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"King Kong" di Peter Jackson

12 dicembre 2005 Recensioni 9 Commenti
King Kong

Uip, 16 Dicembre 2005 – Compiaciuto

È il 1933, e gli Stati Uniti non hanno ancora superato completamente la Grande Depressione. Un regista sull’orlo della bancarotta scrittura una giovane e sconosciuta attrice e nel giro di poche ore parte con tutta la troupe alla volta della misteriosa Skull Island…


King KongTorna con un’altra opera mastodontica, Peter Jackson. Un’opera attesa con trepidazione da tutti gli spettatori che hanno scoperto il regista neozelandese grazie alla trilogia dell’Anello, ignorandone invece gli esordi splatter. Gli stessi spettatori che, probabilmente, non capiranno la battuta su Fay Wray e Merian Cooper all’inizio del film ma che sono ben disposti nei confronti di uno spettacolo di oltre tre ore all’insegna degli effetti speciali digitali. Il King Kong di Jackson è sicuramente un film dal notevole impatto spettacolare, eppure appare involuto e sbilanciato rispetto a quanto ci si poteva aspettare. E’ un film che perde spesso la misura nella costruzione delle singole scene e non riesce a contenere la sua volontà di sorprendere a tutti i costi, sacrificando l’efficacia della sceneggiatura sull’altare della spettacolarità. Probabilmente, però, Jackson sapeva bene che avrebbe trovato tra il pubblico orecchie pronte ad ascoltarlo in ogni caso.

Una scena di King KongRicco di divertenti e divertite citazioni e auto-citazioni, ma realmente con un passo da commedia solo nella prima parte – prima di una virata verso l’horror ed una seconda verso il sentimentalismo, King Kong è una dichiarazione d’amore verso il cinema e i film che hanno convinto Peter Jackson a fare il regista. E’ una pellicola che sembra voler dare al suo pubblico esattamente ciò che il suo pubblico vuol vedere, senza porsi il problema di cosa davvero sarebbe stato meglio raccontare, e di come sarebbe stato più efficace raccontarlo.
Adrien Brody e Jack Black in King KongNon c’è dubbio, infatti, che se la durata fosse stata inferiore di una mezz’ora lo spettacolo ne avrebbe guadagnato. Così, ad esempio, la lotta con i dinosauri ed i vermoni giganti sembra non voler finire mai e la scena sul lago ghiacciato è quanto di più stucchevole si possa immaginare. Ma non è questione di mera durata eccessiva, attenzione: è la narrazione in quanto tale ad essere sbagliata, dedicando troppo tempo ad episodi che non l’avrebbero meritato a discapito di risvolti della trama che finiscono per essere del tutto ignorati.

Naomi Watts in King KongIncentrato in modo particolare sul rapporto tra la Bella e la Bestia, questo King Kong è un film che fa, ovviamente, degli effetti speciali il proprio cavallo di battaglia. E se non si può non rimanere incantati davanti alla perfezione del volto di Kong (cui presta le espressioni l’Andy Serkis che già fu Gollum), non si può non notare come in più di un’occasione l’interazione tra attori umani e personaggi e fondali computerizzati sia tutt’altro che perfetta. Eppure, nel suo insieme, il film avvolge lo spettatore come una giostra colorata e rumorosa. Magari non riesce ad incantarlo e forse lo annoia anche un po’, ma gli stordisce i sensi e lo trascina in un mondo ai limiti dell’immaginazione. E forse è sbagliato chiedergli di più, perché in fondo se Peter Jackson si diverte e il pubblico dimostra di apprezzare, allora va bene anche così.


La locandina statunitense di King KongTitolo: King Kong (Id.)
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Fran Walsh, Philippa Boyes, Peter Jackson
Fotografia: Andrew Lesnie
Interpreti: Naomi Watts, Jack Black, Adrien Brody, Andy Serkis, Jamie Bell, Kyle Chandler, Lobo Chan, Thomas Kretschmann, Evan Parke, Colin Hanks, John Sumner, David Dengelo, Stephen Hall, Richard Kavanagh, Louis Sutherland, Ray Woolf
Nazionalità: Nuova Zelanda – USA, 2005
Durata: 3h. 07′


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Attualmente ci sono 9 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Emozionante e bellissimo.
    Si faccia avanti chi a cui non è piaciuto e dica la sua.

