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"L'amore fatale" di Roger Michell

7 settembre 2004 Recensioni 0 Commenti
L'amore fatale

Mikado, 8 Aprile 2005 – Fulminante

Una mongolfiera passa pochi metri sopra le teste delle persone che si trovano in un parco. L’uomo che la guidava è aggrappato alla fune di ancoraggio, a bordo è rimasto il suo nipotino. E’ quasi un bello spettacolo, guardare quel pallone rosso librarsi in cielo…


Una scenaTratto da un romanzo di Ian McEwan, che funge anche da produttore associato, Enduring Love è un film capace di catturare lo spettatore fin dal magnifico incipit. In effetti, il primo capitolo di Amore fatale è forse il più bello di tutto il libro ed era assolutamente necessario renderne l’intensità anche sullo schermo per non perdere subito la forza dell’opera su cui la pellicola è basata e portare l’intero film al fallimento. E Michell, regista spesso incapace di esprimere totalmente il proprio talento, realizza una scena poetica e al tempo stesso sconvolgente, impressionante nella sua forza drammatica, anche pensando al fatto che usa con eleganza il ralenti e rifiuta le altre tecniche manipolatorie tipiche del cinema drammatico E il modo in cui Michell e lo sceneggiatore Joe Penhall raccontano per immagini un romanzo particolarmente ricco di introspezione come questo di McEwan è efficace per tutta la durata della pellicola. Con il fattivo supporto dello stesso McEwan, gli autori sono sempre riusciti a trovare la giusta via per riproporre sullo schermo i discorsi del romanzo senza diventare pedanti e senza disperdere la forza delle pagine scritte. Chi ha letto e amato il romanzo ne ritroverà qui lo spirito perfettamente intatto, mentre chi non lo ha ancora letto si troverà davanti una pellicola affascinante ed intensa, capace tra l’altro di metter voglia di leggere il libro…

Daniel Craig e Samantha MortonDimostrando in questa occasione, non per la prima volta, qual è il tipo di film che gli piace realizzare, Michell è bravo a raccontare il modo in cui ciò che è accaduto all’inizio condiziona la mente del protagonista, portandolo ad estraniarsi dal mondo che lo circonda a prescindere dalla situazione in cui si trova. Joe rimane talmente ossessionato dall’esperienza vissuta da ritrovare l’immagine, l’idea, di quel pallone aerostatico in ogni oggetto con il quale entra in contatto. Un’ossessione in qualche modo paragonabile a quella che Roy Neary ha nei confronti della montagna di Incontri ravvicinati, anche se in questo caso l’ossessione deriva non tanto da ciò che ha visto quanto dal dubbio di non aver fatto tutto il possibile per portare a terra il pallone.
Rhys IfansDiversa è invece l’ossessione che colpisce Jed, il personaggio di Rhys Ifans, fissato con Dio e con l’idea di aiutare Craig, di cui si dice innamorato. Come risultato, Jed è un personaggio inquietante come pochi altri, a cui l’attore gallese presta ottimamente il fisico allampanato: basti vedere la scenata di gelosia che fa a Joe nel mezzo di una strada affollata per rendersi conto di quanto siano efficaci i personaggi e quanto sia calibrata la messa in scena. E fa davvero piacere vedere per una volta come l’intreccio si svolga in maniera coerente e arrivi ad una conclusione ben girata e ben montata. L’unica soluzione possibile per personaggi così disperati.


La locandina statunitenseTitolo: L’amore fatale (Enduring Love)
Regia: Roger Michell
Sceneggiatura: Joe Penhall
Fotografia: Haris Zambarloukos
Interpreti: Daniel Craig, Rhys Ifans, Samantha Morton, Bill Nighy, Bill Weston, Jeremy McCurdie, Lee Sheward, Susan Lynch, Aoife Carroll, Rory Carroll, Ben Whishaw, Justin Salinger, Andrew Lincoln, Helen McCrory, Rosanna Michell
Nazionalità: Regno Unito, 2004
Durata: 1h. 40′


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