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"Musikanten" di Franco Battitato

3 settembre 2005 Recensioni 0 Commenti
Musikanten

L’Ottava, 3 Marzo 2006 – Indifendibile BLEAH

Musikanten è un programma televisivo di grande successo i cui realizzatori presentano alla rete una nuova idea. Un progetto che mira a coinvolgere studiosi di varie discipline, che hanno in comune l’obiettivo di aprirsi a settori normalmente considerati non scientifici. Inizia la ricerca dei possibili ospiti…


Alejandro JodorowskjTorna sugli schermi Franco Battiato, con un nuovo lavoro cosceneggiato con Manlio Sgalambro, dal titolo Musikanten. Probabilmente, dato che non è assolutamente chiaro dal film, i Musikanten in oggetto erano dei trobador che se ne andavano in giro per il mondo diffondendo la cultura musicale con il loro lavoro.

Scrivere la recensione di Musikanten è come sparare sulla Croce Rossa. Non si sa da che parte cominciare per descrivere – con cognizione di causa e dovizia di prove a proprio sostegno – l’assoluta inutilità di questo film. Andiamo in ordine.
Sonia BergamascoPrimo: dopo la parte iniziale del film viene spontaneo domandarsi per quale arcano motivo uno debba mettere due mezzi film in uno solo, soprattutto se si considera che l’uno non ha nulla a che fare con l’altro. La vita di Marta e Nicola, oggi, non ha proprio niente a che vedere con quella di Beethoven, se non per il fatto che lei ne ascolta i dischi e ne sogna frammenti di insulsi avvenimenti.
Una scenaSecondo: come siano riusciti i “nostri” a creare tanti personaggi – tra principali e secondari – assolutamente stereotipati e inutili resta tuttora un mistero. Travolto da guru idioti, amiche che vivono esperienze extracorporee, matematici rincretiniti, aspiranti a provini Tv nei confronti dei quali le Veline sono Rita Levi Montalcini, baristi invasati bibbiomani, studiose confinate dentro celle monastiche, lo spettatore sopravvive sì e no quando si imbatte in alcuni sketch degni di Zelig che, se in Tv possono anche risultare divertenti, in un film su Beethoven sono solo un mezzuccio per accattivarsi il videodipendente medio. Antonio Rezza che fa se stesso, il falso annuncio sul nuovo Partito Unico Mondiale ed altro sono infatti solo un trucchetto che non ci si aspetta da una persona che considerata quantomeno colta e intelligente.
Una scena Terzo: la spocchia, la supponenza, la voce sottesa a tutto il film che non fa che sussurrare allo spettatore «Se non conosci Wittgenstein, la Bibbia, Haendel, Beethoven, tutte le sue sinfonie e quant’altro non ti puoi certo aspettare di capire un film d’autore come il mio!» Insopportabile.
Quarto: la realizzazione tecnica. Forse qualcuno dovrebbe dire a Battiato che non bastano la musica a tutto volume, i fuori fuoco, il flou, le dissolvenze al e dal nero e le riprese con videocamera digitale sbattuti qua e là a farne un prodotto d’autore. Dovrebbero come minimo avere tutti un senso, per funzionare.

Un film che si vorrebbe cancellare dalla propria vita di spettatore, che fa fare un figurone a prodotti come Il Grande Fratello


La locandinaTitolo: Musikanten
Regia: Franco Battiato
Sceneggiatura: Franco Battiato, Manlio Sgalambro
Fotografia: Daniele Baldacci
Interpreti: Alejandro Jodorowskj, Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni, Michela Cescon, Chiara Muti, Manlio Sgalambro, Juri Camirasca, Chiara Conti, Antonio Rezza, Lucia Sardo, Valter Malosti, Antonio Rezza
Nazionalità: Italia, 2005
Durata: 1h. 30′


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