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King Arthur - Il potere della spada di Guy Ritchie

2 gennaio 2018 Recensioni 2 Commenti
King Arthur - Il potere della spada

Warner Bros., 10 Maggio 2017 – Epico

Re Artù, le sue gesta e la leggendaria spada Excalibur sono protagonisti di uno scontro di potere, di tradimenti familiari e ambizioni smisurate. Privato dei genitori da bambino, Arthur scoprirà le sue vere origini e il suo destino, solamente una volta diventato adulto…


C’è una forte componente britannica in King Arthur – Il potere della spada, nuova versione della leggenda di Artù: la fonte stessa, la regia, la sceneggiatura, i due protagonisti maschili… L’antica Britannia viene fatta rivivere sia nella contemporaneità degli effetti speciali sia nelle sue essenze primitive, per un film epico che può soddisfare gli amanti del genere. Quando i personaggi sono leggendari, ma con alcune fondamenta nella lontana Storia, generano a loro volta leggende dalle quali attingere anche in più direzioni, e questa versione cinematografica ne è il risultato.

Oltre a quella di Re Artù, sembrerebbe addirittura vedersi l’intreccio di un’altra tradizione molto forte e tipicamente britannica, la tragedia scespiriana. Inevitabile, infatti, leggere nel personaggio di Vortigern un rimando a Macbeth Re di Scozia: altrettanto assetato di potere, allo stesso modo ammaliato dalla prospettiva di diventare sovrano fattagli da tre streghe, e accomunato dalla tragedia che ne scaturisce. Certamente, il resto di King Arthur – Il potere della spada ha ben altre intenzioni e non si sofferma su questo tono, che è soltanto la premessa per scatenarne i fatti. L’azione e l’avventura sono i veri motori del film, che ricorre a volte a ritmi veloci, come la sequenza che ripercorre la vita di Arthur bambino orfano fino al suo diventare un giovane uomo.

Ferme restando queste caratteristiche, che tendono a creare un film spettacolare, ci sono momenti con spunti apprezzabili, come accade in un’altra sequenza. Si tratta di quella in cui Vortigern si prepara a sbarazzarsi dell’incomodo nipote ritrovato, e assaporare la sensazione inebriante di essere non solo Re ma addirittura tiranno, perché «Non importa se mi odiano, l’importante è che mi temano». È la brama di potere portata molte volte sul grande schermo – e non solo – ma è una scena in cui si esprimono queste sensazioni in modo quasi tangibile, specie con l’utilizzo della macchina da presa, che si concentra sul sovrano e sulla sua soggettiva verso i suoi sudditi, per poi spostarsi ad abbracciare tutta la grandezza e maestosità del paesaggio, che a sua volta sottolinea il potere regale.


La locandina di King Arthur - Il potere della spadaTitolo: King Arthur – Il potere della spada (King Arthur: Legend of the Sword)
Regia: Guy Ritchie
Sceneggiatura: Joby Harold, Guy Ritchie, Lionel Wigram
Fotografia: John Mathieson
Interpreti: Charlie Hunnam, Astrid Bergès-Frisbey, Jude Law, Djimon Hounsou, Eric Bana, Aidan Gillen, Freddie Fox, Craig McGinlay, Tom Wu, Kingsley Ben-Adir, Neil Maskell, Annabelle Wallis, Geoff Bell
Nazionalità: USA, 2017
Durata: 2h. 06′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Marco ha detto:

    Apprezzabile il prologo ed alcune scene a sè stanti, per il resto direi un’occasione mancata, non tanto per il montaggio e la regia (che sono tipici di Ritchie) ma per la sceneggiatura mal scritta e mal gestita o che, comunque, non mi ha destato minimo interesse.

  2. Marco ha detto:

    Dimenticavo un appunto sulla colonna sonora: molto bella, piaciuta in ogni suo contesto.

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