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"L'artista" di Mariano Cohn & Gastón Duprat

31 ottobre 2008 Recensioni 1 Commento
Tommaso Tocci, 31 Ottobre 2008: Sornione
Cinecittà Luce, 2 Ottobre 2009

Jorge lavora come infermiere in un istituto geriatrico. La sua monotona vita prende una svolta improvvisa quando comincia ad occuparsi di un anziano paziente, autistico ma dotato di grande talento pittorico. Grazie a quest’incontro Jorge si avvicina al mondo dell’arte…


Immaginate un personaggio in cui si mescolano il Bill Murray di Broken Flowers, il Billy Bob Thornton de L’uomo che non c’era e il genio pigro e incredulo di Juan Roman Riquelme, trequartista argentino di alterne fortune. Sono le ispirazioni dichiarate per la costruzione di Jorge, un infermiere schivo che colleziona i disegni di un suo anziano paziente. Del tutto a digiuno di arte, Jorge riconosce qualcosa di prezioso nelle opere, e comincia a proporle in giro spacciandole per sue. Quando il successo gli arride, Jorge non può far altro che persistere nell’inganno, sperimentando un curioso distacco tra il ruolo pubblico di artista e quello di effettivo autore delle tele.

 

Film concettuale sull’arte concettuale, El artista ha alle spalle gente che viene dall’ambiente che descrive, e si vede. A seconda delle inclinazioni, lo si può considerare un divertissement che sfrutta i paradossi del mercato dell’arte, prendendo in giro le figure che lo popolano, oppure una riflessione essenziale su questioni estetiche che vanno oltre il semplice “cos’è l’arte?”, domanda che pure è centrale nel lavoro dei giovani registi Cohn e Duprat.

Per mettere in scena l’assurda storia di Jorge, i due scelgono unicamente lunghe inquadrature fisse, dalla composizione ricca eppure statica. Una disposizione originale di oggetti e persone: ogni tanto cominciano a muoversi, altre volte no e rimangono dove sono. Se lo fanno, è unicamente sull’asse della profondità. Ogni sequenza è un puzzle da ricomporre, quando appaiono dei primi piani sghembi tagliati dall’inquadratura sembra di aver montato il pezzo sbagliato. Invece no.

I disegni alla base dell’intreccio non si vedono mai, però si fanno vedere. C’è un’inquadratura ricorrente che è di fatto la soggettiva di un quadro – il campo di visione è composto di piccole fessure geometriche su sfondo nero – e lascia spazio alle parole degli osservatori. Compaiono spesso anche delle inquadrature dalla fotografia alterata, molto poetiche, riservate al solo protagonista.

Tanti piccoli giochini e variazioni, insomma, che tengono vispo l’occhio e fanno correre la mente, impegnata a rincorrere l’estremizzazione dei paradossi di Duchamp, mai aridi grazie allo sguardo perplesso del volatile infermiere. Jorge parla molto poco – grazie alla sua truffa può lasciar parlare gli altri – e come Riquelme quando è svogliato lascia che il gioco si sviluppi di riflesso intorno a lui. Lo aiuta anche una colonna sonora astuta, che aggiunge dinamismo alle azioni/reazioni dei personaggi.

Uno dei film più originali visti al Festival di Roma 2008. Certo è lento, ma del resto lo è anche Riquelme, sennò era Maradona.


Titolo: L’artista (El artista)
Regia: Mariano Cohn & Gastón Duprat
Sceneggiatura: Andrés Duprat
Fotografia: Ricardo Monteoliva
Interpreti: Sergio Pangaro, Alberto Laiseca, Andrés Duprat, Enrique Gagliesi, Ana Laura Lozza, Luciana Fauci, Diego Perdomo, Arturo Caravajal, Alejandro Cohn, Marcello Prayer, Roberto Tacón, León Ferrari, Horacio González
Nazionalità: Argentina – Italia, 2008
Durata: 1h. 30′


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  1. […] film del 2009, tra i 218 che ho visto nel corso dell’anno. Vi dico subito che mancherà Up, perché ancora non l’ho visto, e inserisco in classifica i film che ho visto nel corso […]

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