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"Madagascar 3" di Eric Darnell, Tom McGrath & Conrad Vernon

21 agosto 2012 Recensioni 3 Commenti
Madagascar

Universal, 22 Agosto 2012 – Aggettivo

Alex, Martin, Gloria e Melman – con l’obiettivo intramontabile di tornare a casa – raggiungono i pinguini, fuggiti a Montecarlo. Scoperti, vengono inseguiti per tutta l’Europa dalla capitano DuBois ma trovano riparo in un circo, cercando di usarlo per tornare a New York…


Una scena di Madagascar 3Li avevamo lasciati in Kenya ma quest’anno, i nostri naufraghi preferiti sono approdati a Montecarlo. Da una terra bruciata dal sole ma che brilla di naturalezza e libertà, a un mare che riflette non tanto la luce dei raggi quanto quella dello sfarzo e del lusso. Il nuovo film della Dreamworks ammicca al divertimento, non solo in fatto di battute e adrenaliniche scene di inseguimenti, ma soprattutto grazie al ritmo serrato di gag capaci di arginare l’esplosione di una risata senza fine, attraverso intermezzi musicali così contagiosi da costringere lo spettatore a tenere lui stesso il ritmo.

Una scena di Madagascar 3Complice di così grande empatia, un 3D impeccabile e davvero ben riuscito, accanto alla semplice genialità delle scelte creative guidate dai registi. Ne è esempio la bellissima emersione di Alex, Gloria, Martin e Melman nella patria dei casinò, dove l’uscita della giraffa “dallo schermo” non è come ci si aspetta da un film in 3D – in orizzontale, verso lo spettatore – ma piuttosto in verticale. Questo testimonia come, a volte, dosare la tecnologia sfruttando le potenzialità delle due dimensioni abbia maggiori capacità di stupire e quindi far ridere.

Una scena di Madagascar 3Nonostante la sceneggiatura manchi in alcuni punti di credibilità, soprattutto per ciò che riguarda l’inspiegabile e sovrannaturale abilità della DuBois, la pellicola trova il giusto equilibrio nell’approfondimento delle esperienze e della psicologia di tutti i personaggi, anche quelli nuovi, spostandosi, rispetto al film precedente, a una dimensione più corale. Per farlo ricorre inevitabilmente, visto il pubblico cui si rivolge e vista la vocazione della risata, agli stereotipi legati alle origini dei singoli animali del circo. I più evidenti riguardano la tigre russa Vitaly e la foca italiana Stefano. L’universo del felino è quello più insistito e indagato, anche se gli statunitensi non perdono mai occasione di far fronteggiare USA-Russia attraverso brutte maniere, diffidenza e scontrosità che si ribaltano alla fine in costruttiva collaborazione. A volte invece, la simpatia di Stefano si rivela essere fastidiosa per un italiano che riconosce sullo schermo, in un film mainstream, difetti che a loro volta lo sono diventati, veri o falsi che siano.

Una scena di Madagascar 3Al di là di questo, il film ci offre tanto divertimento e, insieme, la visione di una storia in cui gli animali sono capaci di adattarsi a tanti contesti diversi, di accettarli, affrontarli, viverli, senza dimenticare chi sono e da dove vengono. Madagascar è un ritorno, che passando per “fuga” diviene “partenza”; è lealtà, è coscienza che la casa è più di un luogo. Si tratta della creatività di affrontare il nuovo e l’inaspettato che non tutti riescono a salvare quando si cresce, e che magari una piccola storia, vista accanto a decine di bambini che sanno divertirsi, può ricordare.


La locandina statunitense di Madagascar 3Titolo: Madagascar 3 – Ricercati in Europa (Madagascar 3: Europe’s Most Wanted)
Regia: Eric Darnell, Tom McGrath, Conrad Vernon
Sceneggiatura: Eric Darnell, Noah Baumbach
Fotografia:
Doppiatori: Ale a Franz, Roberto Gammino, Chiara Colizzi, Luigi Ferraro, Franco Mannella, Gerolamo Alchieri, Oreste Baldini, Roberto Draghetti, Massimiliano Alto, Fabrizio Pucci
Nazionalità: USA, 2012
Durata: 1h. 33′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. igor scrive:

    Ii migliore
    1 voto 7
    2 voto 7
    3 voto 7/8

  2. Marco scrive:

    Giusta recensione.
    Per un confronto mi dovrei rivedere gli altri, ma a memoria questo è stato non il più divertente ma il più riuscito intrattenitore.
    Ovviamente al cinema (come “Cars 2″) il 3D ha giocato sicuramente un ruolo rilevante.

  3. Marco scrive:

    Visionato anche l’altro film DreamWorks dell’anno scorso, “Le 5 Leggende” e debbo dire che stavolta la casa ha fatto un egregio lavoro in fatto di script dove, similmente ai suoi due più recenti lavori meglio prodotti quali “Dragon Trainer” e “Megamind” hanno puntato più sulla solidità della sceneggiatura, risvolti di trama apprezzabili e soggetto alquanto originale.
    Benchè i topoi del genere si rifanno sempre a soluzioni già sapute, il modo in cui sono stati trattati questa volta riescono ad imprimergli quel quid di originalità e vitalità.
    Molto piaciuto anche il fatto di aver puntato molto sulla descrizione interiore e non dei personaggi piuttosto che sulla risata facile e ricercata (e molto spesso non voluta o non richiesta) di quasi tutti i loro lungometraggi.
    Finale, come anticipavo, risaputo ma che ben si adatta all’epilogo.
    Non fa ridere, a parte due scene con gli yeti e un paio col coniglio pasquale, ma non per questo annoia durante la visione.
    Per 3/4 adatto a tutti, per il finale l’adulto deve fare uno sforzo, anche se penso non ci voglia molto, di tornare bambino e…credere.
    Del Toro chiamato per alcune supervisioni e si vede nella caratterizzazione dell’uomo nero o chi per esso.
    Bella musica.
    Regia ritmata, a volte troppo, ma fresca e genuina.

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