wilson in una scena di InsidiousNella vita le certezze sono chimere, spiragli di luce in giornate in cui il cielo è imbrattato di nuvole ma fortunatamente, almeno per ora, alcune sembrano granitiche, come la stoffa e il talento di James Wan per la produzione di film dalla netta declinazione horror. Con Insidious il regista australiano – idolatrato dopo la sue opera principe Saw – anziché puntare sul “more of the same“, sull’usato sicuro, sui cliché che lo hanno reso famoso e vincente, sposta l’attenzione dal materiale e sadico cinismo tipico della mente umana all’etereo e intangibile caratterizzante l’iperuranio, in quell’indefinito che spiazza e destabilizza lasciando spettatori dentro e fuori lo schermo alla mercé degli eventi, dell’ignoto.

 Ty Simpkins in una scena di InsidiousFantasmi e case infestate hanno battuto a terra e fuoco il sentiero degli Studios, per questo Wan, anziché fare leva su espedienti classici come porte cigolanti, gole profonde, make-up esagerati che avrebbero di certo suscitato orrore più che terrore, va a saccheggiare quelle vettovaglie che sono riserva del nostro inconscio, l’ultimo baluardo in un terreno lastricato, dove l’equilibrio è precario e non ci sono reti di sicurezza a parare la caduta. Si diventa così complici e partecipi di una famiglia che si trova a fronteggiare un assurdo, si vive con loro il dolore e la sofferenza di essere inermi, di dover constatare come anche l’amore abbia dei limiti quando costretto a scendere nei gironi infernali.

Patrick Wilson e Rose Byrne in InsidiousLa tensione è palpabile, e benché la pellicola non abbia mai cali di ritmo, il peso che questa apporta accentando ogni singolo fotogramma, rende la visione angosciosa, pesante, come quando, travolti da una valanga di neve, si annaspa in apnea per risalire in superficie, consapevoli che ogni respiro potrebbe essere l’ultimo e ogni istante candidato per il trapasso. Un film che merita di essere visto, che si ami o no il genere, il cui unico neo è quello di non essere una pietra unica ma una gemma rara con un seguito già passato in sala…


La locandina di InsidiousTitolo: Insidious (Id.)
Regia: James Wan
Sceneggiatura: Leigh Whannell
Fotografia: David M. Brewer, John R. Leonetti
Interpreti: Patrick Wilson, Rose Byrne, Ty Simpkins, Lin Shaye, Leigh Whannell, Angus Sampson, Barbara Hershey, Andrew Astor, Corbett Tuck, Heather Tocquigny, Ruben Pla, John Henry Binder, Joseph Bishara, Philip Friedman, J. LaRose
Nazionalità: USA – Canada, 2010
Durata: 1h. 43′


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Attualmente ci sono 16 commenti a questo articolo:

  1. Andrea T. scrive:

    Concordo con la recensione. Questo e “Sinistre” fra i migliori thriller/horror degli ultimi anni

  2. Andrea T. scrive:

    Intendevo “Sinister” dannato correttore :-)

  3. Fabrizio Degni scrive:

    Ciao Andrea,
    grazie anzitutto per il commento… mi hanno consigliato di vedere, anzi piu’ che consiglio è stato un imperativo categorico…, L’evocazione, The Conjuring. Prima però c’è anche il secondo episodio che può bussare alla tua porta.

    Buona serata!!!

  4. Andrea T. scrive:

    Ciao Fabrizio, li ho visti entrambi. A mio avviso non superano Insidious e Sinister (per il quale avrei scommesso su un seguito ma pare non ci sia niente in cantiere) però sono entrambi meritevoli di visione.

  5. Fabrizio Degni scrive:

    Buondi Andrea,
    Sinister posso vedere se disponibile in BR e vederlo così da commertarlo insieme ma non appena avrò modo di dedicarmi una serata, sarà certamente per The Conjuring. Per il resto penso che il panorama thriller-horror non abbia altro da aggiungere, sfortunatamente, verbo di Wan.
    Una curiosità…. Argento a parte, non c’è nessun regista italiano che abbia voluto provarci nei nostri giorni? Chiedo in broadcast anche ad Alberto.

  6. Andrea T. scrive:

    Degli italiani ricordo il passabile “Shadow” di Zampaglione, il pessimo “La notte del mio primo bacio”, l’orrendo e incommentabile “In the market” e il mediocre “At the end of the day”…

  7. Alberto Cassani scrive:

    In realtà il panorama horror italiano è piuttosto vivo nell’ambito indipendente, anche con cortometraggi. Ad esempio “Il bosco fuori” di Gabriele Albanesi non è male. Poi non sempre la qualità va di pari passo con le intenzioni, ovviamente. Certo è che il cinema horror italiano “ufficiale” ormai è a livelli tragici.