  2. Marco scrive:

    Bellissimo film. Grande Jckson. Un degno remake dell’originale del ’33.
    Effetti speciali superbi. 180 minuti che riescono ad incantare!!!

  3. Sebastiano scrive:

    A me sembra un po’ trascinato.
    Personalmente credo che per qualsiasi storia raccontat al cinema 2 ore siano abbastanza.
    Jackson, del resto, aveva ormai le tasche piene di soldi e non ha badato a spese.

  4. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Però la scena di Jack e del cameramen nella fossa degli insetti non ricordavo di averla vista al cinema, comunque insieme alla scena del combattimento con i tirannosauri sono forse le più d’effetto di tutto il film.

  5. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Una vittoria schiacciante contro la censura che tolse al capolavoro del 1933, le bestie di Skull Island.

  6. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Dopo averci stupito con le sue visioni horror-demenziali ( Fuori di testa e Splatters – gli schizza cervelli ), con la sua Terra di Mezzo ( la Trilogia del Signore degli Anelli ), il premio Oscar Peter Jackson realizza quello che è il remake del classico film dell’orrore King Kong del 1933.
    La storia del grande scimmione che da una natura contaminata dall’aspra lotta per la sopravvivenza è trasportato nella civiltà, ha probabilmente colpito nel profondo questo regista di ottimo livello fino a spingerlo alla realizzazione del suo quarto film nel III millennio.
    King Kong di Peter Jackson oltre ad essere uno dei film più acclamati degli ultimi anni è anche una vittoria schiacciante contro la censura che in quel lontano 1933, all’epoca del cinema muto, tagliò dal film le creature di Skull Island che terrorizzarono il grande pubblico.
    Ma i pupazzetti della versione del 33 fanno quasi ridere se confrontati con gli imponenti dinosauri ( dal gigantesco diplodoco al terrificante tirannosauro ) realizzati con la computer-graphic.
    Quarta collaborazione con Andy Serkis ( Gollum ne Il signore degli Anelli ) che interpreta anche questa volta un personaggio completamente digitale ma che veste il ruolo di protagonista del film: King Kong.
    Oltre ad essere un action, King Kong è anche un film dove si parla d’amore, quello fra il grande gorilla e la bella dai capelli dorati.
    È il filo sottile che lega ancora gli uomini dai primati da cui discendiamo, perché Jackson, probabilmente anche senza volerlo, ha messo in mostra una teoria evoluzionistica molto potente: e se l’amore fosse un istinto primordiale?
    Perché quello fra Kong e Ann è un vero amore e Kong è l’amante perfetto quello che ama con il cuore e che è disposto a morire pur di salvare la sua amata da coloro che considera una minaccia.

  7. Antonio scrive:

    Ho rivisto il film recentemente e devo dire che ha dei buoni momenti ma mi ha lasciato un retrogusto insipido .
    Penso che questo film rappresenti la vera transizione di Jackson al cinema puramente commerciale senza pretese . Ha dei momenti davvero toccanti (soprattutto le scene finali ) ma si perde con delle sottotrame inutili e riempitive . Non voglio essere frainteso perché e’ un buon remake ma nei film successivi di Jackson ci sono i stessi problemi : incapacità di sintesi narrativa , effetti speciali cartooneschi e troppa carne al fuoco !
    Le scene più bella rimangono quelle sulla Skull island con i V Rex e quei scaraffagioni (identica scena ,!!!, rivista nella Desolazione di Smaug con i ragnoni) e questo mi rende curioso verso lo spin off con Tom Hiddleston “Kong-Skull Island” marcato Legendary !

  8. Alberto Cassani scrive:

    Non sono sicuro sia giusto dire che questo film sia la transizione di Jackson al cinema commerciale, perché i suoi primi filn erano già senza pretese. Prima del Signore degli Anelli, a parte Creature del cielo aveva diretto solo film a metà strada tra l’horror e la commedia che di certo non si prendevano sul serio. Semmai sarebbe più corretto dire che con questo film fa un passo indietro verso le sue origini filmiche, portandosi però dietro la grandiosità dei budget hollywoodiani.

  9. Marco scrive:

    Rivisto e non cambio opinione.
    Dopo 10 anni è ancora un degno blockbuster che intrattiene ancora in modo superbo.
    Le critiche mosse a Jackson riguardo il suo stile le posso comprendere ma sinceramente a me non danno fastidio anche perchè sei completamente trascinato dal racconto.

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