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"Man on Fire" di Tony Scott

13 settembre 2004 Recensioni 1 Commento
CineFile

20th Century Fox, 10 Settembre 2004 – Piatto

Un ex-marine viene ingaggiato da due ricchi coniugi per fare da guardia del corpo alla piccola figlia. Ma la sua mente è solcata da incubi di vecchia data, e la dipendenza dall’alcol è un’ulteriore afflizione pronta ad ostacolarne il suo delicato incarico…


Dakota Fanning e Denzel Washington in Man on FireTorna Tony Scott, e con lui ricompare puntuale quella tipologia di film che ne ha contraddistinto fra alti e bassi l’intera carriera, anche se nel presente caso si tratta di una sensibile risalita rispetto agli ultimi lavori consegnatici dal regista di Top Gun. Man on Fire, nonostante non riesca ad elevarsi come si converrebbe – visto il tema del film – al di sopra del più classico filone action-movie, è un prodotto che presenta ugualmente dei pregi che debbono essergli riconosciuti. Sono più d’una le scene che riescono a strappare ammirazione per come risultano efficaci in forza della loro realizzazione tecnica e, ancor più, in virtù della recitazione in esse presente.

Giancarlo Giannini in Man on FireScott ripropone, anche se maggiormente accentuato, quello stile di regia che da sempre lo contraddistingue e, anche se la frenesia degli zoom e le accelerazione repentine delle immagini – così come la fotografia spesso sfocata e sgranata in stile 21 grammi – finiscono alla lunga per infastidire perché sin troppo abusati, gli va dato atto di aver saputo abbinare lo stile adottato a delle scene che, proprio in virtù della stessa mano registica, risultano efficaci: ci riferiamo in particolar modo a quelle in cui Creasy prova ad estorcere informazioni a quegli individui in qualche modo connessi al rapimento della piccola Pita. Scott, supportato dall’ottimo montaggio, riesce qui a dipingere nel giusto modo la violenza prodotta dal personaggio di Denzel Washington, specialmente nella scena del sanguinolento colloquio in macchina. E’ proprio Washington, in realtà, il vero valore aggiunto di questa pellicola, con la sua interpretazione “viscerale”. Da lui, dall’ottima interazione stabilitasi fra il suo personaggio e quello della bambina, provengono i momenti di maggiore commozione. Certamente un ritorno ad altissimi livelli recitativi, per il protagonista di Hurricane.

Christopher Walken in Man on FireTutta questa bontà artistica, seppur considerevole, non basta a fare di Man on Fire il film che avrebbe dovuto essere. Il sottotesto che coinvolge il passato dei personaggi, di Creasy in particolare, accennato nella fase iniziale, finisce col perdersi quando “il fuoco della vendetta” prende il sopravvento e l’azione esplode incontrollata nella seconda parte, rendendo oltremodo ingiustificate le due ore e mezza di proiezione. Come già aveva fatto in un film come The Fan (comunque inferiore a questo Man on Fire), Scott perde di vista, anche per colpa dello sceneggiatore, quei contenuti che avrebbero richiesto un’indagine più estesa per dedicarsi completamente al comparto estetico delle sequenze. Di qui le tangibili carenze del prodotto finito.

Bravo Denzel Washington, bravissima la piccola star Dakota Fanning, ma anche un plauso di stima al nostro Giancarlo Giannini, il quale – checché se ne possa dire a riguardo – continua ad essere il migliore attore italiano in circolazione.


La locandina di Man on FireTitolo: Man on Fire – Il fuoco della vendetta (Man on Fire)
Regia: Tony Scott
Sceneggiatura: Brian Helgeland
Fotografia: Paul Cameron
Interpreti: Denzel Washington, Dakota Fanning, Marc Anthony, Radha Mitchell, Christopher Walken, Giancarlo Giannini, Rachel Ticotin, Jesús Ochoa, Mickey Rourke, Angelina Peláez, Gustavo Sánchez Parra, Gero Camilo, Rosa María Hernández
Nazionalità: USA, 2004
Durata: 2h. 26′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Riccardo scrive:

    Concordo in toto con la recensione. Tra pregi e difetti sicuramente il miglior film di Tony Scott.
    Solo io vedo nel finale è una strizzata all’occhio al “Gladiatore” di Ridley?

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