Stai leggendo:

"Little Odessa" di James Gray

21 febbraio 2007 Recensioni 0 Commenti
Little Odessa

Cecchi Gori, 28 Ottobre 1994 – Profondo

Joshua è un giovane criminale al soldo della mafia russa che si è allontanato dalla famiglia e dal suo quartiere, Little Odessa. Costretto a tornare a Brighton Beach per eseguire un incarico, si ritrova davanti i fantasmi del passato…


Joshua Shapira è un giovane criminale al soldo della mafia russa che, appena diciottenne, si è allontanato dalla famiglia e dal suo quartiere, Little Odessa, appunto. Costretto a ritornare a Brighton Beach (Coney Island) per eseguire un incarico, si ritrova davanti i fantasmi del passato, con una famiglia sbandata e semidistrutta e, soprattutto, con un fratello, Reubens, che gli è fedele e devoto, vedendo in lui il suo futuro e la sua desiderata realizzazione. Joshua ritorna così a Brooklyn e, dopo aver svolto la sua missione (l’assassinio di un concorrente), si ritrova a lottare, ancora una volta, con il padre, che odia fin da piccolo e che cerca, addirittura, di impedirgli di vedere la madre che sta per morire.
L’azione si svolge, quindi, tra il desiderio del protagonista di rientrare a far parte, in qualche modo, anche solo per un piccolo periodo, della famiglia e la necessità di rimanere nascosto per evitare vendette da parte del clan avversario. La conclusione della vicenda, non voluta e sconvolgente, riporterà nell’anonimato il protagonista, condannandolo senza appello e senza possibilità di redenzione.

Film estremamente complesso nella tematica e nel tratteggio delle diverse personalità (magistrale l’interpretazione di Moira Kelly, la giovane ex-ragazza del killer solitario) si avvale di interpreti straordinari come Tim Roth, Maximilian Schell e di una grande Vanessa Redgrave. Il regista James Gray, all’epoca della produzione venticinquenne, dimostra una maestria fuori del comune tratteggiando, grazie alla sua stessa sceneggiatura, la personalità tormentata del killer che, in diverse occasioni, vede presentarsi occasioni di redenzione che, puntualmente, sfumano quasi per l’intervento di un’apparente, inspiegabile, maledizione che ormai incombe su di lui. Perfino il rapporto con i genitori e la mortale malattia della madre non sembrano altro che condanne a lui stesso; durante la parte centrale del film la possibilità di recupero si trasforma in dubbio ed esitazione, ma l’inesorabile condanna ad una vita senza redenzione riappare in tutta la sua forza e violenza nelle scene finali del film.

Violento, brutale, ma mai esagerato e inutile, il film ha rivelato inoltre Edward Furlong (nella parte del fratello minore) impegnato nel tratteggiare la contorta personalità di un ragazzo combattuto tra la perversa attrazione verso il fratello e la consapevolezza della sua coscienza e della possibilità di poter cambiare un fato che sembra imperversare sulla sua famiglia. La scenografia di una Brooklyn desolata ci mette del suo, creando un ambiente del tutto consono e proporzionato alla storia.


La locandina originale di Little OdessaTitolo: Little Odessa (Id.)
Regia: James Gray
Sceneggiatura: James Gray
Fotografia: Tom Richmond
Interpreti: Tim Roth, Edward Furlong, Moira Kelly, Vanessa Redgrave, Paul Guilfoyle, Natalya Andrejchenko, Maximilian Schell, David Vadim, Mina Bern, Boris McGiver, Mohammed Ghaffari, Michael Khmurov, Dmitry Preyers, David Ross
Nazionalità: USA, 1994
Durata: 1h. 38′


Percorsi Tematici

  • Non ci sono percorsi tematici collegati a questo articolo.
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.