  8. Fabrizio Degni scrive:

    @Alberto: Sarebbe interessante fare una certina sulle produzioni Web, quelle diffuse tramite youtube, a costo zero-oquasi e sì, sfruttate dai cinemakers italiani per promuoversi.

  9. Alberto Cassani scrive:

    A livello di microproduzioni, l’horror è senz’altro uno dei generi più frequentati, sia per la passione degli autori sia perché si ha l’impressione (che hanno anche i registi “veri”) che dietro il gore si possa nascondere qualunque bruttura. Farne una cernita sarebbe praticamente impossibile.

  10. Marco scrive:

    Albe pareri su “L’evocazione”?

  11. Alberto Cassani scrive:

    Non l’ho visto.

  12. Marco scrive:

    Riguardo “The Conjuring”, sicuramente meritevole di visione, con una prima parte sull’infestazione della casa, con alcune scene indovinate ottimamente girate, migliore di una seconda riguardante la possessione della madre abbastanza risaputa ma comunque discreta (anche perchè inframmezzata con altri passaggi sull’infestazione).
    Molto belle le due scene (una è il prologo) con protagonista la bambola Annabelle.
    Ottima fotografia, musica e comparto attoriale indovinato.
    Migliore di “Insidious” però gli ho preferito le precedernti opere di Wan.

  13. Fabrizio Degni scrive:

    The Conjuring è da mesi che l’ho on-hold… purtroppo la sera/notte in questo periodo non trovo modo di ritargliare qualche ora di veglia per gustarmelo nell’oscurità perché non appena tocco qualcosa di morbido (coperte per evitare fraintendimenti!!!) la catalessi è assicurata.

  14. Alberto Cassani scrive:

    Visto ieri, The Conjuring. In effetti la prima parte è molto ben riuscita, la seconda meno ma comunque funziona. Il prologo con la bambola è interessante ma è recitato da cani. Nel complesso è uno dei film horror che più riesce a spaventare visti negli ultimi anni.

  15. Plissken scrive:

    Ho dedicato a questa pellicola una visione notturna, nella speranza di potervi cogliere spaventevoli rimembranze inerenti il thriller psicologico/horror di cui oramai, a mio avviso, quasi non sussiste traccia nel panorama cinematografico odierno.

    L’aspettativa è andata, puntualmente, delusa, in quanto (forse avendo superato la soglia dei sedici anni?) non sono proprio riuscito a cogliere e metabolizzare aspetti legati a tale aspetto, se non mediante una leggerissima inquietudine ravvisabile in circostanze di natura sporadica. Nel film difatti non è certo difficoltoso individuare moltissimi aspetti già trattati ad iosa nel cinema di genere, talmente evidenti che nemmeno mi viene voglia di elencarli, ergo…

    A mio personale avviso va comunque riconosciuta al regista un’ottima padronanza del “mestiere”, implementata principalmente mediante l’uso, piuttosto sapiente, dei movimenti di macchina che effettivamente, assieme ad espedienti propri della fotografia, gettano un ottimo incipit per aspettative che poi però vanno deluse.

    Ho ravvisato poi, secondo la mia personale lettura, alcune parti e personaggi non ben integrati nella vicenda, con riferimento principale ai due assistenti della medium i cui simpatici siparietti per quanto aventi valore presi a sé sembrano estorti ad una italica fiction. La parte ultima del film inoltre, per quanto ottimamente fotografata, è risultata fin troppo prolissa nel fare da premessa ad un finale non disprezzabile ma un po’ “tirato via”.

    Per quanto rispettando appieno l’opinione del recensore e degli utenti in calce, ritengo questo film un horror adatto tutt’al più agli adolescenti per portare al cinema una coetanea appetibile (magari confidando in un sussulto con relativo abbraccio) col rischio che, e quello sì sarebbe terrificante, il padre della pulzella apparga insidioso dalla fila alle spalle.

  16. Marco scrive:

    Rivedendolo l’ho rivalutato relativamente.
    I pregi della pellicola sono sicuramente un’ottima regia e un buon montaggio.
    Da menzionare sicuramente la scena del racconto del sogno della madre del protagonista e la “camminata” finale nell’Aldilà (a parte la scazzottata con Ozzy Osbourne!), per il resto storia, spaventi e sussulti risaputi ma non superficiali, anzi, che ben sono inseriti nel contesto.
    Musica giustamente insidiosa e fotografia che riesce a far trasparire logubricità alla pellicola.
    Non il miglior Wan ma più di una spanna superiore ai più recenti horror.

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