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"Maze Runner" di Wes Ball

9 ottobre 2014 Recensioni 4 Commenti
Maze Runner - Il labirinto

20th Century Fox, 9 Ottobre 2014 – Dozzinale

Un ragazzo si sveglia in una radura circondata da alte mura di cemento. Non ricorda nulla, nemmeno il proprio nome. Con lui ci sono altri adolescenti, alcuni dei quali si trovano lì da anni. Nessuno però ricorda nulla, e nessuno ha idea del perché si trovano lì. L’unica cosa che sanno, è che oltre le mura si estende un impenetrabile labirinto…


Una scena di Maze Runner - Il labirintoTratto dal primo della fortunata quadrilogia di romanzi di James Dashner (pubblicata in Italia da Fanucci), Maze Runner è un film di avventura che procede con passo irregolare e non riesce mai a farsi davvero interessante né tantomeno entusiasmante. Fin dall’inizio mette in mostra personaggi caratterizzati rozzamente (e interpretati da attori mediocri), e fin dall’inizio gioca sullo spaesamento degli spettatori più che su quello dei personaggi. D’altra parte, quando la sceneggiatura la scrivono due esordienti e un produttore televisivo non si possono nutrire grandi attese.

Dylan O'Brien e Kaya Scodelario in Maze Runner - Il labirintoQuello che stupisce, semmai, è quanto poco abbia importanza il labirinto che pure dà il titolo a film e serie letteraria. Che la radura sia circondata da un labirinto artificiale invece che da un banale bosco, infatti, non incide minimamente nello sviluppo della vicenda e trova reale giustificazione solo nel brutto finale (ovviamente aperto…). Questo sia perché la “mappatura” di quel dedalo di mura è già conclusa prima ancora che il film cominci, sia perché il vero contrasto interno al gruppo di protagonisti non è sul come fuggire, ma sul se è meglio fuggire o rimanere. Un po’ lo stesso dubbio che assale lo spettatore, indeciso se sopportare fino alla fine uno spettacolo mediocre come questo o sospendere la visione prima del tempo.


La locandina di Maze Runner - Il labirintoTitolo: Maze Runner – Il labirinto (The Maze Runner)
Regia: Wes Ball
Sceneggiatura: Noah Oppenheim, Grant Pierce Myers, T.S. Nowlin
Fotografia: Enrique Chediak
Interpreti: Dylan O’Brien, Kaya Scodelario, Aml Ameen, Thomas Brodie-Sangster, Ki Hong Lee, Will Poulter, Patricia Clarkson, Blake Cooper, Dexter Darden, Jacob Latimore, Chris Sheffield, Joe Adler, Randall D. Cunningham
Nazionalità: USA – Canada – Regno Unito, 2014
Durata: 1h. 53′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Marco ha detto:

    Stavolta Abe non sono d’accordo con la tua opinione.
    Io l’ho trovato un bel “young adult” d’intrattenimento, non annoia, citazionista, ben diretto, scritto e recitato.
    Ti consiglio magari di rivederlo e di stare attento, perchè quello che hai scritto nel secondo paragrafo non è vero (la minaccia del labirinto che cambia continuamente si sente, alcuni ragazzi vogliono fuggire dalla Radura, altri non lo vogliono).
    La rivelazione finale poi non è così scontata.
    Unica pecca è la regia nelle scene notturne: un pò troppo scura secondo me.
    Forse non eri troppo disposto alla visione quando l’ho vedesti 🙂

  2. Alberto Cassani ha detto:

    No, io ho scritto che la natura del labirinto influisce molto poco nella storia. Avrebbe potuto essere un bosco qualunque e a conti fatti non sarebbe cambiato niente (al di là che, appunto, la sua origine si capisce alla fine), perché non è la sua mutabilità a portare i due gruppi al contrasto. Rivederlo non ne ho nessuna voglia, ma non è escluso che lo faccia quando arriverà in home-video tutta la saga, visto che tra un anno esce il terzo e ultimo (prequel esclusi, eventualmente).

  3. Marco ha detto:

    Rivisto e ricondivido il mio precedente commento sulla bella impressione che mi ha fatto.
    Soltanto alcuni comportamenti e soluzioni, da parte dei protagonisti, abbastanza improbabili ed inverosimili alla fine mi hanno fatto storcere il naso, ma non incidono poi tanto.
    Attendo di vedere il secondo capitolo a giorni.
    Pareri su chi l’ha già visto?

  4. Marco ha detto:

    Visionato anche “La Fuga”.
    Inizio un pò in sordina e sottotono, poi col passare delle scene il ritmo inzia a decollare e il soggetto si fa più coinvolgente, grazie agli avverinistici scenari e i buoni effetti speciali.
    I temi sono un pò risaputi ed i personaggi già visti però la pregevole regia di Ball ci regala due o tre scene al cardiopalma degne di un vero film horror condito da una buona dose d’azione.
    Purtroppo alcune informazioni e spiegazioni sono fornite frettolosamente e non mancano buchi di script.
    Anche alcune scene risultano inutili (e trash) ai fini della vicenda.
    Buona la fotografia ed il montaggio, come del resto nel primo film.
    In conclusione sono 2 h e 10′ di fughe e sparatoie con colpo di scena finale (non telefonato ma neanche sorprendente, anzi poco convincente), ma non mi ha annoiato.
    Se avete apprezzato il primo consiglio anche questo.

    Considero questa saga, insieme a quella di HG, come le migliori “young adults”.

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