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Paola
Cavallini, 3 Settembre 2005: Indifendibile |
L'Ottava,
3 Marzo 2006
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Musikanten
di Franco Battiato 
Torna
sugli schermi Franco Battiato, con un nuovo lavoro cosceneggiato con
Manlio Sgalambro, dal titolo "Musikanten". Probabilmente,
dato che non è assolutamente chiaro dal film, i Musikanten in
oggetto erano dei Trobador che se ne andavano in giro per il
mondo diffondendo la cultura musicale con il loro lavoro.
La
trama: oggi, Marta è un'autrice televisiva di successo, colta
e ricca, divide la sua vita solitaria tra il lavoro e la passione per
la musica classica. Nicola è un suo amico e collega, insieme
hanno ideato un nuovo programma, che narrerà le vite complesse
e particolari di personaggi che - secondo loro - rappresentano una nuova
frontiera della cultura. Proprio
incontrando uno di questi, una specie di guru fanatico, Marta avrà
l'occasione di fare un tuffo nel proprio subconscio, e di vivere per
un po' la vita di un giovane Principe molto vicino a Ludwig Van Beethoven.
Sarà il pretesto per il regista per raccontare, in una sua personalissima
accezione, gli ultimi mesi di vita del grande compositore.
Scrivere
la recensione di "Musikanten" è come sparare sulla
Croce Rossa; non si sa da che parte cominciare per descrivere - con
cognizione di causa e dovizia di prove a proprio sostegno - l'assoluta
inutilità di questo film. Andiamo in ordine.
Primo: dopo la parte iniziale del film viene spontaneo domandarsi per
quale arcano motivo uno debba mettere due mezzi film in uno solo, soprattutto
se si considera che l'uno non ha nulla a che fare con l'altro. La vita
di Marta e Nicola, oggi, non ha proprio niente a che vedere con quella
del genio della musica allora, se non per il fatto che lei ne ascolta
i dischi e ne sogna frammenti di insulsi avvenimenti.
Secondo:
come siano riusciti i "nostri" a creare tanti personaggi -
tra principali e secondari - assolutamente stereotipati e inutili resta
tuttora un mistero. Travolto da guru idioti, amiche che vivono esperienze
extracorporee, matematici rincretiniti, aspiranti a provini Tv nei confronti
dei quali le Veline sono Rita Levi Montalcini, baristi invasati bibbiomani,
studiose confinate dentro celle monastiche, lo spettatore sopravvive
sì e no quando si imbatte in alcuni sketch degni di Zelig
che, se in TV possono anche risultare divertenti, in un film su Beethoven
sono solo un mezzuccio per accattivarsi il videodipendente medio. Antonio
Rezza che fa se stesso, il falso annuncio sul nuovo Partito Unico Mondiale
ed altro sono infatti solo un trucchetto che non mi sarei aspettata
da una persona che consideravo quantomeno colta e intelligente.
Terzo:
la spocchia, la supponenza, la voce sottesa a tutto il film che non
fa che sussurrare allo Spettatore "Se non conosci Wittgenstein,
la Bibbia, Haendel, Beethoven, tutte le sue sinfonie e quant'altro non
ti puoi certo aspettare di capire un film d'autore come il mio!"
Insopportabile.
Quarto: la
realizzazione tecnica. Forse qualcuno dovrebbe dire a Battiato che non
bastano la musica a tutto volume, i fuori fuoco, il flou, le
dissolvenze al e dal nero e le riprese con videocamera digitale sbattuti
qua e là a farne un prodotto d'autore. Dovrebbero come minimo
avere tutti un senso, per funzionare.
Basta,
voglio rimuovere per sempre questo film dalla mia vita di spettatore,
voglio vedere qualcosa di meglio, che ne so, il Grande Fratello!
Percorsi tematici
PerdutoAmor
- di Franco Battiato; con Corrado Fortuna, Donatella Finocchiaro.
Titolo:
Musikanten
Regia:
Franco Battiato
Sceneggiatura:
Franco Battiato, Manlio Sgalambro
Fotografia:
Daniele Baldacci
Interpreti:
Alejandro Jodorowskj, Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni, Michela Cescon,
Chiara Muti, Manlio Sgalambro, Juri Camirasca, Chiara Conti, Antonio
Rezza, Lucia Sardo, Valter Malosti, Antonio Rezza
Nazionalità:
Italia, 2005
Durata:
1h. 30'
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