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"L'intervallo" di Leonardo Di Costanzo

22 marzo 2016 Recensioni 0 Commenti
L'intervallo

Luce Cinecittà, 5 Settembre 2012 – Autentico

Veronica è una ragazza di 15 anni che ha la colpa, in una periferia degradata di Napoli, di piacere a un ragazzo di un clan. Per questo viene sequestrata da un piccolo boss nemico e rinchiusa in un fatiscente ospedale abbandonato con, a guardia, un timido e impacciato venditore di granite…


Francesca Riso in L'intervalloOpera prima di Leonardo Di Costanzo, L’intervallo è un film a bassissimo budget con protagonisti attori non professionisti selezionati dal regista nel quartiere di Napoli dove l’azione si svolge. Azione per modo di dire, in quanto tutta la vicenda – che dura l’arco di una giornata – ha, come elemento essenziale, i dialoghi tra una ragazza e il suo custode/carceriere. Significativo, fin dall’inizio, il contrasto tra le personalità dei due personaggi (praticamente gli unici protagonisti di L’intervallo, a parte due scene – quella iniziale e finale – necessarie per dare un senso alla storia): quella della ragazza forte e decisa, e quella del suo carceriere, “Salvatore ‘o chiattone”, timido e fin troppo autentico e impacciato.

Francesca Riso e Alessio Gallo in una scena di L'intervalloDall’iniziale reciproca diffidenza e sospetto, pian piano grazie a una sceneggiatura ben studiata e a dialoghi magistralmente articolati e dosati si passa a un’atmosfera più pacata e serena, nonostante l’attesa per l’inevitabile evento di là da venire, l’arrivo del camorrista. I due ragazzi, quasi coetanei, instaurano un rapporto di reciproca fiducia: si dividono persino un panino, cominciano a raccontarsi i loro sogni, le loro speranze immaginando, con un volo della fantasia, di salpare su una barca sfondata trovata in un sotterraneo del fabbricato verso un mondo sognato perfino con timore. Dimenticando il tetro ambiente in cui si trovano e la loro vita ancora più squallida.

Francesca Riso in una scena di L'intervalloDa qui il titolo del film: un intervallo, appunto; un piccolo spazio senza speranza in una vita spoglia e desolata. Ma la giornata volge al termine, e perfino la forte determinazione della ragazza nel non cedere all’imposizione del boss impallidisce e alla fine svanisce. L’intervallo è finito, la vita e la relativa condanna che ha stabilito per i protagonisti ha il sopravvento. Il tutto si chiude in una mancia “per il disturbo” che il ragazzo riceve per l’incarico svolto e nel «Tutto a posto» che pronuncia al ritorno a casa con il suo carretto delle granite.

Francesca Riso in un momento di L'intervalloAssolutamente magistrale l’interpretazione di Francesca Riso, al suo esordio sullo schermo. Raffinata la fotografia, affidata a Luca Bigazzi, che utilizza al massimo lo squallore degli ambienti per dare ancora più forza alle vicende personali dei protagonisti. Il film fu presentato nel 2012 alla 69ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e ha successivamente mietuto una numerosa serie di premi (David di Donatello, diversi Nastri d’Argento, Globo d’oro, quasi tutti assegnati al regista).


La locandinaTitolo: L’intervallo
Regia: Leonardo Di Costanzo
Sceneggiatura: Maurizio Braucci, Mariangela Barbanente, Leonardo di Costanzo
Fotografia: Luca Bigazzi
Interpreti: Francesca Riso, Alessio Gallo, Carmine Paternoster, Salvatore Ruocco, Antonio Buil, Jean-Yves Morard
Nazionalità: Italia, 2012
Durata: 1h. 26′


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