Stai leggendo:

"L'uomo che non c'era" di Joel Coen

8 dicembre 2001 Recensioni 9 Commenti
L'uomo che non c'era

Medusa, 20 Novembre 2001 – Affascinante

California, anni ’50. La vita di un quarantenne aiuto barbiere scorre nella più assoluta assenza di scosse tra negozio, casa e festicciole finchè non incontra un “imprenditore” che cerca un socio con cui avviare un’attività di lavasecco. Per trovare i 10.000 dollari necessari, l’uomo decide di ricattare l’amante di sua moglie…


Billy Bob Thornton e James Gandolfini in L'uomo che non c'eraCon L’uomo che non c’era Joel ed Ethan Coen riescono a costruire un film affascinante e raffinato, ma anche profondamente amaro. La vicenda di Ed non è poi molto diversa da quella che ognuno di noi potrebbe vivere: un lavoro sicuro, una moglie che, pur tradendolo, non ha nessuna intenzione di lasciarlo, una vita tranquilla e regolare; verrebbe spontaneo chiedersi per quale motivo l’uomo decida di uscire dalla sua aura di inesistenza per dare il via ad una serie di eventi inarrestabili… perché Ed decida per una volta nella vita di non seguire l’istinto che fino a quel momento l’aveva tenuto fuori dai guai. La risposta è allo stesso tempo tragica e banale: la sensazione che abbiamo è che egli non possa fare nulla di diverso, che quella sia la via che il destino gli ha preparato e che lui, avvolto nella sua eterna nuvola di fumo grigio, non possa e non voglia far altro che seguirla.

Tony Shalhoub e Frances McDormand in L'uomo che non c'eraLa struttura del film, e la sua perfetta costruzione tecnica fanno da sfondo ideale alla vicenda narrata. La sceneggiatura è veramente interessante, con alla base una costruzione dei personaggi che non lascia nulla al caso: Ed, così anonimo e grigio da annullare il volto iperespressivo di Billy Bob Thornton; la moglie, tutta presa dalla sua vita sociale da non notare quasi la presenza del marito; il fratello di lei, middle class ignorante anni 50, il venditore checca, la Lolita suonatrice di pianoforte, il principe del foro… tutto è costruito in modo da interessare lo spettatore, continuamente sospeso tra la risata amara ed il dramma.

Billy Bob Thornton in L'uomo che non c'eraDa segnalare la meravigliosa fotografia di Roger Deakins, un bianco e nero che appare a volte grigio, verde, azzurro; a tratti perfetto nella sua chiarezza, a tratti sgranato e retrò. Bellissime le inquadrature tipo palcoscenico all’interno della prigione, le citazioni di capolavori come Lolita e Il postino suona sempre due volte, ma anche di tutta una cinematografia noir fatta di bar oscuri e fumosi, anticamere di prigioni, tribunali, che non vediamo più da molto tempo. Divertenti i virtuosismi che non stupiranno chi conosce i Coen, belle le musiche, in bilico tra Beethoven e America anni ’50; una nota di merito a Billy Bob Thornton e a Frances McDormand (moglie di Ethan Coen), ottimi interpreti di parti a volte davvero scomode, ma anche al resto del cast, sempre all’altezza della situazione.

Scarlett Johansson in L'uomo che non c'eraL’uomo che non c’era è un film davvero da non perdere, opera che riesce a conciliare con raro equilibrio un altissimo livello stilistico e un’apprezzabile profondità di contenuti, bello proprio per essere film “di genere”, di ancora maggior valore per saper andare oltre il genere, e proporsi come uno dei migliori lavori della stagione, non a caso vincitore del premio per la regia a Cannes 2001, ex-aequo con David Lynch.


La locandina di L'uomo che non c'eraTitolo: L’uomo che non c’era (The Man Who Wasn’t There)
Regia: Joel Coen
Sceneggiatura: Joel Coen, Ethan Coen
Fotografia: Roger Deakins
Interpreti: Billy Bob Thornton, Frances McDormand, James Gandolfini, Michael Badalucco, Adam Alexi-Malle, Katherine Borowitz, Richard Jenkins, Scarlett Johansson, Jon Polito, Tony Shalhoub, Christoper Kriesa, Brian Haley, Jack McGee
Nazionalità: USA, 2001
Durata: 1h. 56′


Percorsi Tematici

  • Non ci sono percorsi tematici collegati a questo articolo.
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Attualmente ci sono 9 commenti a questo articolo:

  1. Edoardo scrive:

    L’ho visto ieri sera,un capolavoro. Secondo me è il miglior film dei Coen,in assoluto.
    Tu che ne pensi Alberto?

  2. Alberto Cassani scrive:

    Anche secondo me, è il migliore dei Coen.

  3. Sebastiano scrive:

    Difficile una scelta tra tutti i film dei Coen.
    Ha qualcosa di diverso dagli altri, non solo la scelta del bianco e nero, sicuramente, forse qualcosa in piu’.

  4. Alberto Cassani scrive:

    A me i Coen non fanno impazzire. Questo e “Non è un paese per vecchi” sono gli unici loro film che mi hanno davvero entusiasmato. Certo sono due pellicole piuttosto anomale nella loro filmografia…

  5. Edoardo scrive:

    Com’è che non ti fanno impazzire,Alberto? Sono grandi cineasti! Anche i loro film “minori” come “Fratello,dove sei?” sono davvero belli e fatti benissimo.

  6. Sebastiano scrive:

    “Fratello dove sei?” e’ grandioso, e non dimentichiamo “Il grande Lebowski”.
    Il mio giudizio e’ pero’ di parte: mi fa ancora impazzire “Arizona Junior” a distanza di secoli.
    Mi vanto di aver visto tutti i loro film rigorosamente al cinema, a parte “Blood Simple”.
    Ovviamente “L’uomo che non c’era” resta una spanna su tutti e vedo che anche Alberto lo trova anomalo.

  7. Alberto Cassani scrive:

    Sono dei bravissimi registi, ma trovo sempre i loro film piuttosto freddi e lontani dal mio senso dell’umorismo, quando vogliono divertire.

  8. Guido scrive:

    Il finale di questo film è assolutamente splendido ed indimenticabile!!! Film eccellente!

  9. Edoardo scrive:

    Qui le stelline secondo dovrebbero esserci! Questo film è un capolavoro!

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.

Incassi dal 23 al 25 settembre